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Acqua e Acquedotto, Stompanato: la mia replica agli operai

Egregio Direttore,

 

in riferimento alla lettera pubblicata il 30 ottobre 2015 a pagina 14 dal titolo “Acqua e acquedotto: facciamo chiarezza” la ringrazio se vorrà consentirmi di replicare.

Il mio convincimento è che la lettera non sia farina del loro sacco; “una longa manus” l’ha redatta per loro e chi legge capirà. Ovviamente posso sbagliarmi. Questa lettera, infamante dall’inizio alla fine, e che sarà oggetto di querela con conseguente costituzione di parte civile del sottoscritto, mi ricorda alcuni brani tratti dalle “Mie prigioni” di Silvio Pellico…

Proprio perché sarà oggetto, come detto, di querela e anche di integrazione di denuncia non starò a controbattere ad ogni accusa calunniosa ma, qualche chiarimento, per rispetto dovuto a Lei e ai lettori, è dovuto.

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Nel ricordare che il sottoscritto sinora è l’unico ad averci rimesso pesantemente (oltre 500,00 euro netti al mese sono tanti per un unico portatore di redditi), che è stato trasferito presso un’altra Direzione per “incompatibilità ambientale” (dalla sede di via Bracco a Napoli a quella delle Politiche Sociali, sempre a Napoli in via Marina), che gli è stato ingiunto di lasciare l’alloggio di servizio (ingiunzione non rispettata in quanto firmata dal Direttore Generale per l’Ambiente e l’Ecosistema perchè Il Ciclo Integrato delle Acque, in quel momento, era commissariato. Le norme di legge che regolano l’assegnazione degli alloggi di servizio prevedono un periodo di novanta giorni dall’emissione dell’atto per lasciare libero l’alloggio e, a discrezione dell’ex Settore “Demanio e Patrimonio” un ulteriore periodo di sei mesi di proroga).

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Ai Signori operai della ditta di conduzione dell’acquedotto isolano denominata “Acquedotto Campano S.C.A.R.L.” va innanzitutto chiarito che, in riferimento all’articolo da loro fatto dal titolo “Borrelli: si faccia chiarezza sulla denuncia di Stompanato” pubblicato alle pagine 8 e 9 sul suo quotidiano il giorno 15 ottobre 2015 a firma di Marco Gaudini, lo scrivente, nel complimentarsi con l’autore al quale aveva fornito l’interrogazione dell’on.le Borrelli e varie foto relative allo stato di degrado dell’acquedotto isolano (foto allegate alla denuncia da me presentata il 17 giugno 2014 alla Procura della Repubblica di Napoli) è citato solo per aver affermato “nessuno dei sei sindaci, o assessori o consiglieri comunali, dopo le mie denunce ha voluto accertarsi di quello che stava accadendo. Nessuno si è preoccupato dell’acqua che bevono tutti i cittadini dell’isola. Questo mi ha mortificato e mi amareggia ancora oggi”.

Specialmente quando si mette per iscritto qualcosa bisognerebbe prima documentarsi in merito; non si può scrivere e fare accuse a cuor leggero senza uno straccio di prova a supporto.

Chi ricopre un ruolo, come quello dei Signori operai, non può permettersi di attaccare funzionari e dirigenti della Giunta Regionale della Campania (Ente di gestione che stipula contratti con le ditte alle quali affida la conduzione degli acquedotti). Nel merito, i compiti da svolgere sull’isola da parte mia e del collega responsabile della centrale di Ischia, non sono a conoscenza dei Signori operai e non devono esserlo. I nostri rapporti lavorativi li abbiamo direttamente con colleghi funzionari regionali e con i nostri dirigenti.

Nessun rapporto deve esserci con i Signori operai che sfido a dimostrare se mai mi sono permesso di impartire loro un ordine di servizio.

I medesimi sono stati sempre da me difesi. Mi sono fatto portatore, anche ad alta voce, verso colleghi funzionari e dirigenti delle loro lagnanze che avrebbero dovuto fare alla ditta di conduzione dalla quale dipendevano (ditta Idroeco) sino al punto da sentirmi dire dal mio ex Coordinatore del “Ciclo Integrato delle Acque” dott. Michele Palmieri: robè stai con gli operai. Ti sei scordato che sei un funzionario regionale?

I Signori operai, affermando di essere in autogestione, si sono resi conto che stavano attaccando la ditta che li paga? E non “fanno tanto” certamente per poco più di 1000,00 euro al mese; se per loro 1800,00 euro di qualche Signor operaio sono poco più di 1000,00 euro lascio ai lettori il giudizio. Lavoro da 38 anni, sono al massimo della carriera di funzionario (e non avendo mai leccato mai lo farei per fare carriera Signori operai o per ottenere un alloggio di servizio, acqua ed energia elettrica comprese come per legge. L’assegnazione degli alloggi di servizio è regolata, appunto, da apposite leggi che non conoscete) e me li sogno i 1800,00 euro e più al mese.

Non entro nel merito della tanto decantata professionalità in quanto non rientra tra le mansioni di un responsabile di Centrale o cantoniere ma, si usa dire che “o cavall buon o vant a via nov” o no?

Sulle zone dove vi recate a fare le manovre Signori operai la gente vede voi avete affermato? E chi altri volete che vedano? Ai funzionari cantonieri compete il controllo e la vigilanza della Centrale e basta. Dovreste però spiegare, alla ditta di cui siete dipendenti, com’è che spesso i km effettuati durante un turno sono 150 mentre quelli calcolati dovrebbero non superare i 70.

L’attacco all’on.le Francesco Emilio Borrelli è ignobile. Si sappia che non conosco ancora di persona l’onorevole. L’ho contattato su facebook e lui, da persona perbene soprattutto qual è, mi ha chiesto di inviargli copia della denuncia e le foto. E’ stato, questo politico onesto e leale, a decidere poi per l’interrogazione alla quale neanche avrei lontanamente pensato. Dovevo rifiutare tale offerta? Credo proprio di no visto che “il sistema” mi aveva sbattuto in faccia tutte le porte a cui avevo bussato solo per essere ascoltato.

Dire che l’on.le Borrelli è amico di Ischia che significa? Che di fronte ad una pesantissima denuncia sullo stato di degrado dell’acquedotto dell’isola documentata da trentadue foto, di fronte allo sperpero negli anni di ingenti somme di denaro pubblico nulla doveva fare? Signori operai avete sbagliato persona.

Dispiace ulteriormente leggere che l’on.le Borrelli si sarebbe lasciato strumentalizzare; le persone perbene, i politici onesti non si lasciano strumentalizzare.

Io e il mio collega di Ischia viviamo in “ville”. Se per i Signori operai che conoscono bene questi appartamenti ristrutturati alla men peggio per loro sono “ville” così sia. Invito i lettori ad onorarmi sulla Centrale di Forio sita in località Cuotto per rendersi conto personalmente. Un caffè ci sarà di sicuro per loro.

Per quanto riguarda il rimborso delle spese di viaggio per scendere a Napoli a lavorare così come da ordine di servizio dell’ex Coordinatore dell’ex Settore “Ciclo Integrato delle Acque” ed attuale Direttore Generale per l’Ambiente e l’Ecosistema, fuori le prove; Signori operai lo dovete a chi ha letto la vostra lettera al Direttore.

Allo stesso modo mi si dimostri quando mai ho avuto nelle disponibilità un’autovettura della regione. Signori operai ma ci fate o ci siete?

Le aree demaniali assegnate al “Ciclo Integrato delle Acque” riguardano l’occupazione abusiva da parte di qualche cittadino. In quello che riporterò dopo “estratto dalla mia denuncia alla Procura di Napoli” si capirà bene; allo stesso modo per chi usufruiva dell’acqua abusivamente. Per gli assenteisti la cosa non vi riguarda affatto in quanto è riferita ai dipendenti regionali di Napoli ma, nella querela e nella integrazione di denuncia che farò prestissimo, si che vi riguarderà.

Paragonare me e il mio collega a chi negli anni ci ha preceduto nel nostro ruolo non è corretto. La Casmez non esiste più e con il subentro della Regione Campania sono cambiati ruoli e mansioni. Ma poi, se per caso venissi meno al rispetto delle mansioni assegnate al mio ruolo e vi impartissi disposizioni tecniche siete certi che sareste in grado di svolgerle? Non siete voi Signori operai ad esservi vantati dell’autogestione?

Sapete che per legge non dovreste avere accesso alle centrali dove la fate da padroni ospitando persone estranee, facendo parcheggiare autovetture, disturbando i vicini con urla e grida, e tanto altro? La ditta di cui siete dipendenti dovrebbe assicurarvi un luogo dove fare sosta magari per una doccia durante l’orario di lavoro. I luoghi a voi destinati sono angusti: liberate le stanze occupate dai letti dove dormite e vedrete che non saranno angusti. Siete pagati anche per dormire?

E veniamo a quanto riguarda i Signori operai facente parte della mia denuncia:

“Sia le centrali che i locali ove sono ubicati i serbatoi sono in uno stato fatiscente con grave rischio per la salute degli operai costretti a districarsi tra fili portanti la corrente elettrica (in molti casi ad alta tensione) e perdite di acqua, tubazioni arrugginite e prive di manutenzione da diversi anni, solai pericolanti”.

“Per non parlare della tenuta di quelli che una volta erano il biglietto da visita dei sopra citati luoghi e precisamente gli spazi esterni; in vari impianti si è costretti, per accedere ai locali per fare il proprio lavoro a delle vere e proprie gimkane tra erbacce (oramai arrivate ad altezza d’uomo), sporcizia e animali di varie specie tra i quali la fanno da padrone ratti di diversa pezzatura. In altri casi l’accesso a tali strutture è oberato di rifiuti di ogni genere, di siringhe usate da tossicodipendenti, preservativi e quant’altro”.

“E ancora altri privilegiati. Come vogliamo chiamarli? Ci si riferisce a quei soggetti che si appropriano di aree demaniali assegnate al citato ex Settore “Ciclo Integrato delle Acque” e che grazie a questi ampliamenti di spazi fanno un bel business: in primis albergatori, ristoratori e gestori di lidi tra questi. Una volta scoperti sono talmente bravi da ottenere la concessione demaniale…”.

“In un caso, per accedere ad un serbatoio per le manovre durante l’estate, gli operai devono districarsi tra ombrelloni, sedie, lettini e bagnanti tra cui bambini. E se qualcuno di questi si fa male? Dovrebbe risponderne la Regione Campania ovviamente e con soldi della collettività”.

“In un altro caso, sempre per accedere ad un serbatoio gli operai se trovano il cancello chiuso devono chiedere l’apertura “al legittimo proprietario” se presente e disponibile. Trattasi come si sarà capito anche in questo caso di area demaniale”.

“Non è finita qui; ancora privilegiati che a questo punto non ci poniamo neanche più il problema di come definirli. Sono quelli che ricevono l’acqua abusivamente, senza alcun contratto o contatore. Per la legge sono dei ladri ma ci si chiede, in questa sede, chi li copre?”.

“La ditta Idroeco, in barba ai contratti di lavoro (i suoi operai sull’isola appartengono alla categoria dei metalmeccanici, si metalmeccanici) da anni ha fatto svolgere turni lavorativi di ventiquattro ore mascherati da fogli firma di 8 ore. Perché? Ovvio; con la scusa di favorire in particolare i lavoratori della terraferma non si attiene agli obblighi contrattuali negando agli operai premi di produzione, buoni pasto, aumenti di livello e quant’altro. E gli operai ci si chiederà? Ma chi si ribellerebbe a… Casapesenna?”.

“Il funzionario regionale omissis ha fatto installare tubazioni partenti dalla centrale di Forio e che come terminale avevano ed hanno la confinante struttura alberghiera omissis. Le tubazioni devono partire dai tombini stradali per arrivare a dare il servizio, previa installazione di contatori (compito dell’EVI). Nonostante i reiterati solleciti fatti dai cantonieri nel tempo e da ultimo dallo scrivente tuttora permane tale situazione. Questa struttura alberghiera consuma enormi quantità di acqua senza nulla pagare. Tale struttura è da anni titolare di concessione demaniale che l’ha portata quasi dentro la cantoniera. So per certo anche di una ulteriore richiesta di concessione che se fosse accordata porterebbe addirittura al beneficio di un’area demaniale dove nell’interrato vi sono le vasche di accumulo delle acque e fili portanti la corrente ad altissima tensione. Immagini, Sig. Procuratore, se quest’area venisse utilizzata da solarium cosa potrebbe accadere ai clienti della struttura alberghiera nella malaugurata ipotesi di un guasto sotterraneo”.

Signori operai, la denuncia è un atto pubblico. E’ protocollata al n. 4479/14 del 17/06/2014. Affidatevi ad un avvocato e fatevi rilasciare una copia.

Mi sia consentita una precisazione che riguarda la lettera pubblicata lo stesso giorno avente titolo “L’acqua del rubinetto? Si può bere tranquillamente” a firma del dott. Massimo Coppa, Resp.le Ufficio Stampa e Relazioni Esterne EVI spa: mi si dimostri quando mai ho dichiarato che l’acqua non è potabile? Anche io la bevo come il dott. Coppa e la bevo ovunque mi trovi a Forio, a Napoli o a Milano. Io ho denunciato, con tanto di foto, le scale arrugginite nell’acqua, i ratti di varia pezzatura che la fanno da padroni sulle postazioni regionali e le porte di accesso alle vasche lasciate aperte. Dott. Coppa, sono certo che anche Lei lo avrebbe fatto. Sa bene che la ruggine e quant’altro che finisce in vasche con enormi quantitativi di acqua alla fine non viene rilevata dalle analisi. Ma, Lei mi insegna, che ci si deve attivare preventivamente per far si che un giorno non si arrivi a dichiarare l’acqua non potabile. E questo era lo scopo della mia denuncia.

Fatto curioso: dopo che fu pubblicato l’articolo del giorno 15 ottobre 2015 la ditta di conduzione attuale si sta attivando per la sostituzione delle scale e per tanto altro (chiaramente su ordini impartiti dai dirigenti regionali). La cosa mi rende felice. Non ho messo nelle mani di Striscia la Notizia, delle Iene, dell’Espresso, di Panorama, di Virus, di quotidiani nazionali, di televisioni, la denuncia con relative foto perché, pur non dimenticando le mie radici napoletane ed acerrane, amo l’isola ed in particolare Forio dove, quando arrivai a fine dicembre del 2012, ebbi a scrivere su facebook: qui sono venuto e qui, quando il Signore lo vorrà, voglio morire.

 

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