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CULTURA & SOCIETA'

A Ischia continua “novembre, il mese del ben-essere”: si mobilitano forze dell’ordine e centri di impegno sociale e culturale a tutela della prima eta’

LA DOTT.SSA CRISTINA RONTINO DEL PUNTO D CENTRO DI ASCOLTO: “Gli sportelli lavorano in rete con i servizi territoriali e utilizzano una tecnica di ascolto empatico e relazionale, si costruisce con le donne una relazione di fiducia che permette loro di aprirsi e raccontare le violenze subite”

Nel mese dedicato al benessere, e a seguito della firma della Carta per i diritti dell’infanzia, l’amministrazione comunale del Comune di Ischia , con la collaborazione del Punto D , sportello ascolto antiviolenza, Caritas , Cooperativa sociale Arke , Kres impresa Sociale , ufficio di piano , consultorio Asl e forze dell’ordine , ha dedicato una giornata ad infanzia e adolescenza, prevenzione del disagio sociale , difesa dei diritti dei minori . Parlando di violenza assistita, famiglie disfunzionali , bullismo , difficoltà ambientali , e risposta del territorio, il Convegno si è svolto in un tam tam di interventi e testimonianze che hanno dato spunti di riflessione e grandi emozioni .

A moderare la giornata la giornalista Carmen Cuomo . Dopo i saluti del vicesindaco Luigi Di Vaia è stato proiettato un video edito dal Punto D che ha raccontato la situazione di violenza e disagio sulla nostra isola . In collaborazione con il criminologo Alessio Romeo . Di forte impatto la testimonianza diretta in sala di una ragazza che ha mantenuto l’anonimato . Vittima di violenza assistita e violenza subita sin dalla tenera età . La giovane donna è riuscita a uscire dalle violenze grazie al contatto su Ischia con il punto d e in seguito attraverso la casa rifugio che l’ha ospitata . Intervistata da Carmen Cuomo , ha espresso e centrato perfettamente tutti gli argomenti trattati evidenziando l’importanza della rete . A seguire l’intervento della dottoressa Saracino , psicologo clinico del consultorio , che ha affrontato il tema minori , violenza , disagio e importanza di agire sul nucleo famigliare da un punto di vista psicologico. Attraverso la sua esperienza ha spiegato in modo diretto ed efficace il tipo di intervento che si attua anche nella prevenzione sulle devianze giovanili , intervenendo tempestivamente sul nucleo famigliare e sul minore . A seguire una toccante intervista in video di una ragazza vittima di bullismo , seguita dallo sportello ascolto punto D e dalla Kres impresa sociale ,responsabile Cristina Rontino , equipe multidisciplinare Dott.ssa lombardi . Dott mastropasqua, dott.ssa minicucci , che in sinergia seguono i casi che giungono agli sportello antiviolenza e allo sportello giovani .

Gli interventi successivi sono stati quelli della dott.ssa Orrsino , assistente sociale del comune Ischia è una delle responsabili del Cav che ha ampiamente spiegato l’importanza dei servizi sociali e il loro ruolo sul territorio. Parlando poi dello sportello Non Da Sola , che mette a disposizione figure professionali a Servizio delle donne e della società. Per i carabinieri Mitriano e per la polizia l’ispettore Marro hanno centrato il tema del bullismo , chiarendo anche molti aspetti che spesso sfuggono ai più giovani . A chiusura della panoramica generale la dott.ssa Rontino e Luisa Pilato , responsabile Caritas , hanno di disagio e la illustrato come svolgono il loro ruolo sociale anche con altre associazioni per aiutare nelle situazioni fondamentale collaborazione sul territorio della cittadinanza attiva . Ultimo e fondamentale intervento del mondo scuola nella veste della Dirigente scolastica Assunta Barbieri , che ha illustrato il piano di formazione sul bullismo e cyberbullismo attuato nella sua scuola esteso a tutto il personale scolastico , famiglie e alunni . Sportello ascolto antiviolenza : I nostri sportelli ascolto antiviolenza, afferma la Rontino, sono luoghi dove le donne possono trovare accoglienza e nei casi più a rischio ospitalità ( attraverso l’aiuto anche di altre associazioni) attraverso i colloqui psicosociali possono rielaborare quanto vissuto al fine di costruire una vita libera e autodeterminata lontana dalla violenza. Gli sportelli lavorano in rete con i servizi territoriali e utilizzano una tecnica di ascolto empatico e relazionale, si costruisce con le donne una relazione di fiducia che permette loro di aprirsi e raccontare le violenze subite. La metodologia di lavoro adottata dall’equipe degli sportelli implica il superamento di approcci tecnici standardizzati e aprioristici a favore di un metodo che parte dal dare credito al racconto della donna e dalla fiducia costruita nella relazione.

La metodologia dell’accoglienza, sviluppata nel corso degli anni e validata da tutte le principali organizzazioni internazionali che si sono occupate di intervento e di standard di qualità nell’aiuto offerto alle donne che subiscono violenza, si basa sul rafforzamento (empowerment) dell’identità della donna e sulla relazione tra donne. Sarebbe però riduttivo considerare i nostri sportelli soltanto come luoghi di accoglienza e ospitalità, sono luoghi dove si costruiscono saperi, progettualità, speranze e competenze, dove di produce cultura, dove si stipulano dei patti non solo con la donna accolta, ma con tutti i servizi territoriali, le istituzioni e con tutti i soggetti che si occupano di violenza di genere per prevenire e contrastare la violenza alle donne e fornire una corretta lettura della violenza non in ottica emergenziale, ma quale fenomeno antico e frutto di una società patriarcale.In genere il primo contatto avviene telefonicamente: il telefono è un mezzo molto efficace per superare il senso di vergogna connesso alla violenza e permette di rimanere anonime. È utile per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni. Gli sportelli sono finalizzati all’analisi della situazione e dei bisogni, alla strutturazione del percorso di uscita dalla violenza. L’intervento è di carattere relazionale o psico-sociale, non terapeutico e consiste in un percorso di colloqui, a cadenza periodica e di durata variabile, in base alle esigenze della donna. I colloqui di accoglienza vengono stabiliti e fissati con la donna secondo tempi e modalità condivise.; hanno l’obiettivo di aprire uno spazio alla donna per parlare di sé, per elaborare il suo vissuto di violenza e superare il danno da trauma. La metodologia prevede che ogni azione, dall’ attivazione di servizi, alle possibili denunce, separazione, o qualsiasi altra azione, venga intrapresa solo con il consenso della donna e che si lavori sempre per il suo vantaggio secondo i presupposti della protezione, della riservatezza e anonimato e del non giudizio. Alla donna non vengono offerte soluzioni precostituite, ma un sostegno specifico e informazioni adeguate, affinché possa trovare la soluzione adatta

info@ischiamondoblog.com

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