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Affaire rifiuti, via al processo “unificato”

 

ISCHIA. Ieri mattina, dinanzi al collegio presieduto dal giudice Rescigno presso la quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, si è svolta la prima udienza dopo la riunione tra i due rami del processo sulle presunte tangenti negli appalti per la gestione dei rifiuti, sull’asse Forio-Lacco Ameno. A due anni e mezzo di distanza, si è finalmente avviato il dibattimento dopo una lunga serie di rallentamenti, il più rilevante dei quali si generò con lo stralcio della posizione del dottor Oscar Rumolo, per il quale un difetto di notifica provocò una surreale “navetta” tra Procura e Gip durata oltre un anno con ben cinque tentativi di richiesta di rinvio a giudizio, vista la reiterazione dell’errore da parte degli uffici della Procura. Da quel momento, il ramo “principale” del processo, pur iniziato, frenò nell’intento di aspettare che anche lo storico dirigente del comune di Lacco Ameno venisse rinviato a giudizio, cosa che poi è effettivamente avvenuta nell’ottobre scorso. Tuttavia le cose si complicarono proprio in corrispondenza dell’istanza di riunione dei due rami della vicenda. Alcuni mesi fa, proprio presso la quarta sezione penale del Tribunale di Napoli, era stata letta la disposizione del Presidente coordinatore circa la possibile riunione dei due rami processuali. Il Presidente aveva infatti stabilito che il fascicolo processuale del dottor Rumolo sarebbe dovuto finire proprio sul tavolo del dottor Rescigno. Quest’ultimo tuttavia aveva già rivestito il ruolo di giudice dell’udienza preliminare nelle fasi del travagliato rinvio a giudizio per  Rumolo, e dunque secondo alcune interpretazioni non avrebbe potuto presiedere il collegio chiamato a celebrare il processo “unificato”. Una possibile incompatibilità, dunque, e infatti una delle possibilità contemplate era quella di assegnare il processo al collegio b della prima sezione, presieduto dal dottor Pellecchia. Tuttavia ad aprile il fascicolo riunito fu assegnato al collegio della Quarta sezione presieduto dal dottor Rescigno.

Ieri mattina l’avvocato Lumeno Dell’Orfano ha riproposto come questione preliminare proprio la presunta incompatibilità del collegio a decidere, perché si era già pronunciato sulla legittimità del primo decreto relativo alle intercettazioni telefoniche. Tuttavia, dopo una breve camera di consiglio, i magistrati hanno rigettato tale questione, ritenendosi compatibili a decidere nel processo. Un’altra eccezione sollevata dall’avvocato Dell’Orfano è relativa alla mancanza di indizi di reato, brevemente illustrata dal  penalista che ha depositato una memoria. Su questo punto il collegio si è riservato la decisione, che verrà resa pubblica nel corso della prossima udienza. Le parti hanno poi chiesto l’ammissione dei rispettivi mezzi di prova, le liste dei testimoni da ascoltare e da controesaminare. A fine udienza il processo è stato aggiornato al 25 gennaio quando saranno ascoltati i primi testimoni della pubblica accusa.

Sono tredici gli imputati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della gestione rifiuti che oltre a Lacco Ameno e Forio coinvolge anche il Comune di Monte di Procida: oltre Rumolo, anche Salvatore Antifono, Vittorio Ciummo, Domenico De Siano, Vincenzo Di Maio, Carmine Gallo, Franco Iannuzzi, Restituta Irace, Antonio Mattera, Enzo Rando, Paolo Scotto Di Frega, Carlo Savoia, Vittoria Ciummo. La dottoressa Giulia Di Matteo, che prestò servizio in tutti e tre i comuni come segretaria comunale, è l’unica dei quattordici indagati originari ad essere stata prosciolta “per non aver commesso il fatto”. Domenico De Siano, Vittorio Ciummo e Salvatore Antifono, accusati dalla Procura di associazione per delinquere  finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti, sono stati liberati da tale addebito all’esito dell’udienza preliminare. I tre risponderanno quindi, insieme agli altri imputati, esclusivamente di vari episodi corruttivi e di turbativa d’asta: cosiddetti “reati-fine”, quindi senza alcun vincolo associativo come invece auspicava la Procura di Napoli. In aula ieri era presente il pm Sepe.

 

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