IL COMMENTO Addio senatore Lauro, e grazie

DI LUIGI DELLA MONICA
Se ne è andato il nostro Senatore. Un uomo grande di statura e dal cuore immenso che simboleggiava l’azzurro ed il bianco: il mare solcato dalla spuma delle onde provocate dai suoi aliscafi. Una persona sempre disponibile al dialogo, all’accoglienza a poter fare qualcosa per l’altro. Se dovessi scegliere un sostantivo per ricordarlo, chiederei in prestito al vocabolario del galateo la parola gentilezza. Quando tanto garbatamente ebbe a cuore di contattare l’associazione marinai d’Italia di Ischia, per la stesura della biografia di Agostino padre, ricordo il suo rallegrarsi, il suo compiacersi perché i miei soci entusiasti facevano a gara per evocare aneddoti, storie, episodi di mare e di comunità isolana legata al fondatore della blasonata compagnia di navigazione. Una alternativa alla SPAN, alla Terrenia, alla Caremar, un mezzo di collegamento veloce a Napoli per avvertire insussistente la distanza marittima di sedici miglia fra Ischia e la città metropolitana. Iniziative culturali, attività didattiche in sinergia con il nautico di Ischia, poiché egli era ben conscio del privilegio dei giovani di avere sul territorio un istituto di arte marinara, avendo frequentato da ragazzo il nautico della consorella Procida. La chiesa del Porto Salvo gremita di parenti stretti, amici, Autorità militari e civili, Sindaci, giornalisti, uomini delle Istituzioni locali, persone di ogni ordine e cultura, dipendenti, mozzi, nostromi, marinai, comandanti in servizio ed in pensione: per due ore i fiati dell’isola si sono fermati. Una giornata radiosa di inizio primavera, un sole cocente tipicamente ischitano, un odore di gelsomini in fioritura che salutavano il feretro dell’amato e compianto Senatore.
Siamo umani e la morte ci appartiene, non possiamo negarlo, ma il discorso è meramente egoistico: mi spiego. Come faremo noi isolani a privarci di un intelletto tanto vivo, visionario e lungimirante, un punto di riferimento nazionale per la marineria di prossimità. Il gentile Senatore ha compiuto il suo viaggio terreno e sarà ammesso nella città di Dio, ma noi siamo deprivati di una ricchezza umana e spirituale tutta isolana. Egli era un simbolo, una istituzione nella realtà armatoriale campana, capace di far tremare i polsi ad autorità marittime e regionali, naturalmente in senso bonario, ma Ischia ed il Senatore erano sinonimo di uomo e territorio insulare, l’uno il rovescio della medaglia dell’altra. Vedete cari lettori, il bello degli uomini di mare non è tanto essere abili nocchieri di imbarcazioni piccole e\o grandi, quanto la virtù, la predisposizione alla inclusione di tutti. Il Senatore si accompagnava del Capo dello Stato, del Presidente del Senato o del Consiglio dei Ministri in visita ad Ischia, ma era serenamente capace di mettersi al livello del novello mozzo o dello studente del nautico del primo anno. Un lutto estremamente difficile da superare, ripeto anche se la sorella morte appartiene a tutti i cristiani e non.
Da parte mia, che lo ho conosciuto soltanto negli ultimi dieci anni, dapprima come semplice ma attivo associato dell’Assoforense isola d’Ischia, e successivamente come Presidente dell’ANMI Ischia, ripeto con particolare intensità durante i lavori preparatori della biografia di Agostino Lauro, posso solo chinare il capo innanzi a tanta caratura morale e cercare di portare vivo il suo ricordo di uomo di mare.
Un destino amaro che proprio domani, 28 marzo, ricorrerà l’anniversario della battaglia di Capo Matapan, allorquando, caro Senatore, Ella gentilmente mise a disposizione dell’ANMI un mezzo nautico gratuitamente per lanciare a Sud Est una corona di fiori in memoria di tutti i morti, fra cui dieci ischitani in quel disastro del 1941. Quando incontrerà quei defunti Ella con il suo galante sorriso potrà compiacersi dicendo loro: io sulla terra, prima di raggiungervi, non vi ho fatto dimenticare. L’ANMI Ischia, Gruppo A.Messina, di cui mi onoro essere il presidente, rivolge alla famiglia, a tutto il personale gruppo Alilauro, le più sentite e vive condoglianze per la perdita de “Il Senatore”.






