CULTURA & SOCIETA'

Ad Ischia rivive la distruzione del Vesuvio e di Pompei

Presso la Marina di Sant’Anna, nell’ambito del progetto “Navigando verso Aenaria”, la presentazione del libro di Alessandro Luciano “Gli ultimi giorni del comandante Plinio”

Sono anni in cui, grazie alla lungimiranza e all’amore verso la propria terra, si progetta di portare alla luce qualcosa che è sommerso da tempo immemore, arricchendo l’isola d’Ischia con un valore storico e culturale inestimabile. È quello che fanno i ragazzi di Marina di Sant’Anna, capitanati da Giorgio Lauro, con il progetto “Navigando verso Aenaria” e con l’archeologa subacquea Alessandra Benini. Il tesoro sommerso è davvero inestimabile e contribuisce con ogni frammento ritrovato a riscrivere la storia di Aenaria, così si chiamava Ischia ai tempi dei Romani, restituendo un valore aggiunto ad un’isola bellissima e che grazie alla sua posizione, nel centro del Mediterraneo, ha favorito scambi commerciali con tutti i popoli che vi abitavano.

È dal 2011, che Marina di Sant’Anna ha avviato gli scavi archeologici subacquei, con l’autorizzazione della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Napoli. Oltre a riportare alla luce il tesoro sommerso, organizzando incontri culturali come “Archeostoriae”, archeologia e narrazioni, con presentazioni di libri e tavole rotonde anche nelle scuole dell’isola. “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” di Alessandro Luciano, ospita anche Ischia tra le sue pagine, riportandoci all’eruzione del Vesuvio con la distruzione di Pompei. Con un’attenzione particolare al ritrovamento di un codice che sposterebbe la data dell’evento vulcanico alle calende di novembre. L’autore del libro, Alessandro Luciano ha un curriculum di tutto rispetto, lavora al Museo Archeologico di Napoli, docente universitario alla Suor Orsola Benincasa, e Ricercatore in Scienze dell’Antichità’. È la prima volta che si cimenta in un romanzo storico, catapultandoci, nel mondo romano, con la narrazione degli ultimi giorni del comandante Plinio, nel tragico evento che ha portato alla distruzione di Pompei ed Ercolano. Un evento catastrofico, che però ha consentito la perfetta conservazione di siti archeologici eccezionali, portando alla luce, la vita quotidiana dei romani, quando le lancette del tempo si sono fermate al giorno dell’eruzione, seppellendoli per sempre.

Plinio era comandante di due flotte, la Tirrenia e l’Adriatica, personaggio eclettico dalle molte sfaccettature, di ampie vedute e amante dell’arte in generale. Comandante deciso e con una forte sensibilità, non si risparmiò di salvare vite, in seguito all’evento tragico del ‘79, incuriosito anche dal lato naturale della catastrofe. Il grido di aiuto giunse da un messaggio da parte di una nobildonna Rectina, tramite un messaggio con gli specchi. Era il telegrafo di allora, anche Tiberio, usava questo sistema per governare Roma da Capri. Da sempre sono le passioni a muovere i passi per delle ardue imprese e anche in questa storia probabilmente Plinio, oltre al tentativo di salvare la gente in fuga dal Vesuvio, le opere d’arte e importanti papiri, era corso a soccorrere Rectina la donna amata. Un miscuglio di personaggi veri e inventati che si intrecciano incuriosendo il lettore portandolo a quei giorni intensi, fino respirare il fumo e la cenere che causarono la morte di Plinio a Stabia a soli 56 anni. Una storia avvincente, ben scritta, dove il finale è scontato e che viaggia in contesti storici reali, trattando argomenti che vanno dalla gastronomia alle tradizioni di un popolo in un qualsiasi giorno della loro vita quotidiana spezzato dalla cenere e dalla lava incandescente. E il ritrovamento di alcuni rotoli in carboncino cristallizzato sposterebbe la data dell’eruzione alle calende di novembre, anche i vai ritrovamenti, come frutti autunnali e monete, sposerebbero la tesi che l’eruzione sarebbe avvenuta il 24 ottobre del “79. Nella VI edizione di questa importante Kermesse rivolta alla cultura si è parlato anche di Beni culturali e criminalità, con Tsao Cevoli, direttore Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale del Centro Studi Criminologici e con Lidia Vignola, direttore Internazionale Archeomafie, responsabile del Dipartimento Archeologia Sociale ed Educazione al Patrimonio Culturale del Centro Studi Criminologici. E lunedì si è parlato di “Andare per le città sepolte” con Michele Stefanile, archeologo subacqueo dell’Universita’ Oroentale di Napoli e con Alesssndra Benini, archeologa subacquea del progetto “ Navigando verso Aenaria“.

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