CULTURA & SOCIETA'

A Maria Giovanna Di Iorio inchiostro di calamaio schizzato sull’abito al comune nel 1942

Per capire del figlio marò nocchiere Giorgio Di Scala “Caduto per la Patria” in Dalmazia

Quel mattino di una pallida fine primavera del 1942 l’infaticabile e orante mia cara, eroica nonna Maria Giovanna Di Iorio in Di Scala, a piedi, dalla sua casa in Via Piano n. 16 (scendendo il pendìo ‘Casaiuolo’, per le Piànole e salendo il pendìo del ‘Gelso’) si recò, ancora inconsapevole, al vecchio municipio di Barano d’Ischia per solite commissioni. Qui tra i tavoli degli impiegati fu riconosciuto il dramma eroico di quella laboriosa e generosa mamma cristiana ignara di essere stata colpita dal martirio per il giovane figlio Giorgio Di Scala “Caduto per la Patria”. Un sensibile ed emozionato impiegato, per farle poi capire, di sottecchi le schizzò sulla veste un calamaio di nero inchiostro.

Al ritorno, mia nonna, nel mutarsi l’abito d’uscita, si accorse della macchia scura e pensò, meditò e capì nel brivido d’un pianto a dirotto, di mamma disperata, già provata per il marito Andrea Di Scala “mutilato di guerra a vita per le gravi ferite riportate combattente in prima linea nell’azione dell’estate 1916 del M. Sei Busi”, sull’Isonzo. Del figlio, arditissimo marò nocchiere del nucleo “Assaltatori-Sabotatori” sulla nave cisterna d’appoggio “Verbano” (foto) in Dalmazia (tra Lussino, Lussinpiccolo, Pola, Fiume, Zara, Spàlato dove eroicamente perse la vita), non aveva più avuto notizie…quando qualche giorno dopo le fu notificato il Messaggio (foto mio archivio) del 10 maggio 1942 con l’avviso che il figlio “era da considerare disperso”. Caduto per la Patria lo stesso giorno e mese della nascita nell’avìto Piano il 10.05.1917, a 24 anni, come risulta dal suo storico Foglio matricolare da me -orgoglioso nipote- ottenuto dal Ministero della Regia Marina Militare (foto): altezza m 1,69 e fisico molto prestante, come richiesto allora per la Marina Militare. Di lui mi resta la storica e splendida Pergamena, con foto e tre medaglie di riconoscimento al Valor Militare, assieme alle due Medaglie dell’eroico padre Andrea partito per l’amaro fronte a circa 26 anni, già coniugato e con due figli: Giovanni (10.01.1913 – + 30.03.2003) e Raffaela (1.01.1915 – + 20-01.1990); fu allietato dopo, al ritorno, dalla nascita di altri figli, appunto Giorgio, Immacolata, Teresa Jolanda (mia madre il 24.12.1922 – + 15.01.2011), Benedetto, Margherita, Gerarda (13.12.1928 – + 24.06.1997), infine la vivente Cordelia. Quando, a sorpresa, tornò dal fronte fu “Gloria a Dio!”, ma invitò i presenti a distanza “perché pieno di pulci!”, come raccontò poi il genero José Di Scala (1.01.1903, stesso giorno e mese della bella sposa Raffaela, che sposò dopo la dolorosa prematura morte del proprio fratello fidanzato Emilio, – + 7.09.1988).

Nave Verbano della Regia marina militare

Ma dal 2° Conflitto Mondiale purtroppo il figlio Giorgio (promesso sposo a Carmela Iacono, poi maritata al fratello maggiore Giovanni, mio zio) non tornò, tuttavia il sangue di eroica mamma Maria Giovanna era sempre come in attesa, scrutando l’Azzurro mare della sua “Scarrupata”! Un giorno -va ricordato in nome della Verità- un corpo giovanile esanime di un alto militare “alleato” in divisa fu dalle correnti “stracquato” sulla massiccia ghiaia della stessa “Scarrupata”: alcuni crudeli avvoltoi ‘umani’ (di cui mi fu riferito qualche nome locale) gli sottrassero denaro, oggetti di valore, finanche abiti, abbandonandolo, con i documenti sparpagliati in un grottino. La “bruttissima cosa” non sfuggì al cuore inflessibile e sofferente di mia nonna che, subito, disperata e inconsolabile per il povero figlio “Caduto”, denunciò la vergogna alle Autorità: da S. Angelo d’Ischia, infatti, una barca corse a recuperare la salma che venne sepolta nel piccolo cimitero del borgo dei pescatori, con la venuta degli affranti familiari, compagni e superiori informati. Il sangue profondamente cristiano scorgeva, sentiva suo figlio e il prossimo come se stessa. Grande, eroica nonna, sempre con la onnipotente compagnia del S. Rosario, come esclamava al caro Parroco di Testaccio Don luigi Di Iorio che la visitava e si ricongiunse, finalmente, al suo amato e atteso figlio Giorgio al tramonto della Vigilia di Natale del 1983: dopo aver baciato sorridente il Bambino Divino nella tradizionale visita alle famiglie, reclinò il capo ! (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile promotore diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito Anc-Ass Naz Carabinieri (email: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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