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AL TESTACCIO E A MAR DEL PLATA TUTTI “PAZZI” DI FEDE PER IL CARO SAN GIORGIO

DI ANTONIO LUBRANO

Oggi  Testaccio  e Barano tutta, sono  in filo diretto con Mar del  Plata in Argentina, per via di quel  Santo protettore comune  che risponde al nome del loro “caro” San Giorgio, martire e  soldato di Cristo. Il 23  aprile, ossia oggi, è  un  giorno importante  ed atteso per i testaccesi , i baranesi. I buonopanesi e i fiaianesi di Ischia e di Mar del Plata  e di ovunque altro paese del mondo essi si trovIno  emigrati. E’ un  giorno di festa piena e sentita, dove  si rinnovano  antica fede e vecchie tradizioni, rinvigorite per altro, dalla partecipazione entusiasta  delle nuove generazioni (quella attuale è la terza) che portano rispetto  e devozione al Santo  della propria terra consacrata,  al pari, se non di più, dei propri padri e dei propri nonni  che proprio a Mar del Plata,ottantantre anni fa, al tempo della loro emigrazione per una “vita migliore”, accesero la fiaccola della fede e dell’amore verso  l’amato Santo giovin guerriero, affinchè li proteggesse  da tutti i pericoli. per mare e per terra, nelle battaglie quotidiane  della loro non facile esistenza. Per tutto questo,  Don Carlo Busiello, parroco attuale dell’antica parrocchia  di Testaccio dedicata a San Giorgio Martire, arrivò in questo giorno di tre anni fa di buon ora, all’aereoporto di Mar del Plata ove fu accolto da don Miguel Cacciutto a cui restituì la visita che lo stesso don Miguel  gli fece nel settembre dell’anno precedente,   in occasione del viaggio dall’Argentina a Roma  per incontrare Papa Francesco, suo professore  fra i gesuiti a Buenos Aires. Il Parroco Don Carlo  Busiello da Parroco al Testaccio,portava con sé una teca in cui era  custodita la sacra reliquia di San Giorgio  per lasciarla in ostensione nella chiesa  degli emigranti della Sagrada Familia nella zona del porto di Mar del Plata, per tutto il tempo dei festeggiamenti  in programma che si chiusero  la domenica  avanti 26 di aprile con il secondo pontificale presieduto proprio da Don Miguel  Cacciutto di origini baranesi e delegato episcopale per gli emigranti, oltre che padre spirituale e reggente della 26° parrocchia della Diocesi di Ischia a Mar del Plata istituita nel 2006 dal compianto Vescovo Strofaldi. La Sacra Reliqua legò ancor di più le due comunità dei testaccesi e dei marplatensi,  in una sorta fra loro, di gemellaggio spirituale in nome del  comune Santo Patrono, San Giorgio Martire.  Don Miguel,  per la particolare occasione,  pronunciò la sua omelia nella lingua dei padri e dei nonni, ossia nel dialetto  testaccese, come è solito fare quando sente il bisogno di immergersi  nelle usanze e tradizioni paesane. La grande processione con la statua del Santo guerriero uscirà oggi pomeriggio dalla chiesa della Sagrada Familia, percorrerà le strade principali di Mar del Plata e si porterà fino al porto dove avverrà la cerimonia della piaggia di fiori, gettati  in mare per ricordare ed omaggiare i tanti pescatori , padri, fratelli, zii ed amici morti per naufragio delle loro barche da pesca, le classiche “cianciole” di color arancione. Lo spettacolo dei fuochi pirotecnci  illuminerà a sera il cielo di Mar del Plata,  sotto il quale gioiranno e si commuoveranno migliaia di fedeli al grido di Viva San Giorgio, cantando l’inno del Santo, destando l’impressione di ascoltare un inno di guerra.  Anche la Processione  del San Giorgio  del Testaccio avrà luogo nel pomeriggio di oggi e si porterà fino alla nuova piazza del Testaccio che porta il nome, non per caso, proprio di Mar del  Plata per intuizione di chi scrive, che propose e sostenne l’iniziativa di intestazione,  avviata con atti amministrativi dal sindaco Giosi Gaudiosi prima e concretizzata nel 2009 dal sindaco Paolino Buono dopo.  San Giorgio sarà portato nuovamente in processione  il  2 maggio per i festeggiamenti esterni dell’anno  e raggiungerà il piazzale e i giardini dei Maront, dove  sarà celebrata la messa  seguita da uno spettacolo musicale e molta gastronomia locale per il pubblico presente.  Nell’iconografia, San Giorgio spesso compare con l’epiteto “O Τροπαιοφόρος” (il vittorioso). Ora un pò di storia  e un pizzico di leggenda del santo guerriero. Nel  Medioevo la lotta di San Giorgio contro il drago diviene il simbolo della lotta del bene contro il male e per questo il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali. La leggenda del soldato vincitore del drago contribuì al diffondersi del suo culto che divenne popolarissimo in Occidente ed in tutto l’Oriente bizantino, ove è per eccellenza il «grande martire» e il «trionfatore». Rapidamente egli divenne un santo tra i più venerati in ogni parte del mondo cristiano. Vari Ordini cavallereschi portano oggi il suo nome e i suoi simboli: l’Ordine della Giarrettiera, l’Ordine Teutonico, l’Ordine Militare di Calatrava; il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e molti altri. Secondo vari studiosi, San Giorgio e San Michele sono eredi dell’immagine dell’eroe radioso che uccide un drago, parte della fase solare del mito della creazione il cui archetipo fu il dio babilonese Marduk[3]. Grande venerazione riscosse il sepolcro del martire; le sue reliquie furono trasferite, probabilmente durante l’invasione persiana all’inizio del sec. VII o, poco dopo, all’arrivo dei musulmani in Palestina. A Roma, Belisario (ca. 527) affidò alla protezione del santo la porta di san Sebastiano e la chiesa del Velabro, dove venne poi trasferito il cranio di san Giorgio, trovato in Cappadocia da papa Zaccaria (744752). Il nome di san Giorgio era invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe[4]. Dal 1996, dietro autorizzazione ecclesiastica, san Giorgio è il santo protettore delle “Guardie Particolari Giurate” In Italia il culto per san Giorgio è assai diffuso e le città e i comuni di cui è patrono sono più di cento, di cui uno capoluogo di regione (Campobasso), e tre capoluoghi di provincia (Ferrara, Ragusa e Reggio Calabria), inoltre si contano ben ventuno comuni che portano il suo nome.

                                                                                                                              antoniolubrano1941@gmail.com

 

 

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