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A Ischia torna “banda del torchio”, rubate pigiatrici e strumenti per la vendemmia

Il furto è avvenuto nella zona collinare dell’isola, tra Buonopane e Serrara, ma anche altri testimoni denunciano furti di strumenti legati all’agricoltura, come motozappe e altri oggetti

Chi crede che quello contadino sia un mondo povero dovrà ricredersi. Chi conosce bene l’agricoltura, chi è conscio delle grandi ricchezze che vengono custodite negli appezzamenti ischitani, sa bene quali e quanti tesori si trovano nei terreni e nelle cantine di Ischia. Torchi, botti, damigiane, vecchi attrezzi per dissodare la terra e poi i preziosi prodotti della terra, gli astri del contado che valorizzano il buon mangiare e il buon bere ischitano come la cornucopia di verdure, i vari frutti e le numerose bottiglie di vino, tesori di gusto, orgoglio delle cantine dell’isola verde. Ebbene, se anche voi possedete alcuni degli oggetti che servono per tenere in ordine la terra, alcuni dei prodotti che orgogliosamente vengono coltivati e fatti crescere sull’isola, è necessario stare attenti. Soprattutto se nelle vostre proprietà c’è una cantina al cui interno sono presenti torchi, botti o altri strumenti che servono per tramutare i grappoli d’uva nel succo di Bacco.

A Ischia, anche se non è una novità, ci sono dei topi di cantina. Persone che vanno in giro nei templi del vino a rubare alcuni degli strumenti fondamentali dei viticoltori. L’ultimo furto è avvenuto a Buonopane e lo denuncia M.L. Castiglione: “Ieri è stato scoperto un furto nella cantina di mio suocero zona Casa Museo tra Buonopane e Fontana. Sono stati rubati un torchio e una pigiatrice. Probabilmente non le vedremo più”. La considerazione finale dell’accorato messaggio ha tutti i connotati della disfatta e dello scoramento. In effetti chi è entrato in cantina ha scassinato le vie d’ingresso con il preciso intento di rubare il ghiotto bottino. Non è possibile sapere cosa l’Arsenio Lupin delle cantine isolane voglia fare del maltolto ma sono solo due le possibilità: o rivenderle a qualche viticoltore oppure usarle nel proprio appezzamento di terreno in vista della prossima vendemmia.

“Se qualcuno avesse notato qualcosa di strano in quella zona – certo non è semplice nascondere una pigiatrice e un torchio alla vista dei passanti – ci aiuti a ritrovare il maltolto” Chiede l’autrice del messaggio ricordando che più che il valore economico è il valore affettivo per la famiglia a essere compromesso. Dai ladri di polli ai ladri di torchi e pigiatrici. La bramosia dei ladri non ha confini e punta lo sguardo su tutto, anche su quanto di più caro hanno gli abitanti dell’isola in cui ancora forte vive il legame con il mondo contadino. E quando un qualsiasi proprietario di oggetti della cantina viene a sapere che una parte del patrimonio non solo economico ma soprattutto della memoria è stato sottratto, a pagarne le conseguenze sono proprio i ricordi di una vita, legati al mondo contadino, pensieri ricchi di fascino e calore a cui fortunatamente ancora molti ischitani sono legati.

I furti legati al mondo contadino non sono una novità sull’isola, ma nell’ultimo periodo sembra che stiano tornando a funestare le campagne ischitane. Anche un’altra testimonianza racconta di un furto di una motozappa posizionata vicino alla casa dello sfortunato a cui è stata maltolta, nel cuore di Cartaromana. E pensare che lo strumento utilizzato per dissodare il terreno si trova proprio a pochi passi dalla strada, segno che chi si è mosso per rubarlo sapeva bene come muoversi per non destare alcun sospetto.

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