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Bilancio, rifiuti, lavoro e movida: Michele Regine “racconta” la Forio che verrà

DI FRANCESCO FERRANDINO
FORIO. Dopo il primo turno sembrava mettersi male, e invece Francesco Del Deo si è riconfermato sindaco di Fiorio. Com’è stato possibile ribaltare un pronostico che, almeno sulla carta, era negativo al termine della prima tornata alle urne?
«I pronostici, proprio perché tali, lasciano sempre il tempo che trovano. La campagna elettorale, nonostante i toni piuttosto forti, lasciava comunque intendere una volontà dell’elettorato in direzione della riconferma dell’amministrazione uscente. I dati del primo turno sono stati abbastanza chiari. D’altra parte è vero che le dimensioni del consenso sono state più contenute rispetto alle aspettative dell’amministrazione, che si attendeva una riconferma più netta. Questa però era l’ottica iniziale della campagna, venuta meno quando si sono presentate diverse coalizioni, con tanti candidati: non soltanto a supporto del sindaco uscente e del consigliere uscente Stani Verde, ma anche quelle di Domenico Savio, di Ignazio Di Lustro, Luciano Castaldi e Nicola Manna. Si è così creata una notevole dispersione di voti, di conseguenza le previsioni iniziali dell’amministrazione sono venute meno: è stata raggiunta la riconferma, pur se non nelle percentuali auspicate».
Sei stato riconfermato Presidente del Consiglio comunale. Secondo te quali sono i motivi alla base di tale riconferma?
«Beh, questo bisognerebbe chiederlo soprattutto ai colleghi consiglieri che hanno ritenuto opportuno riconfermarmi nell’incarico che ho svolto per cinque anni. Ho sempre cercato di mantenere gli equilibri all’interno del civico consesso, un compito sicuramente non semplice. Nella scorsa consiliatura, soprattutto tra le file dell’opposizione, c’erano consiglieri particolarmente attenti e “veementi” sotto alcuni aspetti, i quali, vuoi per motivi caratteriali vuoi per l’impeto delle discussioni in consiglio, mi hanno portato come presidente dell’assemblea ad applicare alla lettera il regolamento e lo statuto, con i relativi strumenti di gestione del civico consesso: nel senso che, mio malgrado, ho dovuto più volte fermare alcuni consiglieri che andavano oltre il tema della discussione e che andavano oltre il tempo a disposizione per l’intervento. Circostanze che mi hanno costretto ad applicare il regolamento, talvolta sospendendo i lavori per riportare la calma nell’assemblea. Questo modo di operare è stato letto e criticato dall’opposizione come un metodo “autoritario”, ma non avevo molta scelta. E ci tengo a ribadire che con ogni componente delle minoranze mantengo tuttora un rapporto di reciproca stima personale al di là delle diverse idee politiche. Il fatto di essere stato riconfermato trae origine, credo, dalla consapevolezza dei consiglieri di maggioranza di vedere in me qualcuno che garantisce la regolarità e l’osservanza delle norme che disciplinano lo svolgimento del consiglio».
La nuova amministrazione si ritrova alle prese con un paese che almeno numericamente sembra diviso a metà.
«Sì, è così. Tuttavia su questo tema non darò una risposta da “terzo”, cioè da presidente del consiglio “super partes”, bensì da consigliere di maggioranza: questa divisione si è palesata soprattutto al ballottaggio, anche se guardando ai risultati di tutti i Comuni d’Italia, il sindaco Del Deo è stato uno dei pochi a riconfermarsi al secondo turno. Credo che l’esito finale sia stato determinato anche da un astensionismo (nel secondo turno) piuttosto rilevante. Secondo me, questo astensionismo trova le sue radici nel sistema elettorale, che ha penalizzato la compagine di maggioranza: l’elettorato foriano ha maturato un certo disinteresse a tornare alle urne dopo pochi giorni, e comunque è la prima volta che a Forio si andava al ballottaggio».
L’ultima campagna elettorale, nonostante tutti i buoni propositi, ha mostrato ancora una volta un paese lacerato, dove rancori e ripicche hanno spesso preso il sopravvento. È davvero impossibile che Forio raggiunga una certa pacificazione?
«Credo anche io che sia difficile in questo momento arrivare a una completa pacificazione, perché non credo si sia arrivati a un livello di discussione e di confronto “moderno”. Parliamo di un paese con un numero di abitanti non così alto, che non è mai stato abituato a questo sistema elettorale, che è stato chiamato alle elezioni in un momento in cui c’è una crisi economico-finanziaria spaventosa, ma anche una crisi politica a livello nazionale che ha prodotto figure e programmi nuovi al vaglio dei cittadini. Oggi la ventata d’innovazione portata dalle elezioni politiche nazionali è comunque lontana dalla realtà locale di Forio, che resta un paese molto legato alle proprie origini, e lo dico con orgoglio. Il divario al ballottaggio, piuttosto ridotto, deve comunque indurre l’amministrazione uscente a riflettere sul fatto che nel prossimo quinquennio va continuata l’azione amministrativa già intrapresa, con atti concreti che risolvano i problemi atavici».
Quanto potrà giovare a Francesco Del Deo il fatto di essere al secondo mandato, dunque di non dover più fare i conti nell’ottica di una possibile rielezione, e quindi in un certo senso di poter operare con minori condizionamenti rispetto alla prima esperienza sindacale?
«A quanto ho potuto constatare, il sindaco nel suo primo quinquennio ha lavorato senza alcun tipo di interferenza particolare: penso ad altre municipalità isolane dove ci sono state maggioranze “particolari” e comunque meno solide, che in astratto avrebbero potuto creare difficoltà all’agire del sindaco. Invece nel caso di Forio all’interno di una maggioranza coesa c’è uno zoccolo duro che sostiene il sindaco, e non sorgono problemi per il primo cittadino nel portare avanti il suo mandato. Ovviamente resta fondamentale da parte sua cercare di mantenere gli equilibri».
Quali sono a vostro avviso le priorità del paese?
«Le priorità di Forio sono le stesse che furono individuate nel precedente quinquennio. Innanzitutto il risanamento del debito pubblico che, come più volte spiegato, è stato affrontato e quasi del tutto risolto. Ovviamente, una volta risanato il debito, il resto viene da sé, a partire dalle grandi opere pubbliche o nella ordinaria manutenzione delle infrastrutture pubbliche; tutto diventa più semplice. Dal 2013 l’amministrazione ha voluto prima risanare le finanze, e poi pensare agli investimenti per risolvere problemi annosi, fra i quali quello della nettezza urbana, per il quale ci sono buone prospettive di risolvere la questione nel futuro prossimo, quello della viabilità, e quello dell’occupazione, cioè di creare presupposti concreti per dare possibilità ai cittadini di avere maggiori occasioni e prospettive di lavoro: un tema, questo, che mi è sempre stato a cuore».
Quali sono nell’immediato le iniziative che l’amministrazione Del Deo dovrà portare a compimento nei fatidici primi cento giorni?
«Il compito dell’amministrazione uscente, una volta riconfermata, è proprio quello di portare avanti e concludere tutto ciò che si era momentaneamente fermato durante la campagna elettorale. È una domanda alla quale un’amministrazione inedita avrebbe risposto diversamente, mentre nel nostro caso si tratta necessariamente di completare l’opera già impostata».
Hanno fatto discutere una serie di iniziative, prime fra tutte le ordinanze che hanno limitato le emissioni sonore. Secondo alcuni è stato un autogol, visto che proprio negli ultimi tempi Forio era diventata la “capitale della movida” isolana, anche per i turisti. Quale spiegazione dai a questa apparente contraddizione?
«Non so chi possa lamentarsi di questa iniziativa, che comunque ha origine da esigenze della stessa cittadinanza, particolarmente di chi risiede in centro, che ha più volte manifestato la necessità di voler riposare in alcune ore notturne. Non dimentichiamo che è stata questa amministrazione a valorizzare negli ultimi anni la cosiddetta “movida” locale, individuando le aree per vocazione più adatte, portando il Comune di Forio ai primi posti sull’isola per il numero e la qualità degli eventi e degli spettacoli organizzati. Si tratta soltanto di contemperare i diversi e legittimi interessi, tra i quali vi sono anche quelli di chi vuole un po’ di pace, almeno per qualche ora. Ma questo non va a discapito degli imprenditori che hanno aperto un’attività sul porto: è soltanto questione di equilibrio».
Collabori con l’attuale sindaco ormai da più di cinque anni. Quale è stato in questo quinquennio il suo punto di forza e quale il suo tallone d’Achille?
«Il punto di forza di Francesco Del Deo è quello di essere una persona di cuore, che tiene molto alle sorti del paese, checché se ne dica. È una persona molto attenta alle esigenze di tutti i cittadini, e trovo ingiusto che qualcuno voglia diffondere un’immagine distorta del sindaco. Ha sempre cercato di aiutare a risolvere i problemi altrui, anche impegnandosi in prima persona, dando una mano a chi ne ha bisogno. Questa sua caratteristica, se da un lato può essere un punto di forza, dall’altro può essere visto un punto debole, ma con le dovute distinzioni: se una persona cerca di andare oltre quello che è il limite consentito dalle leggi, un sindaco ha il dovere di usare il pugno duro. Credo che questo sia il giusto equilibrio che un sindaco coscienzioso debba mantenere».
Si parla tanto sull’isola di crisi turistica, di mancanza di concertazione tra enti, e di un’isola sempre più avviata verso un inesorabile declino. Fino a che punto condividi questa analisi, e come pensi si possa invertire la tendenza?
«Credo che l’isola d’Ischia non sia soggetta a una presunta “morte turistica”, per via delle sue potenzialità intrinseche, al di là delle gestioni contingenti. Essa rimane e rimarrà sempre un polo fondamentale del turismo campano, nazionale e anche mondiale. Noi ce la stiamo mettendo tutta per rilanciare tale potenziale turistico, con varie iniziative che il Comune ha messo in campo negli ultimi mesi: regate veliche di caratura mondiale, agli inizi di ottobre ospiteremo il campionato di powerboat offshore, che attrarrà molti turisti. Stiamo cercando di attirare il turismo nautico, come dimostra il porto di Forio, gremito di imbarcazioni da diporto, col relativo indotto che porta beneficio all’intera comunità. Stiamo cercando di andare incontro alle esigenze dei singoli imprenditori, anche attraverso il risanamento delle strade più importanti, a Panza, al centro di Forio, a Spinavola, alla Borbonica. Tutto è finalizzato non solo alla riqualificazione del tessuto sociale ma anche della qualità di accoglienza e dell’estetica di un Comune turistico nei confronti dei visitatori. Non dimentichiamo che l’isola viene da un drammatico terremoto, accaduto giusto un anno fa. Nonostante ciò, le presenze sull’isola sono comunque in numero rilevante, e si cerca di fare il possibile per uscire da questo momento difficile: ce la metteremo tutta per farcela».
L’attuale maggioranza è cambiata, rispetto al quinquennio precedente. Alcuni personaggi sono rimasti, al contempo sono arrivati nuovi elementi. In che cosa, secondo te, l’amministrazione ha guadagnato e in che cosa ha perso?
«Durante il quinquennio appena trascorso, alcuni elementi erano fuoriusciti per schierarsi con l’opposizione, come tutti sanno. Ora si riparte con questa rinnovata amministrazione, composta da professionisti seri e persone coscienziose, che ho già visto all’opera sin dal giorno dopo le elezioni mettersi di gran lena a lavoro: circostanza che dimostra quanto i nuovi amministratori, alcuni dei quali alla prima esperienza, abbiano la volontà di dare il loro concreto apporto al paese. Mi riferisco anche alle opposizioni: ritengo che lavorare in un clima sereno, seppur su posizioni opposte, potrà portare al Comune nel prossimo quinquennio risultati eccezionali».

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