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Aggredisce l’ex compagno, lo salva un carabiniere: e lei finisce in manette

La singolare disavventura è occorsa alla 40enne Daria Mishchenko, residente a Forio e di nazionalità russa: ieri mattina convalidato l’arresto, il processo per direttissima slitta al 5 luglio

Non chiamatelo sesso debole, per carità. Che la donna non abbia nulla da invidiare all’uomo in tutti i campi, questa è cosa risaputa da tempo e soltanto gli stolti fingono di non vedere o capire. Ma l’episodio di cui ci apprestiamo a raccontare manifesta in maniera eloquente come ormai i maschietti debbano guardarsi dal gentil sesso anche quando si tratta di alzare le mani. Lo dimostra tale Daria Mishchenko, russa, classe 1979 residente a Forio che in un raptus di rabbia (o follia, fate un po’ voi, invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambierà) ha aggredito dapprima il compagno e poi anche un esponente delle forze dell’ordine che era intervenuto per strappare dalle grinfie della donna il malcapitato di turno.

E’ successo tutto nel pomeriggio di sabato quando un carabiniere libero dal servizio, che si trovava in casa a Forio, avvertiva il rumore della brusca frenata di un motociclo seguito immediatamente dalle urla di una donna. Allarmato, l’esponente dell’Arma si portava immediatamente all’esterno notando una giovane che inseguiva un uomo e – dopo averlo colpito in maniera violenta con il casco – iniziava ad aggredirlo fisicamente colpendolo con schiaffi e pugni ed arrivando a graffiarlo in più parti del corpo. La vittima cercava di fare il possibile per difendersi dalla “mazziata” che stava subendo e a un certo punto riusciva a mettersi in salvo entrando all’interno della sua proprietà riuscendo a chiudere il cancello. A quel punto il carabiniere si qualificava e cercava di calmare la quarantenne russa che però non ne voleva sapere di ridursi a più miti consigli e cominciava a inveire anche contro il tutore dell’ordine. Tutto questo prima di provare ad allontanarsi dal luogo del misfatto, non riuscendovi grazie all’intervento del carabiniere che sottraeva le chiavi d’accensione dal suo motociclo. Lo stesso militare si sarebbe poi recato all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno per farsi refertare. Poi ha chiesto l’intervento dei colleghi della Stazione di Forio e qui Daria Mishchenko dava nuovamente in escandescenze al punto tale che cercava a lungo di divincolarsi per non salire nell’auto dei carabinieri, prima che l’operazione venisse portata (con fatica) a compimento. Una volta sottoposta agli adempimenti di rito, veniva dichiarata in stato di arresto.

La russa è stata così posta in regime di arresti domiciliari in attesa della celebrazione del processo per direttissima che è stato celebrato ieri mattina dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Napoli. O meglio, è appena cominciato. Il magistrato ha infatti convalidato l’arresto poi senza disporre alcuna misura cautelare a carico della Mishchenko ha disposto che il processo slittasse al prossimo 5 luglio, per consentire i termini a difesa richiesti dal legale della donna.

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