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Al Torrione ricordo di Vito Mattera, in suo nome una Biblioteca pubblica

Gianluca Castagna | Forio – Avevamo perduto Vito Mattera, il Capitano, prima ancora di ricevere la notizia della sua morte: da qualche anno la sua libreria nel centro storico di Forio aveva chiuso i battenti.
E anche se l’amico Franco Iacono, in occasione delle iniziative culturali ospitate in quella che fu l’ultima sede della libreria, nel vicolo di San Gaetano, si riferisce sempre alle “Le Cantine Pietratorcia nell’antica Libreria Mattera”, ogni persona di cultura conosce bene l’amarezza che affiora quando scompare un luogo sacro del sapere.

Tutti noi sappiamo, e i foriani più degli altri, quanto sia eccitante toccare certi volumi, poterli annusare, girare tra le scaffalature di una libreria. Viaggi nell’immaginazione e percorsi preferenziali di ricerca nei quali Vito Mattera, esattamente come un capitano che va per mare, sapeva scegliere e consigliare la rotta.
E tutti noi sappiamo, e i foriani più degli altri, che molti lettori si sono fatti una cultura anche non comprandoli, quei libri, ma guardandoli e sfogliandoli di soppiatto, se non altro per rendersi conto che esistevano certe storie, certi autori e certi libri.
A Vito Mattera non dispiaceva e, anche dopo un cataclisma naturale come la crisi dell’editoria che pure aveva cambiato profondamente la sua vita, manteneva la mitezza dei modi, la sua riconosciuta affabilità, continuando a prendersi cura di quel patrimonio librario che ora giace nella sua cantina, un organismo narrativo vivente (anche se non più a disposizione di tutti) ancora in grado, con le sue storie infinite, di comunicare idee e passioni, di raccontarci, nei classici come nelle opere contemporanee, cosa significa vivere in questo nostro mondo così bello e terribile, così ricco di angosce e così pieno di speranze.

A un anno dalla sua scomparsa, la figura di Vito Mattera, insieme al ruolo di magnete culturale che ebbe la sua libreria nella vita sociale del paese (e non solo), sono stati ricordati in una serata omaggio al Torrione di Forio. Un appuntamento voluto dalla moglie Brigida e dai figli Francesco e Lucia, dall’associazione Radici e da Inarimes Liber, altra realtà dell’associazionismo locale che porta avanti da tempo una battaglia precisa: restituire alla comunità l’intero patrimonio librario del Capitano. Una biblioteca pubblica intitolata alla sua memoria che, con adamantina coerenza, permetta a quei libri di dimostrarci, negli anni della voragine in cui è precipitata la lettura, quanto ancora sia forte l’intelligenza se accompagnata dall’entusiasmo e dalla curiosità, quanto un libro possa aiutare nella ricerca della verità e nel senso profondo delle vicende umane, quanto sia ancora presente, perfino nelle nuove generazioni, la voglia di scoprire quello che gli altri non ti vogliono dire. Biblioteca pubblica: progetto ardito, costoso (?) e appassionante.
«Entrare in quelle stanze è commuovente» rivela Pierpaolo Aiello, presidente dell’associazione Inarimes Liber. «Migliaia di volumi attorno ai quali si respira ancora un amore sterminato per la conoscenza. In questo progetto ho coinvolto altri giovani foriani come Pierpaolo Mandl, Ida Matarese, naturalmente la famiglia Mattera alla quale ho chiesto di concederci in usufrutto tutti i volumi della ex libreria. L’idea della biblioteca pubblica, non comunale, è andata avanti, così come la attività messe in campo per far crescere l’associazione e raccogliere, attraverso la sottoscrizione di una tessera annuale, i fondi necessari per prendere in affitto locali che possano ospitare i libri di Vito Mattera. Qualcosa che riproponga un luogo di arte e condivisione, per amici disposti ad emozionarsi, a vivere l’energia che sprigiona una biblioteca. Perché attorno a questo polo culturale vorremmo poter affiancare attività di ludoteca, di studio e apprendimento della musica, un doposcuola che aiuti i bambini che non possono permetterselo. Unire insomma curiosità, conoscenza e solidarietà, come in fondo faceva anche il Capitano in quella che non è stata solo una libreria, ma un crocevia di amicizie, talenti, interessi e confronti».

Mattera aprì la storica libreria foriana attorno alla metà degli anni ’60, calamitando l’attenzione non solo dei residenti ma di tutti coloro che per un motivo o l’altro, passavano per la città turrita. Uomo di mare, quindi di avventura e sfide continue, il Capitano decise presto di allargare i locali, per consentire un impiego più duttile e diversificato e per aprirsi al mondo delle mostre d’arte, delle conferenze, degli incontri con le personalità della cultura e della vita politica. La prima fu una personale del pittore Gino Coppa, alla quale seguirono quelle di Bargheer, Pagliacci, Guttuso. Frequenti diventano gli incontri culturali con Moravia, De Libero, Maringola. Libri ma anche tutto il resto. L’amicizia, la grazia di incontrare altre vite, idee, destini. E la fortuna di goderne. Perché questo arriva, alla fine, grazie alla determinazione di chi mescola l’amore per la lettura con la passione per il mare.
«Una volta glielo chiesi esplicitamente» ricorda Francesco Del Deo, al Torrione nella duplice veste di amico e sindaco di Forio. «Da dove è venuta questa passione per il libri? Mi disse: in cabina, o sul ponte di comando, le uniche cose che mi tenevano compagnia erano i libri e il cielo. E infatti posso dire che Vito Mattera mi è stato amico e, per certe cose, maestro. Mi insegnò a conoscere le stelle e l’uso del sestante, ad esempio, perché avevamo entrambi una barca a vela e i suoi interessi spaziavano a 360°. Vito – continua Del Deo – era una persona molto avvolgente, affabile, un carattere mite e al tempo stesso dotato di autorevolezza e personalità. Figlio di due tradizioni forti: quella marinara e quella contadina. Ebbe molto coraggio ad aprire una libreria a Forio, in quegli anni. E fu molto bravo a trasformarla in un certo culturale. Non era solo commercio: mio fratello Pietro, un divoratore di libri, passava intere serate in libreria».

Progetto biblioteca? «Stiamo valutando due immobili, l’impegno dell’amministrazione c’è, contiamo di poterla inaugurare già il prossimo anno». Solo parole di un copione già sentito troppe volte? «Sono mesi che lo dite, ma siamo ancora qui a parlarne» obietta Domenico Savio, mai reticente anche in merito alle contraddizioni o ai punti poco chiari del progetto. «Non vedo come il Comune di Forio possa sostenere un’iniziativa non comunale ma solo pubblica. La mia idea è invece quella di ripartire dalla biblioteca comunale e rivitalizzare tutti i poli del sapere che esistono sul territorio foriano. Penso al Centro Studi d’Ambra, alla biblioteca del Centro Studi e d’Azione del Marxismo-Leninismo e chiaramente al recupero del patrimonio librario integrale di Vito Mattera».
Per Franco Iacono «Vito Mattera ha tracciato un solco che tiene vivo l’interesse per la bellezza. Un uomo incantevole che ha arricchito quanti lo hanno conosciuto ed hanno avuto il privilegio di essergli amici. Nella sua libreria regnava la gioia di discutere, di confrontarsi, di stare assieme. Al tempo delle iniziative per Luchino Visconti, pensate da Maurizio Scaparro, la Libreria Mattera era un “luogo” obbligato. Un polo di confronto politico, culturale, artistico. Bertinotti, Prodi, Martelli, Suso Cecchi d’Amico e Giancarlo Menotti. Quell’atmosfera si chiamava Vito Mattera. L’idea della biblioteca – continua Iacono – è coerente con la persona, soprattutto se non ci si limita alla conservazione del libri ma si lavori per farla diventare un centro vitale, che stimoli i ragazzi alla lettura che se oggi vivono in un contesto sociale dove i parametri sono profondamente cambiati. Se nella frenesia di questi giorni riusciamo a trovare gli spazi giusti, vorrei che ognuno posasse una pietra donando un libro. Così come mi piacerebbe affidare la memoria di Vito Mattera a momenti di positività».

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Il Capitano è stato ricordato da molti concittadini presenti al Torrione venerdì sera. Clementina Petroni, sorella del celebre Peperone, lo ha descritto in una sua poesia come «un folletto giocoso nel suo giardino di carta». Un giardino fatto da centinaia di libri, tappeti, sedie di vimini, fiori di campo al centro del tavolino e, nell’aria, le immancabili romanze di Puccini, Verdi, Rossini. «Era il periodo in cui Forio viveva il suo massimo splendore. Luogo di incontri e confronti, entravi in libreria e ti dimenticavi il motivo per il quale eri lì. Un grembo accogliente per persone semplici o artisti, in cerca di calore umano e di amicizia». Si arrende alla commozione l’attrice Lucianna De Falco, la quale ricorda che quando era una ragazzina «Vito Mattera è stato l’unico tramite tra me e la cultura. Poi sono accadute molte cose nella mia vita. Altri incontri. Lui mi ha sostenuta fin dall’inizio in questo sogno di voler fare l’attrice e ha continuato a farlo anche dopo». Ancora Savio: «Era un comunista, un progressista. Se a Forio il dibattito politico fu molto vivo, lo si deve anche al contributo che ha dato Vito Mattera alla vita culturale del paese».

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Ricordi più privati sono quelli di Francesco, primogenito di Vito Mattera.
Quanti libri ha lasciato tuo padre?
Non saprei quantificarli. In cantina c’è una sala piena di volumi. Vecchie scaffalature che aveva nella sua storica libreria, anche qualche pezzo raro. Migliaia di libri, credo.
Che lettore era?
Aveva una passione per i classici, ma ero molto aggiornato su tutte le nuove uscite, perché, da librario, sentiva di dover dare consigli anche sulla letteratura contemporanea. Ma non aveva autori o generi preferiti. Non che io ricordi.
Come ha vissuto la crisi dell’editoria e delle librerie?
Quando alla fine della terza media, dovetti scegliere la scuola superiore gli dissi: un giorno vorrei aiutarti in libreria. Mi sconsigliò. Il commercio non era più quello di una volta. La crisi l’aveva vissuta, e aggirata, potenziando il settore cartoleria. Senza mai tralasciare la lunga tradizione di spazio d’arte che volle dare alla sua libreria. Anche nella fase finale, nei locali di Pietratorcia, organizzava molte mostre insieme al suo amico e artista Gino Coppa.
Ti ha mai consigliato un libro da leggere?
In realtà, riguardo alle nostre letture, è sempre stato molto discreto. Mi ha lasciato libero: non diceva mai “devi leggere questo”. Una cosa che ci univa erano i romanzi salgariani, l’epopea avventurosa in paesaggi esotici, era una lettura che ci appassionava. Adorava la musica classica, l’opera lirica, l’amava ed era molto ferrato. La sto riscoprendo adesso, perché anche lì non ci ha mai condizionato.
Cosa ti ha insegnato?
L’amore per la famiglia anzitutto. Avere chiaro un obiettivo e adoperarsi per raggiungerlo senza mai ledere gli altri. Una delle sue doti migliori era la lungimiranza, non guardare al risultato a breve termine ma proiettarsi nel futuro.
Cosa ti auguri che venga fuori da questo progetto di biblioteca pubblica intitolata a Vito Mattera?
Ci lamentiamo che i giovani hanno perso i valori di una volta, che non amano i libri e la cultura. Non mi sarei stupito se questa proposta fosse arrivata dagli amici di papà, per esempio da Massimo Ielasi. Invece la cosa che mi dà molta carica è che sia nata dai giovani di Forio, ragazzi di vedute e idee diversissime, tutti convinti del grande valore del suo patrimonio librario. Ecco perché dico è che quasi accaduto un miracolo. Come cittadinanza, come comunità, penso sia un dovere impegnarsi nel recupero di questo patrimonio. E’ un’opportunità: se la perdiamo, c’è poca speranza per il futuro, non solo culturale, di questo paese.

A completare il quadro commemorativo, un secondo appuntamento la sera successiva, sempre al Torrione, con la proiezione del mediometraggio “La Pasqua di Luigino Cafiero” girato in Super8 negli anni ’70. Thriller che chiosa l’identità locale, riporta alla memoria tanti paesaggi, oggi trasformati e, nella maggior parte dei casi, deturpati. Scritto e diretto da Lucio Ranucci, pittore romano di fama internazionale, habitué di Forio, la pellicola gira intorno al presunto rapimento di un adolescente, Luigino Cafiero, mettendo a nudo un mondo insospettabile di compromessi. Gli interpreti sono tra i personaggi che hanno animato la vita culturale di Forio. Tra questi il Prof. Gennaro Zivelli interprete e voce narrante, il Dottor Vittorio Recaldini, il pittore Michele Petrone “Peperone”, il Cap. Vito Mattera con la sua storica libreria e tanti altri personaggi locali. Chicca musicale: “Rosso Napoletano”, firmata Toni Esposito.

 

 

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