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Abusi demaniali a Lacco, la minoranza alza la voce

I quattro consiglieri hanno presentato un’interrogazione nella quale chiedono al sindaco Pascale e ai suoi di evitare “disparità di trattamento”. Riflettori sullo stabilimento San Montano ma non solo

I consiglieri di minoranza di Lacco Ameno alzano il pressing sul sindaco e la maggioranza, oltre che sulla macchina comunale, chiedendo di intervenire quanto prima su una vicenda sulla quale più volte in tempi più e meno recenti gli stessi hanno acceso i riflettori. E così Domenico De Siano, Aniello Siilvio, Antonio Di Meglio e William Vespoli, hanno presentato una nuova interrogazione indirizzata non soltanto al sindaco Giacomo Pascale ma anche al comandante della polizia locale Raffaele Monti ed all’ufficio circondariale marittimo di Ischia. Nell’interpellanza i firmatari scrivono che “viste le ordinanze emesse dall’architetto Alessandro Delle Grottaglie n. 9 e n. 10/2021 di diffida per il ripristino dello stato dei luoghi nei confronti del bar ristorante stabilimento marino e termale San Montano srl, onde evitare una disparità di trattamento, chiedono agli uffici preposti se sono state avviate le procedure previste dalla normativa vigente in materia di abusivismo su proprietà del demanio marittimo. Inoltre, chiedono di sapere se sono state emesse dalle autorità in indirizzo ordinanze di sgombero e demolizione, previa diffida, di eventuali manufatti abusivi realizzati su aree demaniali marittime, anche ai sensi degli artt. in oggetto alla presente, nei confronti di altri concessionari a titolo esemplificativo e non esaustivo ossia Partenhotel, Onda Blu di Giulia Calise, La Sirenella, Ciro Alvi, Le canzoni del Mare”.

Nel passaggio successivo i quattro consiglieri di minoranza scrivono: “I sottoscritti, per salvaguardare gli interessi pubblici connessi al demanio marittimo ed evitare che molte aree vengano sottratte alla fruibilità collettiva, chiedono alle autorità in indirizzo (sindaco, UTC, demanio marittimo, comando vigili urbani) la verifica della conformità edilizia, urbanistica e paesaggistica delle opere non legittime e all’autorità marittima, in quanto titolare della funzione di polizia demaniale, con potere autonomo, di ordinare la rimozione, a opera dei responsabili, di eventuali opere abusive che avrebbero dovuto, altrimenti, essere realizzate anche con il suo assenso, che si affianca a quello dell’autorità comunale”. Insomma, su concessione e abusi da demolire, abbiamo capito che all’ombra del Fungo la querelle è ancora all’inzio.

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