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Alla Biblioteca Antoniana la presentazione del Fondo di Don Pietro Monti

di Isabella Puca
Ischia – È stato presentato con una cerimonia davvero molto sentita il Fondo Don Pietro Monti, il parroco archeologo che scoprì e conservò l’Ischia medievale. In Biblioteca Antoniana per il Maggio dei libri, giovedì scorso, quest’importante appuntamento che ha visto la presenza del Sindaco Enzo Ferrandino e di Don Emmanuel Monte delegato per i beni culturali della Diocesi di Ischia. In un pomeriggio sono venuti fuori l’uomo, il parroco e l’archeologo, aspetti di un’unica personalità tanto amata dall’isola che oggi ha a disposizione una raccolta davvero prestigiosa che ha contribuito alla sua formazione. «Una società senza cultura – ha detto il sindaco Enzo Ferrandino – è una collettività spenta. Una società che riesce a coltivarla è, invece, illuminata e spazia nei contesti da raggiungere. Non è un caso che oggi sia centrale il ruolo della Biblioteca, e ringrazio l’assessore alla cultura uscente Salvatore Ronga per l’impegno profuso in questa direzione. La Biblioteca è uno scrigno che raccoglie tesori non ultimo il fondo librario appartenuto Don Pietro che contribuisce a valorizzare e impreziosire questa struttura». La parola è poi andata alla direttrice dell’Antoniana, la dott.ssa Lucia Annicelli che, emozionata, ha dato il benvenuto in Biblioteca spiegando a tutti i presenti l’iter affrontato per quest’appropriazione. «Il fondo di Don Pietro è giunto qui nel 2012, ma viene presentato al pubblico solo oggi a causa delle variazioni subite dal catalogo della biblioteca che, con l’abolizione delle province, ne ha visto la cancellazione. Da quel momento abbiamo lavorato per inserirci nel catalogo nazionale oggi posso confermare che siamo presenti. Ecco, il fondo appartenuto a Don Pietro Monti ha vissuto queste vicissitudini e mi scuso con i familiari per il ritardo; se oggi il fondo è visibile e consultabile è anche grazie a loro». La dott.ssa Annicelli ha poi sottolineato quella che è la missione della biblioteca: divenire un laboratorio in cui ciascuno possa fare la propria parte. Prossimo obiettivo far venir fuori tutto il carteggio appartenuto a Don Pietro. «È da poco – questa la testimonianza di Don Emmanuel Monte – che ho riscoperto la figura di Don Pietro. Incontrare tanti studiosi e persone che ne hanno fatto una conoscenza enorme sottolinea l’ impegno che Dio mi chiede per valorizzare il nostro patrimonio che abbiamo solo grazie alla passione di Don Pietro. È bello vedere come da lui si siano formate generazioni di giovani che hanno sviluppato una passione per l’archeologia». All’Archeologa Mariangela Catuogno, che ha esordito sottolineando il ruolo fondamentale svolto dall’assessore uscente Salvatore Ronga per la riuscita dell’evento, il compito di delineare la figura di Don Pietro Monti. «Santa Restituta è il centro da cui parte la diffusione del culto cristiano dell’intera isola e lì che abbiamo l’ area artigianale della polis di Pithecusae. Con Don Pietro spesso discutevo del rapporto tra arte e fede e Santa Restituta le incarna entrambe così come anche sulla strada di Don Pietro vivevano insieme sia arte che fede». Nel 1951 la rimozione di un pavimento del ‘700, nella chiesetta della basilica, e la scoperta di un altro pavimento a piastrelle maiolicate risalente al 1470. Da allora, Don Pietro non si è più fermato: anni di studio, applicazione, ricerca, scavi e poi la conservazione, la tutela, l’interpretazione, la fruizione in spazi adeguati e le pubblicazioni. «Nel ’70 – ha continuato la Catuogno – è stato aperto il primo museo dell’isola d’Ischia, possiamo dire che Don Pietro Monti fu un precursore grazie soprattutto al suo talento e alla sua tenacia». Nel ritratto tracciato dall’archeologa Catuogno è stato sottolineato il rapporto che Don Pietro intratteneva con gli studiosi locali, in primis con Giorgio Buchner, «tra i due non c’era conflittualità, ma una profonda collaborazione per portare avanti la stessa mission. Grazie all’intervento di Don Pietro Monti e di S. Restituta furono recuperate le statue di cavalli che furono montate proprio a casa del Sacerdote e che oggi sono divenute il simbolo del museo». La dott.ssa Catuogno ha poi ricordato l’attività scientifica del parroco, lo studio dei materiali rinvenuti nell’ area archeologica che oggi ci permettono di colloquiare con il mondo. «Nel ‘ 75 prese parte al congresso internazionale di archeologia cristiana dove raccontò le scoperte di Santa Restituta; fu per lui un’enorme gratificazione. Don Pietro non buttava nulla e grazie a questo ci è permesso di conoscere quello che fu il vivere quotidiano. Per quanto riguarda il nostro rapporto, impose l’argomento della mia tesi e mi seguì aiutandomi in mille modi. Oggi, mi preme ricordare l’amore per il patrimonio archeologico ischitano e la liberalità con cui ha messo a disposizione di tutti gli appassionati il patrimonio archeologico». Tra i presenti in sala anche l’assessore alla cultura per il Comune di Lacco Ameno, l’avv. Cecilia Prota e alcuni parenti di Don Pietro. «Avevo quest’ impegno verso Don Pietro dentro di me – ha detto commossa la direttrice Annicelli – quando penso a lui, penso alle persone che mi hanno introdotta e ringrazio chi ha contributo al lavoro in questi ultimi mesi, in modo particolare ringrazio Salvatore Ronga, sono orgogliosa di aver potuto condividere questa iniziativa con lui e con Mariangela testimonianza di quanto Don Pietro abbia saputo seminare. Continuerà a vivere in noi e nella Biblioteca». Disposte all’ interno delle teche alcuni estratti di articoli, interventi scientifici e dediche apposte su dei libri che raccontano un uomo che sapeva intrattenere rapporti con il mondo. «La biblioteca – ha concluso la Annicelli – si racconta tutti i giorni nella condivisione di un libro. Credo che oggi Don Pietro sia qui con noi e sorrida di questo momento». È stata una nipote di Don Pietro che, insieme al Sindaco, ha svelato il totem indicante il Fondo di Don Pietro sistemato in uno degli antichi scaffali della biblioteca intitolato al fratello di Mons. Onofrio Buonocore. In un fuori programma un abbraccio tra Lucia Annicelli e la nipote di Don Pietro, «ringrazio davvero tantissimo – ha detto quest’ultima – la dott.ssa Annicelli che con sacrificio ha trascorso intere giornate a casa tra i libri di zio». Il maggio dei libri continua con altri appuntamenti, lunedì 28 maggio alle 10.30 la presentazione del Fondo Pino Gallo a cura di Giovanni D’Amico alla presenza del. Bruno De Maio. L’ 1 giugno alle 19.00 la presentazione del libro “Racconti Da Museo. Storytelling d’autore per il museo 4.0″. Conversazione di Lucia Annicelli con la curatrice Cinzia Dal Maso.

 

 

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