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“Accisa Ischia”, la benzina supera i due euro al litro

La comparazione con la terraferma è impietosa: sono quasi 50 i centesimi di differenza tra le pompa più cara ischitana (la cifra record è scattata a Forio) e qualsiasi distributore della terraferma

Il caro benzina continua a suscitare aspre polemiche tra gli automobilisti ischitani, soprattutto tra quelli che in viaggio per svago o per lavoro si rendono conto delle differenze abissali che ci sono tra le tariffe isolane e quelle di qualsiasi altra pompa di benzina del resto d’Italia. Come già successo presso le pompe di benzina posizionate lungo l’autostrada, anche a Ischia si è sfondato il fatidico tetto dei 2 euro al litro. Il tabellone ha segnato a Forio per la Super 2.028 euro al litro, per un litro di Diesel 1.903 euro al litro. Il tetto non è stato sfondato su tutta l’isola, ma non sono poche le pompe di benzina che non toccano i due euro al litro solo per pochi centesimi. A Barano il tabellone della benzina segna 1.904, appena 10 centesimi di differenza rispetto alla pompa di benzina forisns dove è stato registrato la vendita del carburante più caro, tra i più costosi dell’isola. Cifre davvero alte se confrontate con alcuni prezzari della terraferma. Basta fare un giro in terraferma per constatare con i propri occhi una differenza di prezzo di quasi 50 centesimi, un’enormità che fa cominciare a parlare tranquillamente di una vera e propria “accisa Ischia”, un rincaro che pesa enormemente sull’economia delle famiglie isolane.

Ma quali sono le motivazioni che costringono gli automobilisti isolani a dover pagare molti più soldi per poter muoversi in libertà con la propria autovettura sull’isola? Il primo colpevole ad essere additato come causa di una tale differenza è il trasporto marittimo. La benzina per giungere sull’isola deve necessariamente arrivare tramite mare, utilizzando corse speciali che fanno aumentare il costo totale che va poi a incidere sul portafoglio dell’utente finale, ma la differenza è davvero notevole e i dissapori sono tangibili. Non poche persone affidano alle colonne virtuali del web il proprio grido di dissenso chiedendo anche che venga attuata quanto prima una rivoluzione che richieda un abbassamento dei prezzi sull’isola. A Ischia la benzina  è cara, più costosa della terraferma. Si tratta di un dato di fatto facilmente documentabile. Basta fare il pieno in qualsiasi distributore di benzina della terraferma per risparmiare diverse banconote, a volte anche da 20 euro. Gli automobilisti isolani, soprattutto quelli che sono soliti frequentare anche le strade della terraferma, lo sanno bene. I distributori di benzina di tutta l’isola d’Ischia presentano un conto salato a chi è costretto ad utilizzare l’automobile o i mezzi a due ruote per spostarsi su una rete stradale davvero limitata rispetto alle arterie della penisola.

Qualche mese fa anche il Mise ha iniziato a indagare sulla vendita del carburante a Ischia come in tutte le altre isole italiane. Il coinvolgimento del Mise è significativo. Anche Ministero dello Sviluppo Economico si sta interessando sulle presunte irregolarità che fanno dell’isola d’Ischia, ma non solo, una zona franca dove le regole del mercato non valgono e dove gli automobilisti sono fortemente penalizzati rispetto agli altri connazionali che possono usufruire delle benzina sulla terraferma. Anche Federconsumatori sta seguendo la vicenda ponendo in essere tutte le azioni possibili al fine di garantire la tutela più ampia dei diritti di tutti i consumatori. Dichiarano l’avvocato Adriano Mattera, referente per l’isola d’Ischia di Federconsumatori e Rosario Stornaiuolo e presidente Federconsumatori Campania. Basterebbe, in realtà, pensare a una valida alternativa all’uso privato delle autovetture, convincendo, magari con un servizio di trasporto pubblico efficiente, a lasciare le auto in garage e risparmiare in benzina e contribuire al decongestionamento del traffico che soprattutto in estate mostra il suo aspetto più paradossale, ovvero un traffico impazzito proprio su un’isola a vocazione turistica, dove gli ospiti chiedono pace e dove invece ottengono strombazzamenti del clacson, smog e un traffico da metropoli. Ma ciò non avviene, l’isolano è quasi morbosamente legato alla proprio autovettura, e sembra sia disposto a pagare qualsiasi cifra pur di non abbandonare la comodità di viaggiare con la propria quattro ruote. Il caro-benzina isolano però ha attirato le attenzioni della sezione ischitana di  Federconsumatori, rappresentanti a Ischia dall’avvocato Adriano Mattera e dal referente provinciale Rosario Stornaiuolo.

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