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Abusi edilizi tra Barano e Casamicciola, il nodo delle eccezioni

Riprende il processo che vede coinvolte venticinque persone tra Casamicciola e Barano. Il Tribunale di Napoli dovrà  sciogliere il nodo delle eccezioni sollevate dall’avvocato Rossetti ormai dodici mesi fa. Nell’ultima udienza dello scorso novembre il collegio presieduto dal giudice Acierno non ha infatti ancora sciolto la riserva sulle questioni sollevate nell’inverno scorso dal penalista isolano, difensore dell’architetto Pino Barbieri, rinviando le parti all’odierna udienza quando, alla luce della certificazione prodotta dal pm in ordine alle iscrizioni delle notizie di reato a carico degli imputati, dovrebbe finalmente arrivare a una decisione.

In ogni caso, oggi dovrebbe iniziare l’esame dei testi indicati dalla pubblica accusa. La lunga ed estenuante serie di rinvii ebbe inizio oltre dodici mesi fa, in quanto secondo il collegio la decisione era subordinata alla produzione, da parte del pm, dell’attestato di iscrizione nel registro degli indagati dell’architetto Barbieri. Cosa che non avvenne nemmeno nella successiva udienza.  Il noto penalista isolano aveva sollevato due questioni, dapprima eccependo la mancanza di qualsiasi proroga delle indagini nei confronti dell’architetto, ufficialmente indagato sin dal febbraio 2009. Di conseguenza, se non ci fossero state altre iscrizioni nel registro degli indagati per altri capi d’accusa, tutti gli atti d’indagine successivi al settembre di quell’anno sarebbero da considerarsi inutilizzabili da parte dell’accusa. L’altra questione sollevata dalla difesa riguarda le intercettazioni e la loro utilizzabilità nel processo: anche in tal caso, se il pubblico ministero non produrrà il primo decreto d’autorizzazione alle intercettazioni, si potrebbe perfino arrivare a celebrare il resto del processo senza che l’accusa possa utilizzarle. Un processo che vede coinvolte venticinque persone tra Casamicciola e Barano, nato su ipotesi di reato  legate ad alcuni abusi edilizi, in relazione ai quali la Procura di Napoli ha ipotizzato a vario titolo episodi di falso ideologico e materiale, anche in concorso, e voto di scambio.

Tuttavia, al di là della possibile decisione di oggi,  la prescrizione incombe su talune accuse, visto il lunghissimo periodo di tempo trascorso dai fatti. Gran parte dei componenti delle amministrazioni di Barano e Casamicciola dell’epoca, come Vincenzo D’Ambrosio e Paolino Buono, oltre a diversi tecnici dei rispettivi uffici tecnici comunali, risultano imputati in questa vicenda basata su una serie di episodi di presunti favoritismi diretti a evitare l’abbattimento di costruzioni abusive, come risulta nella parte del processo che riguarda Barano, dove alcuni imputati sono chiamati a rispondere anche di abuso d’ufficio e voto di scambio. Sul versante casamicciolese, le accuse della Procura riguardano due episodi, uno incentrato su un immobile al Cretaio, per il quale gli inquirenti accusano tecnici e amministratori del comune termale di falso ideologico e abuso d’ufficio per occultare alcuni lavori abusivi compiuti sull’edificio, e l’altro su un fabbricato per il quale sarebbe stata illecitamente modificata la destinazione d’uso oltre ad aver effettuato alcune sostanziali modifiche architettoniche, senza le dovute autorizzazioni.

 

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