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Affidamento del porto di Lacco, concluse le testimonianze dell’accusa

ISCHIA. Si è conclusa ieri mattina la lista dei testimoni indicati dall’accusa nel processo per accertare le presunte irregolarità nella procedura che portò all’affidamento della gestione dell’approdo di Lacco Ameno nella stagione 2015. Gli imputati sono due: Giuseppe Perrella, il giovane imprenditore cui fa capo la società Marina di Capitello Scarl che si aggiudicò la gestione del servizio, e l’ingegner Gaetano Grasso, tecnico che ha prestato la propria apprezzata opera presso vari uffici tecnici isolani e protagonista anche dell’episodio contestato dalla Procura. Come si ricorderà, i due sono accusati di concorso di abuso d’ufficio per il rilascio della gestione del porto turistico senza la necessaria procedura ad evidenza pubblica.  Ieri mattina presso la prima sezione penale del Tribunale di Napoli, davanti al collegio B presieduto dal dottor Francesco Pellecchia, è stata ascoltata la dottoressa Mattera, funzionaria del Comune di Serrara Fontana. La teste, sollecitata dalle domande dal pubblico ministero, ha illustrato la procedura che l’ente seguì per l’aggiudicazione della gestione del porto turistico di Sant’Angelo. Verosimilmente, la strategia dell’accusa ha puntato ad evidenziare la correttezza di una procedura-tipo nell’affidamento del servizio, prendendo l’esempio di Serrara come riferimento, rispetto alle contestazioni mosse nei confronti degli imputati per il caso di Lacco Ameno: nella primavera del 2016, il sostituto procuratore Claudio Basso chiese e ottenne il rinvio a giudizio dei due imputati, protagonisti fra l’altro della contestata assegnazione della gestione portuale alla società di Perrella fino al 2020, a cui si arrivò mediante quel “project financing” proposto dallo stesso imprenditore. Le accuse del pubblico ministero in questo procedimento sono però riferite all’affidamento del porto per la stagione 2015: un affidamento avvenuto, secondo la pubblica accusa, senza il necessario procedimento a evidenza pubblica. Il reato che la Procura ha ipotizzato è quello di concorso in abuso d’ufficio, perché «Grasso, in qualità di responsabile dell’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Lacco Ameno nonché di esecutore materiale del reato,  in concorso con Giuseppe Perrella, in qualità di legale rappresentante della società Marina di Capitello Scarl e di istigatore del reato, nell’esercizio delle sue funzioni e abusando del suo ufficio pubblico, su istigazione del Perrella (che determinandolo concorreva nel reato) rilasciava in data 5 giugno 2015 l’autorizzazione ex art. 45 bis del Codice della Navigazione alla società Marina di Capitello alla gestione degli approdi e specchi acquei» del porto di Lacco Ameno senza l’esperimento di alcuna procedura di evidenza pubblica, procurando in tal modo intenzionalmente alla società di Perrella un ingiusto vantaggio patrimoniale con l’affidamento della struttura dal 5 giugno al 31 ottobre 2015. Le presunte anomalie che avvolgono l’ormai lunga vicenda degli affidamenti del porto lacchese, oltre ad aver attirato l’attenzione della magistratura, da lungo tempo sono motivo di una ricorrente polemica tra le forze politiche del paese del Fungo, con la minoranza che negli anni ha prodotto una lunga serie di interrogazioni nei confronti dell’amministrazione in carica per chiedere spiegazioni sui mancati pagamenti della società di Perrella circa i canoni dovuti nelle stagioni passate per la gestione del porto, oltre a varie altre questioni collegate. Adesso, terminato l’esame dei testimoni indicati dall’accusa, tra cui vennero ascoltati anche il Tenente di Vascello Alessio De Angelis, ex Comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Ischia, insieme all’ufficiale Agostino Piscopo, si procederà all’escussione dei testi della difesa, a partire dalla prossima udienza, fissata tra circa tre mesi. Per quell’occasione saranno ascoltati il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, e due consulenti tecnici, i professori Scotto e Rispoli, chiamati ad illustrare la sostanziale correttezza della procedura seguita dall’amministrazione e dagli uffici dell’ente di Piazza Santa Restituta, dunque a dimostrare l’estraneità di Perrella e Grasso alle accuse. Il processo dunque andrà in “letargo” per l’intero inverno: appuntamento al marzo prossimo per la ripresa del dibattimento

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