CULTURA & SOCIETA'

A Matera una mostra fotografica sui terremoti, c’è anche Casamicciola

A Matera, capitale europea della cultura 2019 è stata inaugurata una grande mostra fotografica su mezzo secolo di terremoti: da L’Aquila al Belice, dal terremoto in Irpinia fino a quello del centro Italia, senza dimenticare naturalmente il drammatico sisma del 21 agosto 2017 che ha colpito in special modo il centro abitato di Casamicciola alta, causando due morti, centinaia di feriti e innumerevoli sfollati. La mostra è stata ideata e curata da Antonio Di Giacomo. Il giornalista ha allestito la mostra che sarà aperta tutti i giorni dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, presso il palazzo Acito, fino al 20 gennaio 2020. A dare il benvenuto al pubblico che approfitta degli ultimi mesi in cui Matera è insignita del prestigioso onore di capitale europea della cultura, una narrazione degli ultimi 50 anni che hanno piegato l’Italia e gli italiani in una morsa di dolore e sofferenze, non solo negli attimi tragici in cui il sisma spezzava vite, affetti, case e abitudini, ma anche per la difficile gestione del doposisma in Italia.

Nelle immagini strazianti c’è L’Aquila, nel decennale del sisma che il 6 aprile 2009 la mise in ginocchio ma anche la devastante sequenza di eventi sismici che fra il 2016 e il 2017 ha distrutto una costellazione di paesi del Centro Italia. C’è naturalmente anche Casamicciola, altro tassello di territorio falcidiato dalle conseguenze del terremoto.

E inoltre le immagini di quei territori come sono oggi, a decine di anni di distanza da quei terremoti tanto catastrofici. Tra le immagini di Ischia esposte a Matera c’è la struggente immagine della Statua di Maria Maddalena a Casamicciola, scattata nel maggio del 2018. A diversi mesi dallo scatenarsi del terremoto la statua sacra è avvolta nel cellophane in un espressione che sembra unire stupore a sconforto.

La mostra è l’evoluzione naturale del progetto non profit “Lo Stato delle cose. Geografie e storie del doposisma” – il primo osservatorio di fotografia sociale e documentaria sull’Italia colpita dal terremoto, ideato e curato dal giornalista Antonio Di Giacomo – nato dall’intento di documentare non solo gli effetti devastanti del terremoto, quanto per accompagnare e sostenere la ricostruzione necessaria delle Italie ferite dai terremoti. Si è scelto – si legge nel comunicato dell’iniziativa – di intitolare “Terrae Motus” questa mostra in omaggio alla figura di Lucio Amelio, mecenate e gallerista, che all’indomani del terremoto del 23 novembre 1980 commissionò ai più grandi artisti italiani e internazionali del tempo opere a tema, destinate a dare vita alla straordinaria collezione “Terrae Motus”, donata dallo stesso Amelio allo Stato e oggi esposta alla Reggia di Caserta. Nella convinzione che fotografare le Italie segnate dal terremoto equivalga a prendersi cura dei luoghi e sia dunque un esercizio che non può e non deve interrompersi.

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