CULTURA & SOCIETA'

Ai Giardini La Mortella di Forio riprendono gli incontri del progetto Kepos: Divina Centore a Ischia con “I segreti dei Giardini dell’Antico Egitto” tra storia, miti e natura

Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos così ha commentato la relazione dell’ egittologa Divina Centore: “Piante e fiori per raccontare il Giardino Egizio inserito nel contesto architettonico dei grandi templi e delle piramidi, ma anche nei contesti funerari. Nell’incontro di sabato alla Mortella, Divina Centore ci ha affascinati con un percorso divulgativo tra iconografia, evidenze archeologiche e archeobotaniche, per poi affrontare la problematica di una corretta divulgazione di questo patrimonio di conoscenze portandoci gli esempi straordinari del Museo Egizio di Torino. A lei va il mio ringraziamento, ma anche ai tanti che sfidando il caldo, sono stati presenti”.

L’archeologa ischitana di Lacco Ameno dott.ssa Mariangela Catuogno vola ancora alto, portando ai Giardini La Mortella di Forio un tema di particolare interesse e impatto culturale per la conoscenza di chi si sente attratto da storia, miti e natura. Ha collocato al centro di una conferenza di livello I Giardini dell’Antico Egitto, tenutasi in una location che meglio e più appropriata non poteva essere scelta, ovvero gli splendidi GiardinI La Mortella in quel di Zaro a Forio d’Ischia. Per la straordinaria occasione ha fatto arrivare da Torino l’ egittologa Divina Centore che dal 2018, lavora al Museo Egizio nel Dipartimento “Interpretazione, Accessibilità e Condivisione” dove si occupa di interpretazione museale e del coordinamento editoriale per le pubblicazioni divulgative e scientifiche.

Nel 2022 ha curato l’allestimento di “Cortile Aperto: Flora dell’antico Egitto” e nel 2024 “Giardini Egizi: l’orto e il giardino funerario”. Collabora alla Rivista Scientifica del Museo (RiME) e cura gli atti dei convegni. Una eccellenza quindi Divina Centore nel settore la cui presenza voluta, sta a dimostrare con quale scrupolo ed efficienza organizzativa e scelta sicura la nostra archeologa Mariangela Catuogno lavora e si impegna per la riuscita di ciascuna sua iniziativa di rilievo che porta a compimento. Quello di sabato scorso ai Giardini La Mortella è il nuovo appuntamento del Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio, ciclo di conferenze dedicato al patrimonio culturale italiano e internazionale, promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella a cura per l’appunto della dott.ssa Mariangela Catuogno. Nell’anno del Centenario della nascita di Lady Walton, per celebrare la sua straordinaria opera di creatrice dei Giardini La Mortella, il Progetto Kepos ha inserito nel proprio calendario una serie di incontri dedicati alla storia dei giardini e alla loro evoluzione nel tempo. Il primo appuntamento, che ha avuto luogo nella Sala Museo dei Giardini La Mortella, è stato dedicato al tema del giardino nell’antico Egitto relatrice la dott.ssa Egittologa Divina Centore. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto. Un esempio: Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta racconta l’Egittologa Divina Centore: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi della vita o Persea egiziani, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, la dott.ssa Divina Centore ha presentato il tema con una relazione dal titolo Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto.

L’incontro è stato moderato dalla dott.ssa Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos, la quale così ha commentato la relazione di Divina Centore:“Piante e fiori per raccontare il giardino Egizio inserito nel contesto architettonico dei grandi templi e delle piramidi, ma anche nei contesti funerari. Nell’incontro di sabato alla Mortella, Divina Centore ci ha affascinati con un percorso divulgativo tra iconografia, evidenze archeologiche e archeobotaniche, per poi affrontare la problematica di una corretta divulgazione di questo patrimonio di conoscenze portandoci gli esempi straordinari del Museo Egizio di Torino.A lei va il mio ringraziamento, ma anche ai tanti che sfidando il caldo, sono stati presenti”. Il libro della Egittologa Divina Centore: Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto (edito dal Mulino) esplora il profondo legame tra la civiltà egizia e i giardini, un aspetto spesso trascurato ma centrale nella vita quotidiana, religiosa e nelle pratiche funerarie dell’antico Egitto. Il libro segue le tracce lasciate dai giardini attraverso resti archeologici, fonti pittoriche e testi letterari, offrendo anche uno sguardo dettagliato sulle pratiche botaniche: dalle piante sacre usate nei templi alle varietà coltivate nei giardini delle residenze reali e private. Attraverso una combinazione di ricerca storica, archeologica e botanica, l’autrice accompagna il lettore in un viaggio che mostra come i giardini egizi non fossero soltanto spazi di bellezza, ma anche luoghi di profondo significato simbolico e spirituale. I giardini dell’antico Egitto erano spazi geometrici e recintati che univano una funzione pratica di coltivazione a un profondo valore simbolico e spirituale legato all’ordine del cosmo. Erano progettati con un rigoroso impianto simmetrico e lineare, spesso organizzati attorno a un elemento d’acqua centrale, come una pozza rettangolare o quadrata. Luoghi sacri e residenze private accoglievano incantevoli oasi verdi. Natura, mito e storia: un saggio indaga un aspetto in cui palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi solito … I giardini nell’antico Egitto erano presenti ovunque, nei templi, nelle abitazioni privati ed anche nel palazzo del Faraone. La civiltà dellantico Egitto fu una delle prime a sviluppare la cultura del giardino, grazie alle condizioni climatiche favorevoli.

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