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Affidamento del porto di Lacco, processo al palo

Ieri mattina, presso la prima sezione del Tribunale di Napoli, dinanzi al collegio B presieduto dal giudice Pellecchia, è ripreso  il processo per l’affidamento del porto di Lacco Ameno. La vicenda riguarda la procedura  con cui venne assegnata la gestione dell’approdo turistico nella stagione 2015 all’imprenditore Giuseppe Perrella, imputato insieme all’ingegner Gaetano Grasso per abuso d’ufficio.

Davanti al Tribunale era in programma la deposizione di coloro che agendo nel loro ruolo di polizia giudiziaria ebbero una parte rilevante nelle indagini dirette dal pubblico ministero. Era stata fissata la testimonianza del Tenente di Vascello Alessio De Angelis, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia, e di Agostino Piscopo, anch’egli in servizio presso il Circomare di via Iasolino. In una delle precedenti udienze, per un difetto di notifica, il presidente Pellecchia aggiornò il processo, ma anche nella successiva arrivò un imprevisto: la dottoressa Daniele, componente del collegio giudicante, era assente per legittimo impedimento, circostanza che giocoforza indusse il presidente a rinviare per l’ennesima volta la testimonianza dei due ufficiali, fissata  per ieri mattina: anche stavolta entrambi i testi erano presenti, ma la deposizione non ha avuto luogo: il Tribunale ha preferito procedere all’acquisizione dell’informativa di reato redatta dagli ufficiali, ferma restando la necessità di procedere al controesame, che sarà condotto soltanto su uno dei due testimoni, visto che svolsero insieme le operazioni di indagine.

Il Comandante De Angelis, inizialmente chiamato a deporre, ha fatto presente che è in vista un suo prossimo trasferimento presso un altro Ufficio Circondariale marittimo, di fatto suggerendo al Tribunale di citare il collega Piscopo per sostenere il controesame, data la sua immediata reperibilità presso il Circomare ischitano. Il Presidente Pellecchia ha quindi aggiornato le parti, rappresentate dagli avvocati Fogliamanzillo e Luigi Tuccillo, al prossimo giugno.

Nella primavera del 2016, il sostituto procuratore Claudio Basso chiese e ottenne il rinvio a giudizio dei due imputati. Le accuse del pubblico ministero in questo procedimento sono riferite all’affidamento del porto per la stagione 2015: un affidamento avvenuto, secondo la pubblica accusa, senza il necessario procedimento a evidenza pubblica. Il reato che la Procura ha ipotizzato è quello di concorso in abuso d’ufficio, perché «Grasso, in qualità di responsabile dell’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Lacco Ameno nonché di esecutore materiale del reato,  in concorso con Giuseppe Perrella, in qualità di legale rappresentante della società Marina di Capitello Scarl e di istigatore del reato, nell’esercizio delle sue funzioni e abusando del suo ufficio pubblico, su istigazione del Perrella (che determinandolo concorreva nel reato) rilasciava in data 5 giugno 2015 l’autorizzazione ex art. 45 bis del Codice della Navigazione alla società Marina di Capitello alla gestione degli approdi e specchi acquei» del porto di Lacco Ameno senza l’esperimento di alcuna procedura di evidenza pubblica, procurando in tal modo intenzionalmente alla società di Perrella un ingiusto vantaggio patrimoniale con l’affidamento della struttura dal 5 giugno al 31 ottobre 2015.

Francesco Ferrandino

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