Abusi sul demanio, diffida a demolire
Il Comune di Lacco Ameno ordina la rimozione ad horas di una serie di opere ritenute contra legem: “Interventi senza titolo, tutto da ripristinare”. Il provvedimento è successivo ad una relazione tecnica redatta dall’Ufficio Urbanistica

Come ogni anno, con l’avvicinarsi della stagione turistica, tornano le verifiche e le ordinanze legate alle strutture balneari e alle occupazioni sul demanio marittimo. A Lacco Ameno, il Comune ha emesso una nuova ordinanza di diffida a demolire e ripristinare lo stato dei luoghi, firmata dall’architetto Alessandro Dellegrottaglie, responsabile del IV Settore Urbanistica ed Edilizia Privata. Il provvedimento, comunque datato 12 maggio 2026 riguarda un immobile di recente molto atenzioanro, ma di fatto nasce da una relazione tecnica dell’Ufficio Urbanistica che ha accertato la realizzazione di alcune opere “senza titolo edilizio e paesaggistico” su area demaniale marittima concessa ad uso turistico-ricreativo. Tra gli interventi contestati figurano, si legge nel documento, “una piccola rampa di scale in muratura costituita da n.3 alzate fuori terra; l’utilizzo improprio dell’intradosso della pedana in legno, di altezza h: 1,60 – non abitabile – ove sono stati rinvenuti materiali accatastati di vario genere, tra cui arredi in disuso dello stabilimento balneare e calcinacci quantificabili in circa 1,00 mc; la mancata rimozione di alcune vetrate poste a protezione delle intemperie nel periodo invernale”. Secondo l’ordinanza, tutte le opere presenti nell’area “vanno rimosse ovvero demolite ad horas”. Il Comune richiama l’articolo 35 del D.P.R. 380/2001, che impone al dirigente di ordinare la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi in caso di interventi abusivi su suoli pubblici. “Qualora sia accertata la realizzazione di interventi in assenza di permesso di costruire su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici – si legge nel testo – il dirigente o il responsabile dell’ufficio, previa diffida non rinnovabile, ordina al responsabile dell’abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi”.
Il destinatario della diffida avrà dieci giorni dalla notifica per provvedere a proprie spese alla demolizione delle opere. In caso di inadempienza, il Comune procederà “d’ufficio con addebito dei costi inerenti l’abbattimento”, come previsto dall’articolo 31 del Testo Unico dell’Edilizia. L’ordinanza nomina come responsabile del procedimento l’ingegnere Flavia Ramona Cesana Romano, e incarica la Polizia Municipale e le forze dell’ordine di vigilare sull’esecuzione del provvedimento. Copia dell’atto è stata trasmessa, tra gli altri, alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, alla Prefettura, alla Regione Campania, alla Capitaneria di Porto di Ischia e ai Carabinieri di Casamicciola Terme. Il Comune precisa inoltre che i materiali di risulta dovranno essere conferiti “presso discariche o impianti autorizzati al trattamento e recupero”, con documentazione di accompagnamento (F.I.R.) come previsto dal D.Lgs. 152/2006. Come ogni primavera, l’attenzione dell’amministrazione si concentra sulle strutture balneari e sugli interventi non conformi alle norme paesaggistiche e urbanistiche. L’obiettivo è garantire che la stagione turistica si apra nel rispetto delle regole e della tutela del territorio costiero, un tema che a Lacco Ameno – e più in generale sull’isola d’Ischia – torna puntualmente a far discutere. Un segnale chiaro, dunque, da parte del Comune guidato dal commissario prefettizio Silvana Tizzano: il demanio marittimo non è terra di nessuno, e ogni opera deve rispettare la legge e il paesaggio che fa di Ischia una delle perle del Mediterraneo.





