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Aggredisce un uomo e gli sfonda un vetro di casa, procidano in manette

PROCIDA. Chiamatela pure domenica di ordinaria follia. E’ quella che si è vissuta a Procida e che è culminata con l’arresto di un 33enne di origine romana ma di fatto residente sull’isola di Arturo. Tutto ha avuto inizio intorno alle 14 quando i carabinieri della locale Stazione ricevevano la telefonata di un uomo che riferiva che una persona, identificata in Mirko Di Costanzo, pochi istanti prima visibilmente ubriaco aveva aggredito un soggetto di mezza età danneggiandogli un vetro di una finestra dell’abitazione e minacciando di morte lo stesso se non gli avesse consegnato dei soldi. Una segnalazione che ovviamente faceva accorrere nella zona teatro dei fatti, per l’esattezza via Cecco da Procida, i tutori dell’ordine i qual – giunti nella zona di Piazza Olmo – notavano l’uomo oggetto della segnalazione telefonica che si avviava verso la sua vicina abitazione. Il giovane veniva bloccato ed identificato e si presentava in stato di ebbrezza ed anche con una vistosa ferita. Davanti ai carabinieri cominciava ad inveire contro NSDV e il figlio asserendo che dovevano restituirgli dei soldi altrimenti li avrebbe ammazzati e fatto saltare in aria la casa, minacce che sarebbero proseguiti anche in caserma dove ovviamente veniva prontamente condotto. La vittima, dopo aver fatto tappa presso il locale presidio sanitario, raggiungeva la Caserma dei carabinieri e riconosceva nel Di Costanzo il suo aggressore.

Lo stesso NSDV raccontava poi ai militari che il Di Costanzo si era inizialmente portato all’esterno di casa sua e lo aveva invitato a uscire ripetutamente ma lui, preoccupato dallo stato di alterazione e dal nervosismo del suo interlocutore, aveva preferito rimanere barricato tra le mura domestiche. Fino a quando però il 33enne di origine capitolina aveva cominciato a prendere a calci il cancello d’ingresso prima di sfondare un doppio vetro di una camera a pugni. A quel punto NSDV anche per evitare guai peggiori – e confortato pure dal fatto che nel frattempo alcuni vicini fossero giunti a dargli man forte – ha deciso di affrontare il giovane che però chiedeva la restituzione di una somma di denaro pari a 600 euro che avrebbe prestato al figlio. Poi l’aggressione fisica col povero procidano raggiunto da diversi pugni. Una circostanza, questa, che sarebbe stata successivamente confermata anche da alcuni abitanti di via Cecco da Procida, che avevano assistito alla scena ed hanno confermato alle forze dell’ordine. Da qui a carico del violento sono state formulate le ipotes di reato di violenza privata, danneggiamento aggravato e lesioni personali che facevano scattare l’arresto di Mirko Di Costanzo, anche in virtù dei suoi precedenti specifici. Dell’accaduto veniva notiziato il sostituto procuratore di turno dott.ssa Giuliana Giuliano che disponeva il trasferimento del 33enne procidano presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima. Il rito è stato poi puntualmente celebrato nella mattinata di ieri dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Napoli, con Mirko Di Costanzo che si è visto condannare alla pena di un anno e sei mesi di reclusione. Ottenendo, in ogni caso, l’immediata remissione in libertà. Tutto questo, evidentemente, nella speranza che d’ora in avanti riesca a tenere a bada i suoi bollenti spiriti.

Gaetano Ferrandino

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