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Alcuni dei luoghi più belli dell’isola raccontati dagli Urban Sketchers

di Isabella Puca

foto Enzo Rando

Ischia – Sono in 31 e quelli che sono giunti da più lontano arrivano dalla Malesia e dall’Australia. Hanno letteralmente invaso l’isola con i loro colori e i loro taccuini per fermare su carta gli angoli più belli della nostra Ischia. Parliamo degli Urban Sketchers una comunità che oggi conta decine di migliaia di appassionati che, per il secondo anno consecutivo, ha scelto Ischia per seguire un workshop tenuto quest’anno da Ch’ng Kiah Kiean ospite speciale arrivato qui dalla Malesia. Giovedì pomeriggio l’inaugurazione all’interno della chiesa dell’Immacolata, su al Castello Aragonese, di una mostra di Kiah Kiean, l’urban sketcher che disegna utilizzando inchiostro cinese e rami secchi realizzati da suo padre da un albero posto di fronte la sua casa. «L’idea di venire qui a Ischia è stata di Franco Lancio, architetto e designer,  mio amico e creatore del nostro logo. Dopo aver partecipato a un incontro di architettura con Nicola Mattera qui al Castello Aragonese ha pensato di tenere la quarta edizione di questo work shop qui al Castello. L’anno scorso è  stato talmente un successo che abbiamo deciso di ripeterlo anche quest’anno». A parlare è Simo Capecchi, architetto e disegnatrice, già famosa agli ischitani per il suo racconto disegnato di Ipomea del Negombo, la mostra mercato di piante rare che ogni anno si tiene nel parco idrotermale della baia di San Montano. «L’idea iniziale – ci dice ancora – era di cambiare ogni anno luogo, tra Napoli e l’hinterland, invece, per il secondo anno di seguito, siamo qua perché non era bastata una sola volta per disegnare l’isola. In moltissimi sono tornati, ed è talmente bello il posto che hanno portato anche mariti e amici». Da dieci paesi, tra cui  Stati Uniti, Germania, Spagna, Danimarca, i disegnatori urbani si sono riuniti qui sull’isola d’Ischia con l’intento di raccontarla sui loro taccuini di viaggio che saranno poi esposti, sempre su al Castello Aragonese, in un finissage da non perdere. Ogni disegnatore ha il suo stile, ma ciò che è in comune è un’attenzione al dato reale. Ieri mattina tutti i partecipanti si sono divisi in tre gruppi e hanno raggiunto diversi luoghi d’interesse per iniziare così il proprio racconto. Con Caroline Peyron, che ha esposto un lavoro sulle erbacce e sulla china, il primo gruppo si è soffermato nell’orto del Castello Aragonese per raccontare un posto inedito a molti; con Ch’ng Kiah Kiean attenzione è stata data soprattutto alle architetture, mentre il gruppo di lavoro guidato da Simo Capecchi ha raggiunto la baia di Cartaromana e, insieme a Giulio Lauro, hanno disegnato i tesori sommersi di Aenaria e i lavori dei sub dalla barca dal fondo trasparente. Un’esperienza davvero unica che, insieme alla bellezza dei nostri luoghi, illuminati dal cielo terso di settembre, renderanno il tutto ancora più indimenticabile. L’idea finale è quella di realizzare un reportage collettivo che racconti l’isola d’Ischia e i suoi abitanti. Dopo il Castello ci si sposterà tutti al Negombo dove la varietà di piante e gli scorci naturalistici offriranno tanta altra aspirazione.

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