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AL BUON PASTORE SI APRE LA STAGIONE DELLE PRIME COMUNIONI DON ANTONIO ANGIOLINI FRA CANDIDI GIGLI E 20 ABITINI ALLA MODA

DI  E ANTONIO LUBRANO

Foto di Giovan Giuseppe Lubrano

Se è vero come è vero che aprile, maggio e giugno sono i mesi “benedetti”  delle rose e dei gigli, va aggiunto che essi  sono anche e diremmo soprattutto, i mesi “santi” delle Prime Comunioni. Essi sono attraversati da diverse  forti ricorrenze religiose: San Giorgio al Testaccio, l’Ascensione, Santa Restituta  a Lacco Ameno, Sant’Antonio alla Mandra e  Perrone , San Vito a Forio e San Pietro a Porto d’Ischia dove il legame con le Prime Comunione ben organizzate  è primario e tradizionale nei programmi delle comunità parrocchiali d’appartenenza. Le famiglie preparano col parroco, un anno intero i loro ragazzi, affidandoli alle maestre catechiste  per essere poi pronti per ricevere per la prima volta l’ostia consacrata, ossia la Prima Comunione. Sono momenti di festa che rimangono nei ricordi dell’adolescenza per tutta la vita e ne segnano il principio della propria formazione spirituale, sapendo da quel giorno, con Prima Comunione e Cresima insieme, che oltre al padre ed alla madre, hanno da rispettare anche il padrino e la madrina. Don Antonio Angiolini nella sua rilanciata Parrocchia del Buon Pastore ancora una volta parte per primo e apre alla grande  la nuova stagione 2018 delle Prime Comunioni.sull’isola. Infatti  domenica scorsa 22 aprile in un atmosfera magica ricca di bellezza spirituale, di colori e felicità, 20  ragazzi e ragazze in abito bianco alla moda, si sono per la prima volta accostati all’altare per ricevere la loro Prima Comunione.  Certi simboli floreali con il loro candore naturale testè citati utilizzati come simboli dell’evento di festa, rispecchiano forme di fede e di tradizioni insostituibili in specifiche particolari occasioni e ricorrenze, osservate dalle nostre genti. Ai primi fiori primaverili di aprile, alle rose del mese di maggio alle porte, si sono ispirati autori di celebri canzoni popolari e i devoti di Santa Rita da Cascia. Il mese di giugno invece più specifico, è tutto dedicato ai gigli di Sant’Antonio ed alle Prime Comunioni, le quali, del simbolo floreale ultimo, ne fanno l’elemento centrale coreografico e profumato del rito anche a fine  aprile e  maggio, come è successo al Buon  Pastore.Alle Prime Comunioni primeggia sempre il giglio attaccato alla bianca candela decorata che è parte essenziale insieme alla coccarda di raso col modello di Croce nell’abbigliamento di ogni singolo festeggiato.. Il mese poi, benedetto dal Signore, si riempie con la celebrazione del rito di altre Prime Comunioni che hanno luogo nelle chiese delle diverse  altre parrocchie sparse per l’isola, specie nella domenica della festività del Corpus Domini. Quindi si continua. Per questo c’è fermento, ed una piacevole agitazione nelle famiglie di Sant’Antonio di Ischia e Casamicciola e di San Vito a Forio ed inoltre in quelle delle altre parrocchie isolane che in casa hanno il figlioletto e la figlioletta  da condurre al Sacramento della loro Prima Comunione. Ci si prepara alla festa con tanta gioia, sapendo di far felice il proprio figlio o la propria figlia, avviata alla prima investitura della sua vita, nella completezza spirituale della propria religione. Un primo traguardo di vita, atteso da tutti i ragazzi e le ragazze ai primi passi del loro indirizzo formativo, in famiglia, a scuola, nella società cristiana che li accoglie. Il rito delle Prime Comunioni col suo alto significato religioso e sociale  entra nelle famiglie interessate come una ventata di freschezza, il desiderio di fare le cose per bene, lo stimolo ad organizzare per il proprio bambino o bambina in età fra gli otto e i dieci anni la festa più bella, la prima della loro adolescenza, che possa essere ricordata per sempre. Per tutto questo, a differenza dei tempi dei propri genitori e nonni, non si bada a spese. Mentre nei decenni passati, dopo la cerimonia in chiesa col Vescovo o soltanto col parroco della propria parrocchia, la festa che ne seguiva si riduceva ad un semplice pranzo speciale in famiglia a cui vi partecipava il Compare o la Commara (Padrino o Madrina) quali soli ospiti d’onore presenti alla tavola. Oggi tutto è pensato alla grande. Si comincia a scegliere il Compare e la Commara fra le persone più influenti e conosciute del paese. Negli anni ‘50 e ‘60  le famiglie più agiate invitavano il sindaco e la moglie del sindaco, l’assessore più in vista  o addirittura il maestro o la maestra della propria scuola elementare a fare da Padrino o Madrina con tanto di soddisfazione della famiglia stessa che riteneva di aver portato in porto un’operazione dai possibili vantaggi futuri. Il vecchio sindaco Vincenzo Telese, scomparso nel maggio del 1970 esattamente 47 anni fa, diceva di essere stato padrino, in tutta la sua carriera di sindaco di oltre 300 “comparielli”. E quando lo diceva, affermava che…non era ancora finita. Oggi, che la società ischitana si è evoluta e le famiglie locali ritengono di essere più di un gradino più su a livello sociale e culturale  rispetto a quelle del passato, “pescano” il Compare o la Commara per la Cresima e Prima Comunione dei propri ragazzi,  fra amici cari e parenti vicini, evitando di scegliere in alte sfere. Alla pratica-Madrina-Padrino si aggiungono quelle del’abito e degli accessori, del ricevimento a base di coktail e pranzo allargato, del servizio fotografico e degli invitati, proprio come uno sposalizio. A tutto  questo  pensano in famiglia, la mamma, la zia, la sorella e l’amica più vicina. Si contatta la sarta per il vestito originale o il negozio per i preconfezionati fra i più costosi, si scegli il ristorante di prestigio  o l’albergo più importante per la festa a cui vi partecipano in media non meno di cento persone se la famiglia è di medio-alte possibilità finanziarie. Le famiglie invece,  al di sotto della media in fatto di capacità economiche, se la cavano con un soddisfacente pranzo in un ristorante classificato tra la prima e la seconda fascia. In passato il Padrino e la  madrina  per Cresima e Prima Comunione regalavano al proprio “figlioccio” o “figlioccia” il classico orologio d’oro (?) e la comune collanina con crocifisso e medaglietta d’oro (?) a più carati. Oggi  Questa forma di tradizione resiste solo in parte, perché i regali delle moderne madrine e padrini consistono in cospicue somme di denaro in busta chiusa. Altri addirittura regalano biglietti prepagati per mini crociere per ragazzi, accompagnati (a pagamento) da genitori o amici fidati che se ne assumano la responsabilità. Insomma una Prima Comunione di oggi, non è roba da poco. Siamo quasi ai livelli di uno sposalizio. Il riferimento non è casuale, se si considera che alcune mamme, e non sono poche,  nel vedere la propria figlia bambina indossare l’abito da prima comunione con tanto di merletti, velette, guanti, strascico e quant’altro arricchisce il vestito così sofisticatamente realizzato, pensino al futuro… abito da sposa. Quindi è naturale che  la bambina si gode la sua prima festa in abito bianco e lascia alla madre, per ora, sognare…l’avvenire.

 

             antoniolubrano1941@gmail.com

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