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Agibilità case popolari a Lacco, fissata la discussione del ricorso

LACCO AMENO

. Si discuterà la prossima settimana il ricorso del Comune di Lacco Ameno nell’ambito di una vicenda per taluni aspetti piuttosto paradossale. L’ente di Piazza Santa Restituta si è trovato a sostenere un singolare braccio di ferro con gli inquilini di palazzina Iacp (Istituto autonomo case popolari) di via Fundera. Alcuni lettori ricorderanno che dopo il sisma del 21 agosto 2017 l’edificio in questione fu esaminato da una squadra di rilevatori della Protezione Civile, che il 7 settembre eseguirono un sopralluogo, in seguito al quale lo stabile fu dichiarato inagibile. Tuttavia il successivo sopralluogo effettuato il 22 settembre ebbe esito opposto, con la palazzina che fu dichiarata agibile. Nel frattempo gli abitanti vennero ospitati in albergo come gli altri sfollati vittime del terremoto, ma in seguito al nuovo responso furono invitati dal Comune a fare ritorno agli appartamenti di via Fundera, non avendo più diritto alla sistemazione alberghiera o al contributo di autonoma sistemazione. Qui sorse la controversia: i timori generati dagli esiti contrastanti tra i due sopralluoghi indussero i residenti a impugnare dinanzi al Tribunale amministrativo della Campania l’ordinanza che li invitava a tornare in casa, compresa la relazione tecnica del 22 settembre, chiedendone l’annullamento previa sospensione. A sua volta la Protezione Civile si costituì in giudizio sostenendo l’inammissibilità del ricorso, in quanto esso, facendo riferimento a valutazioni tecniche non potrebbe essere sottoposto alla cognizione del giudice amministrativo, ma  sostenendo anche l’infondatezza nel merito e la legittimità dell’operato del Comune. Quest’ultimo si è successivamente costituito in giudizio sostenendo la validità dei sopralluoghi. Il Tar, dopo la riunione in camera di consiglio svoltasi lo scorso 11 gennaio, accolse l’istanza cautelare di sospensione dei provvedimenti impugnati, fissando per la trattazione del merito l’udienza del 6 giugno. Di fatto, dunque, fino a quel momento gli inquilini della Palazzina dovrebbero rimanere in albergo a spese dell’erario, ma il Comune di Lacco Ameno decise di interporre appello contro l’ordinanza di sospensione cautelare. Il motivo principale dell’appello, che potrebbe risultare decisivo per le sorti della controversia, è costituito dal fatto che i sopralluoghi in questione non furono due, bensì tre: nel ricorso  redatto dall’avvocato Irene Montuori, difensore dell’ente di Piazza Santa Restituta, viene infatti spiegato che il sopralluogo del 22 settembre non era il secondo, ma il terzo. Gli addetti ai rilievi erano già stati nella palazzina il 29 agosto, quando il controllo accertò l’agibilità, poi il 7 settembre un secondo sopralluogo dichiarò invece l’inagibilità. Ecco dunque che il sopralluogo “incriminato”, quello eseguito il 22 settembre, altro non era che l’operazione diretta a dirimere in via definitiva la discrasia emersa dai primi controlli, stabilendo l’agibilità dell’edificio. Operazione effettuata in ottemperanza della direttiva approvata dal Commissario delegato all’emergenza, quando si è in presenza di casi di “esiti multipli discordi sullo stesso edificio”. Il difensore del Comune ha depositato la documentazione relativa ai tre sopralluoghi, a partire dalle rispettive schede Aedes, chiedendo dunque di annullare o riformare l’ordinanza cautelare, disponendo il rigetto della domanda di sospensione inoltrata dagli inquilini dello stabile. Dopo alcune settimane di attesa, il Tribunale Amministrativo regionale ha stabilito per il prossimo giovedì 12 aprile l’udienza in cui sarà esaminato il ricorso del Comune contro il provvedimento cautelare.

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