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Al Rizzoli e a Villa Joseph le celebrazioni per la giornata dell’ammalato

Diversi gli appuntamenti organizzati dalla Diocesi di Ischia; a prendervi parte diverse realtà associative dell’isola come quella dei Volontari Ospedalieri con doni per tutti gli ammalati

Anche a Ischia, come nelle altre realtà ecclesiastiche d’Italia, lo scorso 11 febbraio è stata celebrata la giornata del malato. Quest’appuntamento è stato istituito da papa Wojtyla che, l’ anno successivo alla pubblicazione dell’enciclica Salvifici doloris, firmata l’11 febbraio del 1984, memoria della Madonna di Lourdes, aveva istituito il Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari, per poi scegliere sempre quella data per la celebrazione della Giornata del malato.

Un programma intenso quello organizzato dalla Diocesi di Ischia e dall’Ufficio Diocesano pastorale della Salute che ha visto la celebrazione di diverse messe già a partire dallo scorso 8 febbraio nella parrocchia di Santa Maria della Mercede di Fontana con la partecipazione dell’Associazione disabili Isola d’Ischia e la croce Rosa. Dopo le celebrazioni a Lacco Ameno, nella Basilica di Santa Restituta e a Ischia nella chiesa di an Ciro Martire, martedì scorso diversi sono stati gli appuntamenti. Al mattino a Villa Joseph, Don Orione e poi, in contemporanea presso la Basilica di Santa Maria di Loreto e nella cappella restaurata solo qualche anno fa dell’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno. Entrambi due momenti davvero molto sentiti che hanno visto la partecipazione dei membri dell’Associazione volontari ospedalieri – AVO – e dell’Unitalsi. Grande è stato l’impegno dei volontari che hanno fatto del conforto all’ammalato la propria missione.

Per l’occasione hanno poi distribuito a tutti gli ammalati dei vari reparti dei pensierini realizzati a mano: dei cuori con su incisa una frase. La giornata dell’ammalato, per loro, continua: nei prossimi giorni si recheranno, infatti, anche a Villa Joseph e a Villa Mercede per offrire conforto e sorrisi “Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza”. Questa parte del messaggio di Papa Francesco

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