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POLITICAPRIMO PIANO

A volte ritornano, riecco Nicola Monti: «Ma non c’è staffetta tra Del Deo e Regine»

Il “volpino” riappare sulla scena con la presidenza della Marina del Raggio Verde fino al 30 giugno. Occasione imperdibile per parlare di tutto, anche della politica foriana di ieri, oggi e (soprattutto) domani

Se un soprannome o un nomignolo dice tanto di ciascuno di noi, allora attenti a Nicola Monti. Ex assessore della giunta dell’allora sindaco foriano Franco Regine, per tutti è il “volpino”, e non crediamo serva una puntata di Super Quark per spiegare virtù e pregi che caratterizzano le volpi. Dopo un periodo di assenza dalla vita politica (sette anni nei quali comunque ogni tanto il suo nome è stato tirato in ballo per questa o quella trama), rieccolo tornare sulla scena assumendo l’incarico, fino al 30 giugno, di presidente della società Marina del Raggio Verde. Ed è chiaro che a molti sembra soltanto un primo passo per rientrare a pieno titolo sulla scena politica del Comune del Torrione. Abbiamo cercato di provare a capire anche questo nella lunga intervista che vi proponiamo.

Un vecchio adagio recita “a volte ritornano”, anche se nel caso di specie un po’ era nell’aria.

«E’ stata una valutazione fatta congiuntamente con il sindaco e i soci privati, sulla base anche di un periodo molto delicato che prevede una serie di adempimenti tra cui ad esempio il rinnovo della concessione. Forse in questo momento una persona che in passato ha ricoperto un ruolo sia amministrativo che tecnico, con la nascita della società, poteva fare comodo per capire come affrontare in maniera positiva questo particolare momento della Marina del Raggio Verde».

«Sul porto servirebbe una “operazione verità”. Il Comune in passato lo aveva ceduto a piccoli concessionari che ne avevano fatto un utilizzo “improprio”, e voglio usare un termine molto cauto. E da quella gestione né l’ente né la comunità foriana ne hanno mai ricavato alcun tipo di beneficio»

Non è passato chissà quanto tempo dal periodo in cui hai ricoperto il ruolo di assessore ma è giusto osservare che nel frattempo la percezione del diportismo come anello fondamentale della catena del comparto turistico è decisamente aumentata?

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«La percezione è cresciuta in maniera esponenziale, va anche detto che la crisi economica si è acuita sempre più e dunque i flussi economici che possono arrivare dal diportismo nautico hanno cominciato ad avere un peso ed una consistenza sempre maggiore nell’economia locale. L’esperienza positiva di Forio credo abbia anche contribuito a creare la consapevolezza che un modo diverso di gestire il porto produce ricchezza non soltanto in termini societari ma anche di flussi turistici. E credo che nello specifico i risultati siano davanti agli occhi di tutti».

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Eppure per anni si parlava di una società con un bilancio in passivo, in pareggio o con un attivo risicato. Come si spiegano numeri del genere?

«In generale si è fatto spesso un gran parlare perché si finisce col dare per scontate cosa che non lo sono affatto. Marina del Raggio Verde nasce come società nel momento peggiore della crisi nautica che c’è stata negli ultimi cinquant’anni. E’ un soggetto giuridico con capitale a maggioranza pubblica, che ha una concessione dal Comune che dunque ha una valenza determinante nella gestione e nelle vicende portuali. Va ricordato che in passato non si era mai riusciti a realizzare quella serie di infrastrutture che potevano consentire di generare ricchezza: penso al molo di sottoflutto ed in particolare e all’area in cui oggi sorge l’ufficio di Marina, che è stata un’opera davvero notevole. Insomma, al di là delle voci spesso bisognerebbe entrare nel merito delle questioni, alla lunga i dati e i risultati daranno ragione all’amministrazione comunale ed alla società per l’eccellente lavoro che stanno conducendo».

«Allo stato non ci sono fatti o circostanze che possono far pensare a una staffetta tra Del Deo e Franco Regine, il sindaco che io sappia lavora ad una soluzione interna. Un ciclo si è chiuso sette anni fa, non so se il dottore ha voglia di tornare in campo: ma in ogni caso questo non ha alcuna attinenza con l’incarico conferitomi»

Quali sono i punti nevralgici che caratterizzeranno la tua “mission” aziendale?

«I miei propositi sposano le intenzioni dell’amministrazione comunale e viaggiano evidentemente di pari passo. Le linee guida non saranno certo dettate da me ma dalla politica, dal consiglio comunale tutto, compresa la minoranza perché il porto è un bene della comunità e della collettività. Da parte mia ci potrà essere una spinta per portare avanti l’iter per il rinnovo della concessione al Comune, se si riterrà opportuno anche per il rinnovo del 45 bis (e dunque per il nuovo affidamento alla Marina del Raggio Verde)e poi…».

E poi?

«Credo ci sarà anche bisogno di portare a compimento una “operazione verità”, cioè raccontare la storia, la genesi di questo porto. Capire se questa realmente è stata un’esperienza positiva o meno».

«Io eminenza grigia della politica foriana? Alle volte l’ho trovato divertente, in altre circostanze ha fatto male, perché si è finito per individuare nella mia persona un capro espiatorio in riferimento a episodi che nulla avevano a che fare con il sottoscritto. E’ il destino di chi ricopre incarichi pubblici, non me ne faccio un cruccio»

Cosa vuol dire “operazione verità”?

«Che il porto è una straordinaria opportunità, magari non ancora sfruttata appieno. Si potrebbero realizzare iniziative di più ampio respiro legate al diportismo. Penso a una mobilità sostenibile attorno al porto. Immagino anche l’implementazione di servizi di pubblica utilità: insomma, di cose importanti ce ne sono molte, forse su queste dovremmo fare un focus specifico».

Visto che parli di operazione verità, ma ci sono un paio di punti e tasselli sui quali secondo Nicola Monti negli anni è stata raccontata una verità distorta?

«Ti ringrazio per questa domanda perché coglie nel segno due elementi fondamentali. Il primo è legato al fatto che il Comune di Forio non ha mai gestito il porto e storicamente lo aveva ceduto a piccoli concessionari che a mio avviso ne avevano fatto un utilizzo “improprio”, e voglio usare un termine molto cauto. Ed è giusto sottolineare che da quel tipo di gestione né l’ente né la comunità foriana ne abbia mai ricavato nulla tanto in termini di infrastrutture che di flussi turistici di cui parlavamo poc’anzi. Poi si passò al famoso project financing con una società che, non vorrei sbagliarmi, risulta addirittura in fallimento, che quindi non sarebbe mai stata in grado di realizzare un intervento “faraonico” nel porto di Forio. In questo progetto, peraltro, pensate che il Comune era presente addirittura unicamente all’otto per cento. Una situazione, mi pare evidente, molto ben diversa da quella che attualmente si prospetta. E sai qual è il paradosso?»

Quale?

«In quella fase che vedeva il Comune in una situazione assurda e soccombente, nessuno diceva nulla. Quando invece si è iniziata a dare un’importanza alla portualità, con l’avvio di una serie di opere nelle quali l’ente entrava in maniera forte, allora secondo me si è voluto strumentalmente iniziare a parlare di cose sbagliate e assolutamente senza senso. Per fortuna smentite dal tempo, che è sempre galantuomo».

Una nomina del genere è sempre di matrice politica. In questo senso cosa significa l’investitura di Francesco Del Deo?

«Naturalmente la scelta di un esponente della vecchia amministrazione di Franco Regine all’interno di una società del porto, con l’affidamento di una presidenza, mi rendo conto che potrebbe dare in qualche modo adito a molte voci o a qualche chiacchiericcio. Credo invece che bisogna guardare le cose con una certa oggettività: un ciclo politico, e mi riferisco a quello Regine, si è chiuso ormai sette anni orsono, all’interno della prima elezione di Del Deo e di quella più recente si sono candidati, sono stati eletti o hanno ricoperto incarichi persone che comunque hanno militato nella vecchia amministrazione. Insomma, l’idea di voler necessariamente creare un legame credo sia un po’ fantasiosa. Ripeto, un ciclo si è chiuso, poi se Franco Regine ha piacere di iniziare una nuova esperienza politica io non posso saperlo: ma in ogni caso, voglio ribadirlo, questo prescinde dal mio incarico e da quella che è la situazione politica foriana nel suo complesso».

«Sarò soddisfatto quando il porto avrà raggiunto e superato i livelli di accoglienza non parametrati alle strutture isolane ma a quelle internazionali. Forio ha qualità, importanza e bellezze paesaggistiche per essere una perla del Mediterraneo e non un porto come tanti».

Certo che se oggi qualche “analista” osservasse che la presidenza del porto a Nicola Monti possa rappresentare il primo tassello di una sorta di nuova staffetta tra Francesco Del Deo e Franco Regine, non lo si potrebbe accusare di aver postulato un teorema peregrino o campato in aria…

«Dalle notizie in mio possesso in questo momento non ci sono e non ci sono stati fatti o circostanze che lascino immaginare un’alternanza tra Del Deo e Regine, almeno che io ne abbia contezza e credo francamente di avere una certa conoscenza dei fatti. No, allo stato dell’arte non c’è proprio alcun indizio per poter paventare un simile scenario. Il sindaco, in ogni circostanza in cui è stato interrogato da me sul futuro dell’amministrazione comunale di Forio, ha sempre detto che il suo intendimento è quello di ricercare (come espressione dell’attuale maggioranza) un nuovo sindaco che possa proseguire nel solco della continuità. Insomma, l’intendimento di Del Deo sarebbe quello di proseguire su questa strada, poi è chiaro che la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno».

Del Deo è al secondo e ultimo giro, quali sono i soggetti che potrebbero succedergli e che si trovano attualmente all’interno della sua maggioranza?

«Io non credo affatto che attualmente il sindaco possa avere un’idea già chiara o addirittura aver scelto. La prassi prevede che l’amministrazione, o quel gruppo ristretto che all’interno della stessa ha un peso specifico maggiore, tra qualche tempo indicherà la persona giusta. Io sono almeno sette anni che non partecipo a una riunione politica, ma guardando dall’esterno posso affermare che ci sono almeno tre o quattro elementi che possono ambire a ricoprire la carica di primo cittadino, Ma ovviamente preferisco non fare nomi, per evitare ulteriori speculazioni. E’ chiaro, a chiudere, che la volontà dell’attuale primo cittadino sarà un fattore determinante».

Questa etichetta di “eminenza grigia” della politica foriana, che ti vede tirato in ballo quasi sempre, la rinneghi totalmente o alle volte la trovi anche divertente?

«A volte è divertente apprendere fatti e circostanze sapendo bene che sono il frutto di fantasia e nulla più. In altre circostanze però fa un po’ male, perché si è finito per individuare nella mia persona un capro espiatorio in riferimento a episodi che nulla avevano a che fare con il sottoscritto. Ma questo è il destino di quelle persone che nel corso della loro vita hanno avuto la fortuna, il piacere e l’onore di ricoprire degli incarichi pubblici e lavorato per cercare di lasciare un segno tangibile del proprio operato. Succede a tanta gente, e purtroppo in tutte le piccole realtà (e Forio è una di queste) sono cose che possono accadere. Ma non me ne faccio certo un cruccio».

Ti riterrai soddisfatto del tuo operato a Marina del Raggio Verde se e quando avrai raggiunto quale risultato?

«Quando la struttura portuale avrà raggiunto e superato i livelli di accoglienza non parametrati ai porti della nostra isola ma a quelli internazionali. E’ un obiettivo ambizioso, ma lavorerò in questa direzione: Forio ha qualità, importanza e bellezze paesaggistiche per essere una perla del Mediterraneo e non un porto come tanti».

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