CRONACAPRIMO PIANO

Acqua alta sulla Riva Destra, la parola agli esperti

Bernardino Buonocore, già docente dell’Università Parthenope e oggi collaboratore esterno, e Yuri Cotroneo, professore associato in Oceanografia dello stesso Ateneo, monitorano da oltre vent’anni il comportamento del mare nel Golfo di Napoli con particolare attenzione a Ischia e Castellammare di Stabia. E spiegano cosa sta accadendo…

Negli ultimi giorni il mare ha superato moli e banchine a Ischia, in particolare nella zona della Riva Destra, in via Iasolino e a Ischia Ponte, così come a Sorrento. L’acqua ha invaso passerelle, locali, strade e spazi destinati alla ristorazione. Scene già viste, ma mai rassicuranti. Non si è trattato di un evento eccezionale legato alle piogge: alla base del fenomeno vi sono spiegazioni scientifiche precise, connesse alla fisica del mare e alle condizioni meteorologiche locali.

A chiarire quanto accaduto sono alcuni tra i principali studiosi del Golfo di Napoli: Bernardino Buonocore e Giorgio Budillon dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, Yuri Cotroneo dello stesso ateneo, Giuseppe De Natale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Paola Masucci del CSI Gaiola Onlus.

Buonocore (Università Parthenope): «Alta marea e bassa pressione insieme alzano il livello del mare; basta una minima oscillazione per superare la soglia critica».

Secondo i rilievi mareografici, a Ischia il livello del mare ha raggiunto punte di 49 centimetri oltre il valore medio, mentre a Castellammare di Stabia i picchi hanno superato i 50 centimetri. Numeri significativi, ma compatibili con la combinazione di fattori astronomici e atmosferici.

Bernardino Buonocore spiega che il fenomeno è determinato principalmente da due elementi: la marea astronomica, prevedibile e regolata da leggi matematiche, e la variazione della pressione atmosferica.

Ads

«La combinazione tra alta marea e bassa pressione crea le condizioni che abbiamo visto in questi giorni», afferma Buonocore. «Cinque o sei millibar in meno possono significare anche 10 centimetri di aumento del livello del mare».

Ads

Cotroneo (Università Parthenope): «Il susseguirsi delle basse pressioni mantiene il mare sollecitato; il Mediterraneo si alza di circa 4 mm l’anno, rendendo l’acqua alta più frequente».

Nei giorni scorsi la pressione è scesa da circa 1020 a 990 ettopascal: una diminuzione di 30 millibar che può aver prodotto un innalzamento dell’ordine di 30 centimetri. Il vento può contribuire attraverso l’effetto di accumulo dell’acqua lungo costa, ma il fattore dominante resta la pressione atmosferica.

Yuri Cotroneo aggiunge un elemento dinamico: «Quando le basse pressioni si susseguono, il mare resta sollecitato e non ha il tempo di tornare in equilibrio. Basta una minima oscillazione aggiuntiva — un rinforzo del vento o un picco di marea — per superare la soglia critica».

E sottolinea: «Non è un evento straordinario in sé, ma la frequenza con cui queste configurazioni si presentano sta aumentando, e questo rende il fenomeno più impattante per le comunità costiere».

De Natale (INGV): «Non si tratta di bradisismo ma di variazioni atmosferiche; combinate con i cambiamenti climatici, possono avere effetti disastrosi sulle coste».

Le zone maggiormente esposte sono quelle più basse e direttamente affacciate sul porto, come la Riva Destra, via Iasolino e Ischia Ponte, dove l’acqua può raggiungere i 40-50 centimetri sopra la banchina, penetrando nei locali e negli spazi pubblici. Gli effetti riguardano la sicurezza dei cittadini e incidono in modo significativo sull’attività turistica e commerciale.

Paola Masucci conferma le osservazioni sul campo: «Il livello del mare può apparire molto basso o molto alto a seconda delle condizioni barometriche. Le nostre osservazioni locali mostrano oscillazioni rapide legate ai cambiamenti di pressione. È un fenomeno fisico ben noto, ma quando si verifica in concomitanza con l’alta marea diventa particolarmente evidente».

Giuseppe De Natale chiarisce un aspetto fondamentale: «Non si tratta di bradisismo né di un sollevamento o abbassamento del suolo. Parliamo di variazioni atmosferiche che agiscono sulla superficie del mare».

Masucci (CSI Gaiola Onlus, Napoli): «Il livello del mare può apparire molto basso o molto alto a seconda della pressione barometrica; le osservazioni locali confermano il fenomeno».

Tuttavia, avverte: «Quando questi episodi si inseriscono in un contesto di cambiamento climatico e di progressivo innalzamento del livello medio marino, gli effetti possono diventare disastrosi per le aree costiere più fragili».

Accanto agli episodi contingenti, esiste infatti un trend di lungo periodo. «Il Mediterraneo si sta alzando di circa 4 millimetri all’anno», ricorda Cotroneo. «Tra dieci anni il livello medio sarà circa 4 centimetri più alto. Questo significa che servirà una perturbazione meno intensa per ottenere gli stessi effetti che oggi consideriamo eccezionali».

L’espansione termica delle acque e la fusione dei ghiacciai contribuiscono a rendere gli episodi di acqua alta sempre più frequenti.

Anche Giorgio Budillon invita a guardare al quadro complessivo: «L’innalzamento graduale del Mediterraneo, unito alla maggiore variabilità meteo-climatica, rende il fenomeno dell’acqua alta un problema strutturale per molte aree costiere. Non possiamo più considerarlo solo un’emergenza occasionale».

Budillon (Università Parthenope): «L’innalzamento graduale del Mediterraneo e i cambiamenti climatici rendono il fenomeno dell’acqua alta un problema crescente per le aree costiere».

Gli esperti concordano sul fatto che non esistono soluzioni immediate per fermare l’acqua alta. Tuttavia, la conoscenza dei dati e delle serie storiche consente di pianificare interventi mirati: installazione di paratie mobili, protezione di abitazioni e attività commerciali, adeguamento delle quote urbane e strategie di adattamento costiero.

«Dobbiamo imparare a convivere con un mare sempre più alto», conclude Buonocore. «La serie storica ci aiuta a capire cosa ci attende nei prossimi anni. La sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio dipendono dalla pianificazione e dalla capacità di adattamento».

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio