CRONACAPRIMO PIANO

A caccia di risposte

La New Atec torna a sollecitare Comune e Prefettura: l’avvocato Raffaele Bernardo chiede lo stato dei lavori, un cronoprogramma e soprattutto tempi certi per il ripristino della viabilità e il ritorno dei mezzi pesanti al porto di Pozzuoli. E intanto…

A caccia di risposte. Soprattutto di certezze sui tempi necessari per tornare alla normalità e consentire agli autotrasportatori diretti verso Ischia di utilizzare nuovamente il porto di Pozzuoli senza le limitazioni introdotte dopo lo sciame sismico di fine luglio. A chiederle è ancora una volta la New Atec, l’associazione che rappresenta trasportatori e commercianti dell’isola d’Ischia, attraverso il proprio legale Raffaele Bernardo. L’avvocato ha indirizzato una nuova nota alla Prefettura di Napoli e al Comune di Pozzuoli, chiamando in causa gli enti competenti per conoscere lo stato degli interventi che hanno determinato l’interdizione al transito dei mezzi pesanti e, soprattutto, capire quando potranno essere ripristinate le ordinarie condizioni di viabilità verso lo scalo puteolano. Il punto di partenza resta l’ordinanza numero 439 del sindaco di Pozzuoli, emanata il 14 agosto dopo la crisi bradisismica e lo sciame sismico del 31 luglio. Il provvedimento ha disposto, a partire dal 17 agosto, il divieto di transito per i veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate e lunghezza oltre gli otto metri lungo una serie di strade cittadine utilizzate per raggiungere la zona portuale. Una misura legata alla necessità di effettuare verifiche tecniche sugli edifici e mettere in sicurezza alcuni fabbricati considerati potenzialmente pericolosi, in particolare lungo via Nicola Fasano e via Roma.

Una situazione che ha avuto conseguenze immediate anche per i collegamenti con Ischia. Nella nota Bernardo ricorda infatti che, dopo la diffida presentata dalla New Atec e il successivo incontro tra le parti, per garantire la continuità degli approvvigionamenti dell’isola si è reso necessario dirottare parte delle corse merci sul porto di Napoli. Una soluzione emergenziale che, sottolinea il legale, ha comportato un «evidente aggravio logistico ed economico» per gli operatori dell’autotrasporto. Adesso, però, la questione riguarda soprattutto ciò che accadrà nelle prossime settimane. Secondo quanto riportato nella comunicazione, la situazione è destinata a protrarsi sino al 19 settembre, nonostante l’ordinanza abbia carattere temporaneo e la sua efficacia sia collegata al «venir meno delle condizioni di criticità» e al ripristino delle normali condizioni di sicurezza della viabilità. Da qui la nuova iniziativa della New Atec. Per Bernardo il permanere del divieto e le conseguenze che ne derivano per gli autotrasportatori sono direttamente legati all’esecuzione e al completamento degli interventi sui fabbricati pericolanti. L’associazione ritiene quindi necessario conoscere con precisione a che punto siano arrivati i lavori e quali siano i tempi previsti per riaprire la viabilità ai mezzi pesanti. La richiesta indirizzata al Comune di Pozzuoli e alla Prefettura entra nel dettaglio. Bernardo domanda innanzitutto informazioni sullo «stato di esecuzione degli interventi di verifica tecnica e di messa in sicurezza dei fabbricati pericolanti», chiedendo di specificare quali opere siano già state realizzate, quali risultino attualmente in corso e quali debbano ancora essere avviate.

Ma il nodo principale resta quello dei tempi. La New Atec chiede espressamente di conoscere «il cronoprogramma dei lavori e il termine previsto per il loro completamento». E vuole sapere anche «se e quando sia prevista una rivalutazione delle condizioni di sicurezza della viabilità» che possa permettere il ripristino, eventualmente anche soltanto parziale o graduale, del transito dei mezzi pesanti. L’obiettivo indicato nella nota è quello di «contenere la durata del sacrificio imposto agli operatori». La questione, dunque, non riguarda soltanto la data formale fino alla quale resteranno in vigore le attuali limitazioni, ma soprattutto la possibilità per le imprese di conoscere in anticipo lo scenario con cui dovranno confrontarsi e programmare conseguentemente trasporti, corse e organizzazione del lavoro. Bernardo conclude infatti chiedendo un «cortese e sollecito riscontro», precisando che l’iniziativa viene portata avanti «nel dichiarato spirito di leale collaborazione» e proprio con l’obiettivo di consentire agli operatori rappresentati dalla New Atec di programmare la propria attività. Resta, nello stesso tempo, «ogni più ampia riserva di tutela in ogni sede degli interessi degli associati».

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