CULTURA & SOCIETA'

A Ischia è scoppiata l’estate, il caos dà il benvenuto ai turisti

Dalla mancanza di pensiline alle fermate degli autobus e dei porti all’assalto delle barche nelle baie, l'isola sembra alle volte in balia dell’anarchia

L’immagine è da controesodo. Presso la banchina olimpica di Ischia Porto la quantità di persone in attesa di imbarcarsi per la terraferma è talmente alta che non si riesce nemmeno a percepire terra. Nella foto scattata e condivisa da Giovanni Cricco si riesce a capire che l’immagine ritrae il porto di Ischia solo grazie a qualche elemento sullo sfondo tipico del porto isolano e grazie alla presenza di due navi della Medmar pronte a ospitare e trasportare centinaia di persone verso i porti di Napoli e Pozzuoli dopo una settimana o qualche giorno passati sull’isola d’Ischia, dove finalmente, solo da qualche settimana, sembra essere scoppiata l’estate in tutta la sua potenza. Le spiagge sono piene, le strade anche, gli autobus non ne parliamo, all’inverosimile. Insomma, siamo nel meglio della stagione turistica. Ma la domanda sorge spontanea: possibile che ogni anno ci troviamo costretti a fronteggiare il Moloch di un turismo spropositato senza fornire servizi adeguati?

La banchina olimpica del porto, soprattutto nei momenti di massima affluenza, diventa un inferno di lamiere e caos. Auto a perdita d’occhio e zaffate di inquinamento dei tubi di scappamento. La nuova biglietteria che dovrebbe a breve aprire i battenti presso il parcheggio Guerra sembra sia destinata  nel giro di pochi giorni a risolvere il problema delle auto incolonnate. Davvero un pessimo biglietto da visita per chi arriva a Ischia. Ma basterà?

PENSILINE, A ISCHIA RESTANO UN MIRAGGIO

Rimane il problema di un’isola che sembra chiudere gli occhi di fronte a un problema che non è di poco conto. Sull’isola le pensiline sono un miraggio. Ce ne sono poche e malposizionate. Sul porto di Ischia I viaggiatori in attesa dei traghetti sono costretti a fare i conti con il rischio insolazione, come suggerito dalle immagini scattate da Giovanni Cricco. La sala d’attesa della biglietteria è inadeguata a ospitare le centinaia di persone costrette ad aspettare per decine di minuti l’arrivo del traghetto. Lo fanno sotto il sole con più di un caso di persone che si sono sentite male. Stessa sorte per i viaggiatori che stoicamente si ostinano a muoversi sul perimetro dell’isola con i mezzi pubblici. Provate a dare un’ occhiata alle fermate dei bus e contate i luoghi riparati dalle intemperie. A contarli bastano e avanzano le dita di una mano. Zone d’ombra per attendere i bus riparati dal sole non ce ne sono. Le lamentele si susseguono, il malessere cresce ma poco è stato fatto per venire incontro alle esigenze dei turisti. Caso eclatante è piazza Trieste e Trento, dove i bus si aspettano sotto il sole cocente. Fa eco ogni altra fermata dove, mentre i minuti passano nella speranza che un pullman arrivi , magari non stracolmo, il sole stringe le membra e fa sentire male decine di persone.

INVASIONE DI BARCHE, A QUANDO UN PARCO BOE?

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Superare la prova insolazione e raggiungere le spiagge dell’isola potrebbe rappresentare un lieto fine dopo un accumulo di stress. E invece il mare più che a una tavola blu, soprattutto nei weekend, somiglia sempre più a una rimessa per imbarcazioni. Basta fare  un giro presso la spiaggia dei Maronti. Il colpo d’occhio da uno dei belvedere dei tornanti è impressionante. Lo denuncia anche Maria Grazia Di Scala, consigliera regionale e componente del civico consesso tra le fila dell’opposizione. “La baia dei Maronti è un inferno di barche. Che aspettiamo a fare il parco boe, che darebbe lavoro e rimpinguerebbe le casse comunali? Sindaco e assessore all’ambiente battete un colpo con l’area marina protetta”. L’impressione a Ischia rimane un po’ sempre la stessa, un turismo che sembra sempre figlio dell’improvvisazione, scombinato, senza una direttrice comune da seguire. Ma ce lo insegnano I luoghi turistici alternativi a Ischia che si amano di buona volontà ma soprattutto di idee chiare e risolute, non è più tempo di improvvisare, servono soluzioni fattive.

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