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Al via la IV edizione dell’Urban Sketchers workshop, raccontare l’isola disegnando

di Isabella Puca

Ischia – “Misura le pareti. Conta le costole. Incidi un segno per ogni lungo giorno che passa. Alza lo sguardo per vedere il cielo azzurro dallo spiracolo. Accendi fuocherelli con gli scafi rotti delle barche da pesca. Esercitati con i segnali di fumo. Chiama vecchi amici, e ascolta gli echi di voci lontane. Organizza la tua agenda. Sogna spiagge. Esplora ogni percorso al fievole bagliore della luce. Lavora sui tuoi resoconti. Esamina una per una quei dieci milioni di scelte della tua vita. Resisti ai momenti di disprezzo verso te stesso. Cerca le tracce di coloro che son stati lì prima di te. Distruggile. Resta più calmo che puoi, e ascolta il suono degli ingranaggi e dell’acqua  in movimento. Ascolta il suono del tuo cuore. Sii grato per essere qui, ingoiato con tutta la speranza, qui dove puoi riposare e aspettare. Sii malinconico. Pensa a tutte le cose che hai fatto e potevi aver fatto. Ricorda di restare a galla in queste acque nella calma della notte, i tuoi piedi che puntano in giù, e ancora più in giù, nelle oscure profondità”. È questo il testo scritto del poeta statunitense Dan Albergotti, dal titolo “Cose da fare nel ventre della balena” che accompagna l’installazione artistica inaugurata lo scorso 4 ottobre presso la Chiesa dell’Immacolata su al Castello Aragonese. Autore de “Brunone or the sperm whale”, questo il titolo dell’opera, è Franco Lancio architetto e graphic designer qui a Ischia per la quarta edizione dell’ Urban Sketchers Workshop. 13 i metri composti da circa 130 fogli 55×55 cm, disegnati con grafite traendo ispirazione da un esemplare realmente esistente. «Avevo in mente di disegnare una balena in scala uno ad uno da tempo. Quando ho scoperto che al largo di Ischia ben dal 2004 hanno avvistato Brunone, uno dei tanti esemplari di capodoglio, è stata una folgorazione. Il fatto poi che ad Ischia dovessimo ritrovarci anche quest’anno per il consueto appuntamento del workshop napoletano degli Urban Sketchers ha fatto il resto. La chiesa dell’Immacolata all’interno del Castello Aragonese era, al momento, il solo posto che immaginavo potesse contenere un disegno così grande». È questa la spiegazione data dall’artista la cui meravigliosa opera sarà visibile fino al prossimo 8 ottobre. E sempre fino al prossimo 8 ottobre il Castello Aragonese sarà il quartier generale di questo workshop di disegno e giornalismo grafico che ha portato, ancora una volta, qui a Ischia narratori visuali provenienti da tutto il mondo. Guidati da Simo Capecchi, Caroline Peyron e Gabriel Campanario, i partecipanti di del workshop racconteranno la vita del paese di Ischia Ponte, le attività legate alla pesca, alla campagna, all’archeologia e al turismo. Con loro anche la giovane illustratrice e fumettista Cristina Portolano invitata come graphic journalist a documentare l’esperienza del workshop e Gabriel Campanario, illustratore e giornalista di stanza a Seattle, noto per la sua rubrica “Seattle Sketcher” sul Seattle Times. Dopo la conferenza di presentazione del workshop ieri mattina erano già tutti all’opera a Ischia Ponte per documentare, con incredibili disegni, la vita del borgo scandita dall’arrivo della paranza dei pescatori. «L’esito del nostro lavoro – scrive Simo Capecchi –  avrà anche uno scopo entusiasmante! Una selezione di storie e disegni sarà pubblicata su carta in un giornale vero e proprio, stampato da una tipografia locale e distribuito l’ultimo giorno del workshop. Questa speciale edizione unica renderà omaggio alla tradizione di reportage disegnato diffusa alla fine dell’Ottocento quando i giornali spedivano abitualmente gli artisti a disegnare gli eventi sul posto. Per richiamare uno di questi periodici distribuito in Australia e Nuova Zelanda tra il 1873 e il 1889, “The Australasian Sketcher”, chiameremo il nostro giornale “The Ischia Sketcher”».

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