CRONACA

Forio, spiaggia libera “vietata” ai disabili

La mancanza di bagni pubblici a disposizione di chi si reca a mare impedisce a persone con disabilità di godere degli arenili. Ci si affida alla comprensione degli stabilimenti privati per consentire di poter godere di quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto

Potersi concedere il lusso di fare un bagno a Ischia non è un privilegio accessibile a tutti. E quando parliamo di accessibilità non usiamo parole a caso. Le spiagge di Ischia non offrono servizi tra i migliori della penisola, inutile nasconderlo. Molto è lasciato al caso. Le spiagge, per quanto belle, sono sostanzialmente ferme ai servizi elargiti a decenni fa. Andando indietro nel tempo non troveremmo molte differenze, se non spiagge molto più grandi e forse un mare decisamente più pulito, ma questo è un altro discorso. Solo chi ha la possibilità di recarsi a godere del mare in uno stabilimento privato, con tutte le sue comodità, potrà usufruire dei servizi basilari, fondamentali per chi intende rimanere a godere del mare per diverse ore, senza la preoccupazione dei servizi, del cibo o di doversi riparare dal sole forte che in questi giorni sta, fortunatamente baciando l’isola, rendendo il desiderio del mare quasi una necessità.

Ma se ad avere desiderio del mare è una persona con disabilità? Anche grave? Quali sono le possibilità che ha di poter usufruire della gioia di poter andare a mare? Se ci si affida a uno degli stabilimenti, numerosi, che ci sono nelle spiagge isolane, le cose non vanno male, anche se, e basta dare un’occhiata in giro, sono davvero pochi gli stabilimento pronti ad accogliere persone che hanno la necessità di muoversi in carrozzella. Ma disabilità non vuol dire solo sedia a rotelle. C’è anche chi ha bisogno dei servizi igienici, magari più volte al giorno. Gli stabilimenti balneari un bagno ce l’hanno, devono per legge. Ma cosa succede per chi invece va a mare in una spiaggia libera? Niente di buono purtroppo. Anzi,  in questi casi andare in una spiaggia libera diventa un vero e proprio inferno.

Come ci è stato testimoniato da una famiglia di Forio  alle prese con problemi ingigantiti dalla mancanza più totale di assistenza in spiaggia. Pensateci: a Ischia, sull’intera isola, ci sono possibilità di usufruire dei servizi igienici per chi si reca nelle numerose e ampie spiagge libere? Assolutamente no. Questo è uno dei motivi per cui Ischia non vede sventolare le ambite bandiere blu in nessuna delle proprie spiagge. Non basta avere un mare pulito, neanche quello una garanzia, ma serve che le spiagge garantiscano dei servizi  elementari e questo non avviene.

Servizi negati a un ragazzo che ha necessità ad esempio di avere la certezza di poter usufruire di un bagno per problemi fisici dovuti alle conseguenze di una malattia affrontata stoicamente.  Succede infatti che un ragazzo di Forio, con problemi fisici davvero importanti, dopo tanto penare, e sentendosi finalmente un po’ meglio, ha espresso il desiderio di andare a mare. Ma la sola idea di non poter accedere a servizi basilari ha reso quella che è un’attività davvero elementare un vero supplizio. La spiaggia della Chiaia non ha bagni pubblici né tanto meno quella della pietra impica. Soluzioni? Private. Solo la comprensione di chi gestisce gli spazi nei pressi sulla piattaforma che affaccia sul porto di Forio garantirà al ragazzo di poter fare un bagno e di ricominciare a vivere in maniera normale e tranquilla, come fanno i suoi coetanei.

Ma possibile che per poter usufruire di un proprio diritto è necessario chiedere i favori ai privati? Pensiamoci la prossima volta che le spiagge ischitane non avranno ottenuto, ancora una volta, le bandiere blu. Per conquistarle, lo ricordiamo, è necessario un  numero adeguato di personale di salvataggio e/o attrezzature di salvataggio deve essere disponibile sulla spiaggia. Di un equipaggiamento di primo soccorso che deve essere disponibile sulla spiaggia. Di piani di emergenza per i casi di inquinamento o rischio per la sicurezza ambientale devono essere predisposti. Deve essere prevista la gestione di diverse utenze e differenti usi della spiaggia in modo tale da prevenire conflitti e incidenti. Devono essere presenti misure di sicurezza per la tutela dei bagnanti devono essere attuate e deve essere garantito libero accesso al pubblico. E poi una fonte di acqua potabile deve essere disponibile sulla spiaggia. Tutti elementi che mancano, latitano e che fino ad ora nessuno ha pensato di realizzare, pensando che chiunque possa fare affidamento ai servizi degli stabilimenti privati. Ma chi non ha possibilità economiche e difficoltà in famiglia cosa può fare se non abbandonare l’idea di andare a mare?

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