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Acqua inquinata, chiusa la sorgente di Buceto

BARANO. Una mazzata in fronte. Arriva nemmeno come un fulmine a ciel sereno, ma certo non può che lasciare interdetti, l’ordinanza del sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, che con un provvedimento clamoroso ha disposto “per i motivi espressi in narrativa, qui da intendersi integralmente trascritti e riportati, fino a nuovo provvedimento, la chiusura delle fontane di distribuzione dell’acqua sorgiva di Buceto situate in via Duca degli Abruzzi (in prossimità della ex Chiesa Baldino), via Acquedotto (in prossimità dell’intersezione con la via Giuseppe Garibaldi) e via Giuseppe Garibaldi (piazzatta); di conseguenza è fatto divieto alla cittadinanza di approvvigionarsi alle fontane in questione”. Sempre nel medesimo provvedimento il primo cittadino del Comune collinare ha demandato “al comando di polizia municipale ed all’ufficio tecnico comunale, ciascuno per quanto di propria competenza, la predisposizione di idonea segnaletica da apporre in prossimità delle fontane e la chiusura materiale delle stesse nonché il compimento di ogni ulteriore atto ritenuto utile per dare attuazione alla presente”.

Dunque vietato approvvigionarsi alle celebri fontane di Buceto, la cui acqua era prelevata e bevuta da centinaia di ischitani. Ma quello che lascia decisamente perplesse sono le motivazioni che hanno portato all’adozione di un così drastico provvedimento che si leggono nella premessa dell’ordinanza sindacale dove si legge “che questo Ente ha commissionato al Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II dei controlli microbiologici in prossimità della sorgente di Buceto e delle fontane pubbliche di distribuzione presenti sul territorio comunale, al fine di verificare la salubrità delle relative acque destinate al consumo umano”. Gli esiti, oggettivamente negativi, sono comunicati nel passaggio successivo: “Visto il rapporto di prova delle dette analisi, acquisito al protocollo comunale n. 1993 del 2 novembre 2018, ove si evidenzia il superamento dei limiti di legge in relazione a taluni parametri; Ritenuto opportuno, al fine di tutelare la salute pubblica, disporre in via precauzionale, fino all’effettuazione di nuove analisi da cui risulti nuovamente la conformità ai parametri di legge delle acque in parola, la chiusura delle succitate fontane di distribuzione, vietando l’approvvigionamento alla Cittadinanza;  Ritenuta la propria competenza, ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. n.26112000, il quale attribuisce al Sindaco, quale rappresentante della Comunità locale, il potere di adottare le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale; Verificato che le ordinanze sindacali contingibili e d’urgenza in materia di igiene e sanità pubblica sono sottratte, in ragione del loro carattere cautelare ed urgente, all’obbligo della previa comunicazione di avvio del procediritento, ex art. 7, L. n. 241 del 1990 (Tar Campania – Napoli, Sezione 5, Sentenza 23 febbraio 2015, n.1220; Cons. Stato, Sez. V, sent. n. 6966 de128.05.2010)…”. Insomma, da questi presupposti si è arrivati al divieto di poter prelevare un’acqua che potrebbe essere assolutamente pericolosa per la salute pubblica.

Gaetano Ferrandino

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