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Addio Ad Alberta Levi Temin, tra gli ultimi testimoni dell’olocausto

Alberta Levi Temin, nata nel 1919, è morta a Napoli. Temin, ebrea, scampata a Roma alla prima deportazione degli ebrei dall’Italia, avvenuta il 16 ottobre 1943, ha fatto parte del gruppo promotore dell’Associazione Amicizia Ebraico Cristiana di Napoli, voluta nell’86 dal cardinale Corrado Ursi, e ne è stata presidente due mandati con la convinzione che solo il dialogo e la conoscenza reciproca possono offrire un futuro di pace. A darne la notizia Diana Pezza, ex presidente e cofondatrice dell’Associazione Amicizia Ebraico Cristiana di Napoli: “Oggi perdiamo una testimone diretta della tragedia dell’olocausto che ha dato la sua vita per far sì che tutto quel che successe in quegli anni non fosse dimenticato portandone il ricordo nelle scuole”. Amava Napoli e spesso veniva a Ischia come testimone; tanti gli studenti ischitani che si sono sensibilizzati rispetto al tema ascoltando le sue testimonianze dal vivo. Alberta riuscì a salvarsi nascondendosi sul balcone dal rastrellamento del Ghetto di Roma, dove si era trasferita con la famiglia dopo le perquisizioni della loro casa di Ferrara. Per tutta la vita si portò dentro il dolore di non aver potuto far nulla per i suoi cari. Un dolore che, a 96 anni, ricordava ancora come il più grande della sua vita. Per molto tempo non riuscì a parlare della tragedia vissuta, fino a quando, col diffondersi delle teorie revisioniste sulla Shoah, nel 1990 trovò la forza di raccontare la sua storia ai giovani e nelle scuole. Donna dall’indomito coraggio e dall’eccezionale forza di carattere ha attraversato da protagonista fin dalla giovinezza gli orrori dell’antisemitismo e dell’intolleranza del regime nazi-fascista in Italia e in Europa sapendo reagire a testa alta. Ha contribuito poi, nella sua maturità, come testimone attiva e instancabile tra i giovani, le scuole e l’opinione pubblica a raccontare in maniera lucida la storia contemporanea, battendosi contro idee di revisionismo e promuovendo anzi ideali di fratellanza e dialogo. Celebre in questo senso la sua importante partecipazione alle attività di amicizia ebraico – cristiana a Napoli e non solo. Alberta Levi Temin è stata, inoltre, la socia numero uno di “Artemisia una voce per l’anoressai”. Fu lei a volerlo fortemente, perché conobbe Misia e la sua triste storia,  e riuscì a stare  accanto alla  famiglia Massa come pochi hanno saputo o potuto fare.

 

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