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CRONACAPRIMO PIANO

Al Rizzoli intervento d’urgenza su un sospetto caso di Covid-19

I medici dell’ospedale lacchese costretti a un intervento d’urgenza reso ancora più difficoltoso dalla sospetta positività al coronavirus del paziente, che era in attesa dell’esito del tampone.

Le emergenze non mancano mai e quando si tratta dell’unico e piccolo ospedale della nostra isola, bisogna avere i nervi saldi e agire in fretta. Salvare la vita del paziente che rischia la morte è sempre la priorità e quando spirano venti di guerra come il Covid 19, le cose si complicano ancora di più quando poi si è costretti ad intervenire chirurgicamente con la massima urgenza e in condizioni di sicurezza certo non ottimali e con l’inevitabile pizzico di apprensione. Soprattutto per non mettere a repentaglio la vita degli altri degenti, del personale sanitario e della buona reputazione dell’ospedale, che in questo momento difficile si è dimostrato efficiente, con un reparto dedicato, e persino con un’area di test rapidi adibita fuori al nosocomio.

La cronaca di quanto successo all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno è abbastanza semplice e nel contempo drammatico. C’era di fatto un paziente che versava in condizioni tali da rischiare di morire se non si fosse intervenuto in tempo (o meglio in fretta), ma che nel contempo presentava i sintomi da Covid 19 in maniera chiara, alla TAC presentava persino addensamenti polmonari riferibili al virus e febbre. Al paziente in questione, un professionista ischitano, è stato anche praticato il tampone (pare domenica scorsa) ma fino ad ieri non erano ancora arrivati i risultati. Insomma, un caso a rischio a tutti gli effetti ma secondo alcune indiscrezioni trapelate non è stato possibile il trasferimento in terraferma e l’intervento chirurgico era davvero urgentissimo. Il paziente infatti aveva sviluppato la malattia di Fournier della gamba, che è una malattia di rapida evoluzione, potenzialmente fatale le poiché sviluppa una grave forma di fascite necrotizzante e qualsiasi ritardo ne può aumentare drasticamente la mortalità. I chirurghi di turno Mimmo Loffredo e Marco Campione, dopo un breve consulto, hanno deciso di intervenire tempestivamente per evitare il peggio, sono stati coadiuvati anche dal dott Michele Caruso e dall’esperienza di Del Franco. Senza perdere tempo hanno proceduto a sanificare una piccola sala operatoria per lasciare libero il complesso operatorio del nosocomio lacchese, rispettando tutte le dovute cautele e le procedure che richiede la normativa in questi casi, fino all’elaborata vestizione prima dell’intervento chirurgico.

Il paziente dopo l’intervento è stato sistemato in contumacia in un’apposita stanza ed è stata effettuata una ulteriore bonifica della sala operatoria dove sono intervenuti d’urgenza. Alla fine pare che l’intervento sia riuscito e il decorso post operatorio dirà se per il paziente tutti i rischi sono stati esclusi. Insomma, appare chiaro che il ringraziamento è dovuto per i nostri angeli con il camice bianco che non si sono persi d’animo – nonostante una situazione di evidente ed oggettiva difficoltà, che magari in altri contesti sarebbe stata insormontabile – ed hanno agito nell’immediato per cercare di salvare la vita al paziente, e nello stesso momento di non mettere in pericolo quella degli altri degenti. Il lavoro di squadra si è rivelato una volta di più fondamentale per fronteggiare emergenze improvvise, quando non c’è il tempo per un eventuale trasferimento in terraferma e quando in ballo c’è la sicurezza e la fedeltà al giuramento d’Ippocrate. Un motivo in più per essere fieri del nostro ospedale e – soprattutto – dei professionisti che vi prestano servizio.

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