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Accordi & disaccordi

Non si placano le polemiche per l’annullamento della Festa di Sant’Anna e c’è chi punta il dito contro il concerto di Gigi D’Alessio, perché comunque non sono mancati gli assembramenti all’esterno del Piazzale Marinai d’Italia. Ecco cosa (forse) è stato sbagliato per l’evento del 26 luglio e cosa poteva essere fatto meglio a Forio: ma resta esiziale la “stoccata” di De Luca

Le polemiche non si spengono, anzi si accentuano. Benzina sul fuoco, verrebbe voglia di dire. Ieri doveva celebrarsi la Festa di Sant’Anna e invece sono rimasti tutti a casa, anche quei pochi fortunati che avrebbero potuto essere presente nella Baia di Ischia Ponte per godersi uno spettacolo di certo inconsueto (ossia in una cornice non stracolma di gente) ma che comunque avrebbe rappresentato una sorta di ritorno alla normalità. Inutile girarci intorno parlando di Asl e forze dell’ordine che magari alla fine ci avranno messo pure il loro, ma a far optare per l’annullamento della manifestazione è stato il governatore Vincenzo De Luca: le sue parole, di fatto, hanno messo in condizione il sindaco Enzo Ferrandino di dover alzare bandiera bianca, sarebbe stato impensabile – e impossibile – il contrario. A proposito del primo cittadino, le voci di dentro lo danno ancora incazzato nero, anzi nerissimo: proprio non ha digerito quanto accaduto né tantomeno l’effetto domino che si è creato. Tutto questo, proprio mentre ieri sera andava in scena a Forio il concerto di Gigi D’Alessio, che pure non è che abbia richiamato quattro gatti all’esterno del Piazzale Marinai d’Italia, come la foto in pagina documenta in maniera eloquente. Ma questo è un discorso che approfondiremo a breve, andiamo con ordine.

Sant’Anna – al netto dell’improvvisa e improvvida uscita di De Luca, dalla quale dissentiamo in maniera netta – era una sfida difficile sin dall’inizio. In primis, la Festa ha come marchio di fabbrica l’assembramento di persone sugli spalti, sul piazzale, lungo il pontile e sugli scogli: il doverci rinunciare avrebbe di fatto regalato uno scenario surreale. Punto 2: all’area si poteva accedere più o meno comunque, almeno fino a un certo punto, perché per recarsi a un bar, un ristorante o un negozio non serviva esibire il green pass. Ma se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, è mancato forse un dettaglio di natura organizzativa. Si parlava di 1.500 posti a sedere disponibili ma dal Comune di Ischia non hanno pensato ad attivare una piattaforma dove i potenziali spettatori potevano registrarsi e prenotarsi. In questo modo, chi aveva ricevuto la conferma poteva recarsi a godersi lo spettacolo, gli altri sarebbero rimasti a casa sapendo che non c’era più posto. Invece si era pensato di far accedere chiunque a prescindere fino a esaurimento posti e questo ha creato l’amletico interrogativo: e se all’altezza dell’ingresso di Ischia Ponte si fossero recate 10.000 persone? Le altre, anche nel vedersi negato l’accesso, non avrebbero comunque creato una forma di assembramento? Insomma, prima che succedesse quello che è successo qualche “falla” oggettivamente c’era comunque. Poi a quel punto il sistema è come andato in “crash”, le parole del governatore hanno avuto una sorta di effetto domino e nella mattinata di sabato è arrivata anche la comunicazione dell’annullamento di due manifestazioni come “Casamicciola in festa” e “Borgo in Festa”. E anche qui ci sia permessa una umile e modesta considerazione: non si possono organizzare eventi “strutturati” sul corso di Casamicciola e a Ischia Ponte, ma se ogni attività si organizza in proprio con una band, un deejay o una qualsivoglia forma di intrattenimento sta tutto a posto. Insomma, capirete che qualcosa non quadra.

E passiamo all’ultimo step, quello legato al concerto di Gigi D’Alessio in programma domenica sera al Piazzale Marinai d’Italia. L’unico evento, tra quelli appena citati, il cui annullamento non è mai stato in discussione (non che ci dispiaccia, a scanso di equivoci). Ieri sera il tanto temuto assembramento all’esterno della location teatro dello spettacolo si è formata ed era inevitabile. Anche perché dal di fuori quantomeno la voce e le note di Gigi D’Alessio si potevano ascoltare tranquillamente. E questo ha creato più di ogni altra cosa discussione sul fatto che stavolta non ci sia stato nulla da ridire sullo svolgimento dello spettacolo, né da parte di De Luca né da parte di terzi. La sede migliore, evidentemente, sarebbe stata quella di Piazzale del Soccorso: perché in tal caso, bloccando gli accessi a monte, era impossibile che la gente si assembrasse dal momento che alle spalle del piazzale c’è… il mare. Ma la capienza sarebbe stata troppo limitata per le necessità di incasso di un concerto non certo di poco conto e così si è ovviato per una soluzione diversa. Scelta, va detto, quando nessuno immaginava lo tsunami che si sarebbe abbattuto su Sant’Anna e sull’isola in genere. E che continuerà, inevitabilmente e inesorabilmente, nei prossimi giorni. Perché – nonostante magari normative alla mano non è affatto così – il sospetto che sia stato perpetrato un torto all’evento per eccellenza dell’estate ischitana (e non solo a Sant’Anna) resta forte impresso nella mente di tanti, troppi.

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