CRONACAPRIMO PIANO

«Aggredito con l’accetta, ho temuto il peggio»

La vicenda dell’incredibile lite familiare avvenuta Forio in un condominio della zona del Fortino si arricchisce di nuovi particolari. Arriva la denuncia querela alla Procura di G.P. che racconta la disavventura patita a seguito dell’aggressione del marito di una cugina. Un racconto drammatico che testimonia come la storia avrebbe potuto avere un epilogo tragico

La vicenda l’avevamo illustrata nell’edizione di lunedì del nostro giornale, quando ci eravamo soffermate su una violentissima lite titolando “Mazzolate familiari” proprio perché nel corso di questa contesa che poteva avere conseguenze ben peggiori era spuntata anche la mazzola, oggetto davvero pericoloso se utilizzato per offendere. Una vicenda che adesso è destinata ad avere un inevitabile strascico di natura giudiziaria soprattutto dopo una serie di denunce indirizzate alla Procura della Repubblica per il tramite della Stazione dei Carabinieri di Forio. Una di queste è stata presentata ai militari dell’Arma da G.P. – assistito dal suo legale di fiducia Michele Regine – che nella sua esposizione dei fatti ripercorre quanto accaduto a Forio nella zona del fortino. Il denunciante, classe 1994, ricorda innanzitutto di vivere in un complesso condominiale dove risiedono anche i suoi genitori con la sorella. Poi spiega che nelle adiacenze della sua abitazione risiede il nonno insieme alla nonna e in un’altra casa, che fa sempre parte del medesimo complesso condominiale, la cugina insieme al marito ed ai loro figli. E qui parte il racconto: “Questi ultimi, C.A. e L.G. da diversi anni serbano rancore sia nei confronti del C.G., nonno dell’esponente, che di tutti gli altri familiari che vivono nel detto condominio. Diversi sono stati gli episodi in cui sia la C.A. che il L.G. hanno apostrofato in malo modo ed offeso, finanche a minacciarlo, sia il vecchio C.G. che gli altri familiari compreso il sottoscritto. L.G. in particolare ha sempre avuto un atteggiamento aggressivo e particolarmente violento, sempre incline al litigio e soprattutto allo scontro fisico”.

Fin qui la premessa che lascia intendere come tra le parti ci fosse un clima ormai teso da tempo per atteggiamenti intimidatori che ovviamente secondo la denuncia (che, lo ripetiamo, è comunque un atto di parte) erano di natura unilaterale. E qui G.P. nella sua denuncia passa a esporre quanto accaduto: “Da ultimo e precisamente il giorno 2 giugno 2024, verso le ore 20,00 mentre il sottoscritto rientrava a casa portando con se delle pizze, giunto nei pressi del condominio, sentiva gridare L.G. e la moglie C.A. contro l’anziano nonno C.G.. Entrambi i coniugi, lo offendevano e nel contempo lo minacciavano dicendogli ‘…merdaiuolo devi morire ….. sei una chiavica e un pezzo di merda… devi fare una brutta fine….. prima o poi devi darci la casa…’. Addirittura, nella circostanza, L.G. lanciava un grosso e pesante vaso di terracotta contro l’anziano nonno C.G. che fortunatamente riusciva a scansare facendolo cadere a terra. All’episodio erano presenti la madre del sottoscritto e figlia dell’anziano C.G., la sig.ra C.M., la sorella dell’istante, P.A. e la moglie dell’istante G.C. A quel punto L.G. con in mano un’accetta, profferiva le seguenti parole: ‘merdaiuolo tu e queste puttane mi avete rotto il cazzo ….ora via apro la testa con questa…’ e nel contempo, brandendo con la mano destra l’accetta, si avventava contro il sottoscritto colpendolo ripetutamente alla testa con l’arma. Il

P.G., pur cercando di difendersi abbassando il capo nel tentativo di schivare i fendenti, veniva colpito alla testa dal L.G.”. Una testimonianza drammatica, quella di un’aggressione con l’accetta che avrebbe potuto avere conseguenze anche mortali, una versione dei fatti che laddove confermata denoterebbe davvero l’assoluta gravità dell’episodio raccontato da un testimone (e vittima)

La denuncia dell’uomo, classe 1994, prosegue così: “Contemporaneamente la C.A. si scagliava contro la sorella del sottoscritto, P.A., sferrando a quest’ultima un potente calcio al fianco ed apostrofandola con la frase ‘… puttana ti tolgo da mezzo una volta per tutte’. Solo l’intervento del padre dell’istante, il Sig. P.G. che sopraggiunto da casa e vedendo il figlio aggredito da L.G. con copiose macchie di sangue sia sugli abiti che a terra, riusciva a fermare il L., afferrandogli la mano con cui teneva l’accetta e spingendolo a terra. A quel punto sia L.G. che la moglie C.A. si fermavano e si allontanavano verso casa loro continuando nel contempo a minacciare i presenti. Subito dopo, sempre il padre del sottoscritto accompagnava i suoi due figli, P.G. e P.A., presso l’ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno. Giunto in pronto soccorso, all’esponente veniva accertata una ferita lacero contusa parietale destra con frattura composta avallata dell’osso parietale a destra con tumefazione dei tessuti molli, escoriazioni multiple alla spalla destra, con una prognosi di giorni venticinque oltre visita chirurgica, esami – strumentali e rimozione dopo 7-10 giorni dei punti di sutura, come si evince dal referto medico allegato”.

Poi la conclusione ovviamente su indicazione dell’avvocato Michele Regine: “Costituendo i fatti sopra esposti i reati di cui agli art. li 582, 583, 585 e 612 c.p. e-o quelli che emergeranno in corso di indagini, il sottoscritto P.G., nato a Lacco Ameno il (OMISSIS) e domiciliato in Forio, sporge formale querela nei confronti di L.G., chiedendo per il querelato la punizione a norma di legge e riservandosi sin da ora il diritto di costituirsi parte civile. In caso di richiesta di archiviazione, alla quale sin da ora ci si oppone, il sottoscritto chiede, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., di esserne informato. Il sottoscritto nomina quale difensore di fiducia l’Avv. Michele Regine del foro di Napoli, con studio in Forio”. Per la cronaca quella di cui vi abbiamo esposto i dettagli non è l’unica denuncia querela presentata per l’episodio che ha scosso non poco qualche tempo fa l’apparente tranquillità del Fortino. Capiremo dagli sviluppi e dalle successive indagini se questa brutta storia finirà in un’aula di tribunale.

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