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Adesso è caos scuola, sull’isola si rafforza il fronte del “no”

Sono sempre maggiori i timori legati alla riapertura dei plessi, che dovrebbe gradualmente riprendere a partire dal 24 novembre. E la voce del dissenso si leva da più parti

Il focus che abbiamo pubblicato ieri sul nostro giornale rendeva perfettamente l’idea ed umori e sensazioni vanno tutti in quella direzione. All’improvviso, quella riapertura delle scuole che era stata a lungo invocata in Campania e anche sulla nostra isola dopo la chiusura voluta dal governatore Vincenzo De Luca, sembra essere diventata tabù ed un vero e proprio incubo nel momento in cui – sia pure a step, come è ormai noto – potrebbe configurarsi a far data dal vicino 24 novembre. Dopo che tutti gli “attori” del mondo didattico potranno sottoporsi a screening ma solo in forma volontaria.

Ad Ischia c’è stata la petizione di cui vi abbiamo parlato ieri, e continua ad esserci chi dice “no” e lo fa senza troppi giri di parole. Ma andiamo con ordine. Sul clima di paura che serpeggia tra le mamme e i papà è intervenuto il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino che ha espresso in maniera chiara il suo parere: “Nei giorni scorsi ho ricevuto una delegazione di genitori fortemente preoccupati per la possibile riapertura delle scuole – infanzia e primaria – prevista per la Regione Campania per il prossimo 24 novembre. Ho provveduto a contattare l’Assessore Lucia Fortini, competente in materia per la Regione Campania, a cui ho rappresentato le preoccupazioni dei genitori per l’annunciata imminente riapertura proprio in concomitanza con l’aumento dei contagi e l’assessore si è dichiarata, unitamente al governo regionale, attenta e sensibile alle istanze di chiusura che numerose stanno pervenendo. Comunque, entro la scadenza stabilita, ove mai non vi fosse alcun provvedimento da parte della Regione Campania, saremo pronti ad assumerci la responsabilità per una chiusura a garanzia della salute della nostra comunità”. Insomma, Ferrandino è chiaro e perentorio: se dovesse servire a tutelare la salute della collettività, potrebbero arrivare anche ordinanze sindacali a chiusura dei plessi, in maniera tale da lasciare le scuole chiuse. Più di un indizio, è ovvio.

Il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino ammette di essere pronto a firmare un’ordinanza che vieti il ritorno in classe. A Casamicciola i genitori lamentano le modalità degli screening, che non offrirebbero garanzie. Critica anche Daniela Scotti, presidente del consiglio d’istituto del Liceo Ischia

Le perplessità arrivano anche da Casamicciola dove un gruppo di genitori ha trasmesso una nota al Comune nella quale si legge che “a seguito di consultazioni effettuate in questi giorni con il gruppo classe, sono a comunicarvi che la totalità della classe stessa non si sottoporrà all’effettuazione dei tamponi antigenici e dunque allo screening volontario essendo le condizioni attuali poco chiare e cristalline e pertanto per nulla rassicuranti, vista anche l’attuale situazione epidemiologica regionale”.

Nel dettaglio i genitori del Plesso La Rita spiegano anche il perché della loro decisione: “I test previsti sono semplici test antigenici (quindi non molecolari) e pertanto non danno una certezza con una elevata percentuale di attendibilità. Riteniamo quindi, con tutto il rispetto, tale provvedimento inutile giacchè questi test servono a verificare la presenza di IGG e IGM la cui incubazione richiede anche più di dieci giorni. Paradossalmente si può essere positivi pur non avendo ancora IGG e IGM. Come è evidente in tal modo non si garantisce né la sicurezza e il controllo per i nostri bambini né per il personale scolastico. Bisognerebbe predisporre l’utilizzo di tamponi molecolari o tamponi salivari per essere sicuri almeno ogni cinque giorni, in quanto la soluzione proposta crea notevoli e inutili stress a bambini così piccoli”. La rappresentante ribadisce anche come sarebbe inammissibile un ritorno tra i banchi di scuola sul criterio di uno screening facoltativo che non farebbe altro che creare disparità e conflitti tra le famiglie interessate”. Insomma, anche qui si parla di differire l’inizio delle attività didattiche a dimostrazione che il filone è abbastanza consolidato. E, duole dirlo, le motivazioni addotte appaiono pure tutt’altro che peregrine.

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Sulla vicenda si è espressa anche Daniela Scotti, presidente del consiglio di istituto del Liceo Ischia. E anche le sue parole a Il Golfo sono abbastanza esplicative: “Certo, non mancano le polemiche legate al decreto per cui dal 24 novembre riprendono le attività in presenza della scuola dell’infanzia e delle prime classi della primaria che detta così appare una buona anzi ottima notizia. Un voler ristabilire un equilibrio in un momento di grandi incertezze. E sarebbe tale se a mio avviso il contesto si fosse adeguatamente preparato affinché ciò possa avvenire in totale sicurezza. Purtroppo lo scenario non si è modificato, il periodo estivo è servito ad organizzare un comparto scuola che ha dovuto rinascere e rielaborarsi un giorno sì e l’altro pure. L’idea che a ottobre ci sarebbe stato un ritorno di fiamma è stata sottovalutata e tra una rotella e uno screening su base volontaria si è pensato di gestire il problema. Male, molto male ma peggio ancora non avere il coraggio di ammettere di aver fallito e perseverare. Tutto ciò per non voler garantire sussidi certi e fattivi ai tanti, troppi cittadini in difficoltà. Sarebbe cosa buona e giusta rientrare tutti a scuola, sono convinta che sia un posto sicuro, ma gli attuali numeri e il propagarsi del virus consentono di rimettere in moto tutto il sistema? Quanto uno screening su base volontaria è sinonimo di sicurezza globale? Cosa si è fatto finora e cosa si sta facendo? Siamo certi che il sistema sanitario sia pronto a reagire? Quanto incide sulla bilancia dell’emergenza, il peso di un comparto così cospicuo come quello della scuola? Se ad ognuna di queste domande siamo riusciti a rispondere in modo soddisfacente beh allora Tutti a scuola! Altrimenti andiamoci cauti”. Insomma, l’impressione è che la riapertura della scuola, pure cronologicamente così vicina, sia in realtà davvero lontana.

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Un commento

  1. Ipocriti! Quando decisero di chiudere le scuole per così detto “ridurre il contagio” (ma a quanto pare a poco è servito) tante mamme scesero in piazza per far sentire la propria voce mentre altre si facevano intervistare per lo stesso motivo. Ora invece?
    Lasciate i bimbi FUORI dai vostri sporchi giochetti politici e fateli vivere la vita con il loro DIRITTO allo studio con interazione, integrazione e gioco!

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