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Addio a Salvatore Lauro, armatore e già senatore della Repubblica

Proseguendo l’opera del padre Agostino ha contribuito ad avvicinare ulteriormente l’isola alla terraferma. Era stato ai vertici della politica italiana, nelle file di Forza Italia nel 1996 e nel 2001 con la Cdl

Ischia piange uno dei suoi figli più rappresentativi. È morto all’età di 75 anni Salvatore Lauro, storico armatore e già senatore della Repubblica, figura centrale dell’imprenditoria marittima campana e protagonista di primo piano della vita economica e istituzionale del territorio. Si è spento nella notte tra sabato e domenica sull’isola dove era nato l’8 febbraio 1951 e alla quale è rimasto legato per tutta la vita. La notizia della sua scomparsa ha attraversato Ischia come un’onda silenziosa. Si ferma l’isola, si stringe nel cordoglio il mondo dell’impresa, mentre anche la tranquilla domenica referendaria sospende idealmente la sua attività per rendere omaggio a un uomo che ha segnato un’epoca. Con Salvatore Lauro non scompare soltanto un imprenditore di successo o un ex parlamentare, ma una personalità che ha contribuito in modo concreto e riconoscibile a ridisegnare il rapporto tra Ischia e il mare.

Appartenente a una delle famiglie simbolo dello shipping nel Golfo di Napoli, Lauro era figlio di Agostino Lauro, pioniere dei collegamenti marittimi veloci e fondatore di Alilauro nel 1944. Diplomato capitano di lungo corso all’Istituto nautico “Francesco Caracciolo” di Procida, entra giovanissimo nell’azienda di famiglia, assumendo ben presto ruoli di responsabilità. Dal 1989 ne prende la guida, imprimendo una svolta destinata a segnare profondamente il settore. È negli anni Novanta che la sua visione si traduce in scelte strategiche decisive. Salvatore Lauro avvia il progressivo superamento del modello dei traghetti tradizionali, puntando sugli aliscafi e sui mezzi veloci. Una rivoluzione non solo tecnica ma culturale: il mare non più ostacolo, bensì infrastruttura. Grazie a quella intuizione, le distanze tra Napoli e Ischia si accorciano, il viaggio cambia volto e l’isola diventa più accessibile, più integrata, più vicina alla terraferma. Sotto la sua guida, il Gruppo Lauro si consolida e si espande, strutturandosi in una holding che comprende marchi come Alilauro, Alicost, Volaviamare e altre società collegate. Una rete capace di trasportare ogni anno milioni di passeggeri, generando occupazione, indotto e sviluppo per l’intero arcipelago e sostenendo in modo decisivo il turismo e l’economia locale.Aveva ereditato dal padre Agostino, pioniere del mondo dei collegamenti marittimi veloci, la passione per il mare e per il mondo armatoriale e aveva da qualche anno trasferito ai figli Mariaceleste, Mariasole e Agostino le redini del Gruppo, che ha sede nella palazzina Volaviamare del Beverello, a Napoli.

Accanto all’attività imprenditoriale, Lauro ha vissuto una significativa esperienza politica. Eletto senatore della Repubblica nel 1996 nelle file di Forza Italia e rieletto nel 2001 con la Casa delle Libertà, nel collegio che comprendeva Bacoli, Pozzuoli e le isole di Ischia e Procida, ha portato in Parlamento le istanze dei territori insulari. Il suo impegno si è concentrato in particolare sui temi del turismo, delle infrastrutture e della continuità territoriale, contribuendo anche alla definizione della legge quadro sul turismo, che porta informalmente il suo nome. Dal 2006 aveva lasciato il Parlamento per dedicarsi completamente al mondo dell’impresa. Negli ultimi anni, il suo profilo si era ulteriormente arricchito, assumendo i tratti dell’innovatore e del promotore di una nuova cultura del mare. Ha investito nella digitalizzazione dei servizi, lanciando piattaforme come Lauro.it e sviluppando strumenti avanzati di gestione come il “Cruscotto 3.0”. Ha guardato con attenzione alle sfide della sostenibilità, sperimentando soluzioni per ridurre consumi ed emissioni e aprendo alla prospettiva di un trasporto marittimo sempre più efficiente e rispettoso dell’ambiente. Parallelamente, ha continuato a essere una presenza attiva nei principali organismi del settore, da Assarmatori alla Fondazione RINA, fino alle reti dell’innovazione e dell’imprenditoria come NaStartUp e il Propeller Club di Napoli, testimoniando la volontà di contribuire a una visione più ampia del sistema marittimo italiano.

Il legame con Ischia è rimasto il filo conduttore della sua vita. Qui le sue radici, qui la sua impresa, qui il senso più autentico del suo lavoro. Un rapporto riconosciuto anche dalle istituzioni locali, che nel tempo gli hanno conferito attestati di civica benemerenza per il contributo ritenuto fondamentale allo sviluppo dell’isola. Nel 2024 aveva affidato alla scrittura il racconto della sua esperienza nell’autobiografia “Il mare dentro. Dalla dolce vita alla tempesta perfetta”, un titolo che oggi appare come una sintesi efficace di un percorso umano e professionale attraversato da successi, sfide e profondi cambiamenti. Nel 2025 aveva ricevuto da Federitaly il riconoscimento di “Ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo”. Con la sua scomparsa, Ischia perde un protagonista della propria storia recente. Resta il segno di un lavoro che continuerà a vivere nei collegamenti, nelle imprese e nelle prospettive che ha contribuito a costruire. E resta, soprattutto, il ricordo di un uomo che ha saputo interpretare il mare non solo come spazio fisico, ma come opportunità, relazione e futuro.

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