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CULTURA & SOCIETA'

Addio a Jean-Luc Godard, maestro della Nouvelle Vague

Il regista parigino scelse il Golfo di Napoli per il suo film Il Disprezzo

Ci lascia, all’età di 91 anni, il regista francese Jean-Luc Godard, simbolo del cinema degli anni 60 e 70. Nato a Parigi da famiglia svizzera – e diplomato in etnologia – il cineasta inizia la sua carriera da critico per la rivista Le Cahiers du Cinema, per poi passare alla macchina da presa grazie all’amicizia di Francois Truffaut, che scrive per lui il soggetto del film cardine della nouvelle vague, À bout de souffle (tradotto in italiano con “Fino all’ultimo respiro”), con protagonisti Jean Seberg e Jean-Paul Belmondo. Vitale per la sua formazione anche il rapporto con l’Italia: strinse amicizia con Bernando Bertolucci e con l’attore Gianmaria Volontè (che ebbe modo di dirigere per il film Vento dell’Est) e girò svariate scene nei luoghi dove amava trascorrere le vacanze. Scelse, per uno dei suoi film più rappresentativi, l’isola di Capri, in particolare la suggestiva location di Villa Malaparte. Sull’isola, nella primavera del 1963, il regista Godard, l’attrice del momento Brigitte Bardot e l’esperto Michel Piccoli danno vita a il film Il Disprezzo, tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia del 1954.

Il suo legame con il belpaese include anche le sue svariate candidature al Festival di Venezia: vinse il Leone d’Argento per i film Questa è la mia vita e La Cinese (con protagoniste le sue due mogli Anna Karina e Anne Wiazemsky) oltre al Leone d’Oro alla carriera assegnatogli nel 1982. Si distinse anche per il suo attivismo politico, sposando le idee marxiste: il cinema diventa un luogo dove mettere in scena una severa critica alla civiltà del consumo e della mercificazione dei rapporti umani. Su questo argomento, con il gruppo DvigaVertov da lui stesso fondato, gira anche un film per la televisione italiana commissionato dalla Rai, Lotte in Italia. Quanti registi (soprattutto italiani) influenzò con il suo lavoro innovativo e febbrile e in generale ciò che fu Godard per tutto il cinema internazionale è un qualcosa di difficilmente riassumibile in poche parole. Da Martin Scorsese a Quentin Tarantino, passando per Wes Anderson, è difficile trovare un autore che non si sia avvicinato al cinema grazie alla Nouvelle Vague di questo piccolo grande archetipo di influencer, che qualsiasi cosa creava – o soltanto pensava – aveva sugli altri un impatto impressionante.

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