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Addio a Basentini: uomo, imprenditore e presidente straordinario

Si è spento a 78 anni una persona che imparò ad amare l’isola ma anche un vincente ed un antesignano della comunicazione. E, soprattutto, capace di gesti nobili per i quali non ha mai preteso i “riflettori”

Un uomo che si è fatto da solo, un vincente, un antesignano della comunicazione. Se ne è andato Bruno Basentini, 78 anni accompagnati da un’eleganza e uno stile che lo hanno sempre contraddistinto. E allora nel ricordare l’uomo, l’imprenditore ma anche lo sportivo è forse il caso di uscire dal seminato, per evitare di raccontare quello che in tanti già conoscono. Perché Basentini, certo, non era uno che passava inosservato. Dalla Basilicata a Ischia, fu a lungo amministratore della Cabalhotels, fino a quando non rilevò l’Hotel Terme di Augusto. Ecco, un imprenditore venuto da lontano e che – come molto spesso accade – aveva saputo cogliere le bellezze e le potenzialità della nostra isola molto più di quanto non facciamo noi figli di questa terra. E poi il suo modo di comunicare, quel modo di fare alle volte irriverente, parole e frasi pronunciate mai a caso, quasi un precursore a giudicare da quello che succede oggi. Quando serviva anche un provocatore ma sempre con una classe ed uno stile invidiabili ed una capacità più unica che rara di mantenersi sempre nell’alveo dell’ironia senza mai scadere nell’offesa o nella volgarità.

Basentini

Quanto fosse vincente lo testimonia invece il pallone. Basentini ereditò l’Ischia da Roberto Fiore. L’ambiente era depresso, reduce da una retrocessione in serie C/2 ma lui riportò il sodalizio gialloblu in terza serie. Lo slogan e il coro dei tifosi “Bruno, Bruno, portaci in C/1” sono ancora oggi un ricordo indelebile nella mente dei tifosi ischitani che abbiano qualche capello grigio in testa. Il presidente tornò alla guida dell’Ischia Isolaverde nel 2005 e conquistò una straordinaria promozione in serie D: sì, straordinaria, perché per sette anni i gialloblu ci provarono andandoci spesso vicini, ma non ci riuscirono. Quando arrivò lui, fummo in tanti a capire che il vento stava per cambiare. Perché Basentini significava vittoria. L’anno successivo disse che se l’isola non avesse risposto con 2.000 abbonamenti lui avrebbe gettato la spugna. Le tessere non arrivarono e lui mantenne la parola. Anche questa, in fondo era un’altra sua grande virtù.

Personalmente lo ricordo autore di tante azioni benefiche, in un caso addirittura rese un generoso contributo per far sì che in una struttura potesse arrivare il riscaldamento. Ricordo che Domenico Di Meglio lo venne a sapere e chiamò Basentini per congratularsi e anticipargli che gli avrebbe reso onore sulle colonne de Il Golfo. Ma Bruno si oppose, pretendendo che il suo gesto rimanesse anonimo e discreto e il direttore alla fine si adeguò. Silenzio e discrezione, in quella come in tante altre opere a favore del sociale, dell’isola e della sua gente. Perché Bruno Basentini era anche questo, forse soprattutto questo.

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