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Aggressione in Piazzetta, l’accusa chiude il cerchio

ISCHIA. Sono passati diversi anni da un episodio accaduto nei pressi della discoteca New Valentino, che vide protagonisti alcuni giovani, poi accusati di lesioni.  La vittima, Doriano Manzi, riportò lesioni gravi che portarono al rinvio a giudizio di Raffaele Ungaro, Ferdinando Giglio e Ciro Giorgiano, imputati del reato previsto dagli articoli 61 n.1, 100, 582 e 585 del codice penale “perché, in concorso tra loro, cagionavano a Doriano Manzi – Raffaele Ungaro colpendolo con una testata al volto mentre Giglio e Giorgiano lo tenevano bloccato impedendogli ogni reazione – lesioni personali gravissimi consistite nell’avulsione degli incivili centrali superiori destro e sinistro, nonché rottura dell’osso nasale con sfregio permanente facciale con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone e per futili motivi”. Fu la Polizia a intervenire quella notte del 25 febbraio 2012. Vennero identificati sul posto diversi soggetti, e proprio Doriano Manzi spiegò ai due agenti di polizia di essere stato aggredito davanti all’ingresso della discoteca (che quella sera era chiusa), da un gruppo di cinque ragazzi, e fu uno di essi, Raffaele Ungaro, a infliggergli la testata. Il 118 prestò le prime cure al giovane che, coi vestiti sporchi di sangue, fu poi portato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. L’episodio fu l’epilogo di una serata che vide tutti i protagonisti trascorrere del tempo nel noto locale “Ecstasy”. Proprio le riprese delle telecamere della struttura gestita da Marcello Bondavalle furono acquisite dalla Polizia, e consentirono di accertare che, a seguito di un tafferuglio, Doriano Manzi fu improvvisamente colpito con una violenta testata da una delle persone che lo aveva raggiunto dopo una breve rincorsa.

Ieri mattina al banco dei testimoni è stato ascoltato il Sovrintendente della Polizia di Stato Maurizio Pinto, il quale procedette alla materiale acquisizione dei video realizzati dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, e alla redazione del verbale di individuazione fotografica con cui il Manzi identificò il suo presunto aggressore nella persona di Ungaro. La difesa di quest’ultimo, sostenuta dall’avvocato Massimo Stilla, ha posto una serie di domande al Sovrintendente Pinto, relative innanzitutto a quanto si è potuto evincere dai filmati e dirette a dimostrare che quella sera c’erano più persone intente a litigare. Un contesto nel quale la la presunta aggressione contro Manzi sarebbe stata solo una parte dell’evento. L’esponente della Polizia, pur rispondendo nel dettaglio ad alcuni interrogativi, non ha potuto essere esaustivo circa alcuni aspetti della vicenda, visto soprattutto il lungo periodo trascorso dai fatti. In ogni caso, dai filmati non sembrerebbe accertata la circostanza secondo cui gli altri soggetti bloccarono Manzi per favorire la violenta testata. L’avvocato Stilla ha anche mostrato una serie di foto al teste, il quale ha riconosciuto con certezza i luoghi teatro dell’episodio, anche se dopo tanti anni non era in grado di localizzare in modo esatto il punto dello scontro, cioè se esso avvenne presso l’ingresso del New Valentino o altrove. Le domande della difesa si sono poi indirizzate sull’identificazione del presunto aggressore, cercando di adombrare alcuni dubbi circa la certezza che gli elementi sottoposti all’attenzione del Manzi (fotografie, nomi, dati anagrafici) potessero convergere senza dubbi sulla persona di Ungaro. Dopo alcune domande degli altri due difensori, gli avvocati Ida De Maio e Nicola Nicolella, l’esame è terminato col giudice che ha fissato a gennaio la prossima udienza, cioè a quasi sette anni dall’episodio, quando saranno ascoltati alcuni testi della difesa.

FRANCESCO FERRANDINO

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