CULTURA & SOCIETA'

A cinque anni dalla scomparsa festa in memoria di Sparaspilli con dolci, champagne e tanti ricordi

Geppino Cuomo, il nostro comune amico che con Saparaspilli, al secolo Giovanni Lauro aveva condiviso il ciclo ultimo, allegro ed intenso, come i precedenti, della sua vita fino al giorno della scomparsa avvenuta il 21 settembre di 5 anni fa, ha continuato a sentirlo “presente”, spirito e corpo, a continuazione dei momenti belli e salutari di vita vissuti che non si possono dimenticare e dissolversi come polvere al vento. Tanto che, ogni anno alla storica data, l’amico Geppino, lo ricorda con dolci e champagne sul quel ponte aragonese, sotto al Castello davanti alla targhetta commemorativa, con gli amici rimasti, radunati per il brindisi e l’omaggio annuale alla memoria, fra battimani e sorrisi come piaceva allo Sparaspilli “Cardillo”.

L’ultima adunata sotto al Castello del 21 settembre scorso Geppino Cuomo l’ha annunciata così: “ Ci lasciasti cinque anni fa, eravamo un grande gruppo, ci tenevi uniti in qualsiasi modo, con le buone e con le cattive. ogni anno cresceva di numero. Ci hai lasciati senza darci un tuo sostituto. il gruppo, il gruppo sparaspilli si è disgregato peggio del PD. Oggi al brindisi per te parte del gruppo ci sarà ma non tutti saranno presenti. Chi ci sarà crederà fermamente anche nella tua presenza silenziosa, ma certamente gioiosa. Alle 17,30 dovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo, lascia e corri alla seduta a te dedicata. Brinda nuovamente con noi e rendici felici come quando ti lasciavi vedere. Aiz aiz aiz…” Il profilo di Sparaspilli è ricco e singolare. Si piccava, a ragione, di aver riscoperto la Grecia, che aveva elevato a sua terza patria dopo l’Italia e L’America, per via di trascorsi bellici che lo videro, nell’ultimo conflitto mondiale, tra gli italiani bloccati in terra ellenica e precisamente nell’isola di Lipsi, dopo l’affondamento della nave dove da militare della marina era imbarcato. Nell’ultimo decennio di vita vi è tornato insieme alla moglie Carla ed as mio fratello Michele e Shirley più di una volta rivisitando luoghi e rinverdendo ricordi incancellabili. Aveva deciso di tornarvi ancora, senza però riuscirvi. Ora sono cinque anni e pochi giorni che non c’è più.

Nel libro dei ricordi, Sparaspilli compare sul palcoscenico della vita, vissuta e recitata, con la indimenticabile e divertente commedia “Ma chi è…” rappresentata nella sua prima gioventù, nella saletta teatrale della Filodrammatica Fisalugo annessa al Seminario di Ischia Ponte. Quella esperienza fu la svolta della sua vita, perché, non solo ereditò per sempre il nome del personaggio che interpretò, per l’appunto Sparaspilli, ma con esso, ha dovuto anche conviverci, fino a diventare una sola identità, sopratutto fra gli amici che lo ricercavano per questo ed anche per altro. La sua scomparsa (morì il 21 settembre del 2014), rattrista ancora la lunga schiera di amici che aveva, specie quelli tradizionali come il sottoscritto e i tanti nuovi acquisiti sul “campo” dove Sparaspilli ha sempre tenuto scena da par suo. Con questi ultimi e non solo, avena scoperto e vissuto nuove esperienze di convivenza amicale, concretizzate in incontri festosi che quasi sempre finivano in allegria intono ad una tavola riccamente imbandita. Sparaspilli, oltre ad essere stato una bella persona, era di grande compagnia,un inguaribile godereccio, sempre pronto a tener su gli animi degli amici e dimostrare per essi, larga disponibilità in tutte le circostanze. Il suo senso della vita. è stato quello di averla vissuta fino in fondo, senza farsi mancare niente, soddisfacendo tutti i propri desideri e quelli della sua famiglia, dalla quale non prescindeva. Con noi Lubrano, insieme a sua moglie Carla, Sparaspilli ha viaggiato tanto, raggiungendo anche l’Argentina e perfino l’ Egitto, oltre a visitare più volte la Grecia, dove vantava importanti ricordi di esperienza di guerra. In un momento come questo, in cui un amico importante, con il quale abbiamo condiviso tantissimo, non c’ è più, a distanza di cinque anni dalla sua dipartita, vorresti dire ancora dell’altro , ma alla fine ti accorgi che ogni nuova parola diventa superflua. Rimane lo scoramento ancora vivo, questo si, che andrà via col tempo ed il ricordo, invece imperituro, per un amico che credevamo potesse vivere più a lungo come il suo aspetto e la forte fibra lasciavano immaginare. Non è andata così. Giovanni Lauro, il nostro Sparaspilli, è poco più di cinque anni che non è più con noi, non è più con il gruppo di amici con cui si vedeva quotidianamente, non sarà più circondato ed ossequiato dalle sue “ammiratrici” come egli si divertiva a definirle. Ormai bisogna farsene una ragione: non lo sentiremo più al telefono e né programmeremo insieme il prossimo viaggio nella “sua” amata Grecia. Sparaspilli ormai è partito già da tempo per altri lidi. Ha già incontrato in cielo, gli amici personaggi del suo libro. Questa volta sul serio, e con essi sta vivendo un’altra vita. Ogni tanto gli chiedevo di parlarmi del suo lontano passato- Sparaspilli non si lascia pregare, e quando lo faceva sembrava un fiume in piena come nel seguente caso: “Al vicolo dell’Addolorata, in faccia a sagliute ‘e l’Arzo”, il 4 di febbraio 1920 nascette nu cardillo. Da adulto, poi, divenne Sparaspilli.

E qui, continua Giovanni Sparaspilli, si parla di una Ischia di circa un secolo fa. La Radio nacque in Italia nell’anno 1924, ma a Ischia non l’aveva nessuno. Solo nel 1926 i ragazzi andavano a curiosare fuori all’ufficio del notaio Bonaventura Mazzella. Quando Lui, con la cuffia, ascoltava la Radio Galena, la tecnologia non era ancora nata. Niente televisione, niente compiuter, niente telefonino Smarth, niente iPad, niente iPhone. Parliamo di una Ischia di quando, al posto del termosifone, c’era il braciere. Circolavano sulle strade di Ischia poche biciclette, tante carrozzelle e carrette trainate da cavalli, muli e asini. Il primo centralino telefonico venne installato al Borgo dei palazzi di fronte alla Cattedrale, un piccolo locale tra l’allora salone di Ciro Carcaterra e il Caffè Fiorinda degli sciacquatazze, ne erano titolare le due sorelle De Luca, Concettina e Giuseppina, figlie dello pseudo avvocato ‘U Mbruglione di Campagnano”.Sparaspilli poteva sembrare personaggio d’altri tempi, ma non era così. Ha vissuto e goduto i tempi attuali con intensità e sicurezza, cogliendo solo il bene che la vita offriva. Aveva puntato al traguardo dei cento anni senza averli potuto raggiungere. Si era perfino messo d’accordo col amico Emiddio Calise che alla festa del centenario gli avrebbe offerto l’intero buffet. Alla fine si è accontentato lo stesso, sapendo che gli amici avrebbero continuato a far festa in suo nome e nel ricordo della sua allegra filosofia di vita.

antoniolubrano1941@gmail.com

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