CULTURA & SOCIETA'

Alla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia le viceregine di Napoli “Nariuccia” e “Fifina”, figure di donne commentate in una “conversazione” di Raffaele Montuori

L’IMPEGNO POLITICO DI LUCIANA VIVIANA FIGLIA DEL COMMEDIOGRAFO NAPOLETANO (CASTELLAMMARE DI STABIA) RAFFAELE VIVIANI, PARTIGIANA, PARLAMENTARE COMUNISTA ED IN PRIMA LINEA PER LA DIFESA DEI DIRITTI DELLA DONNA - LE PROTAGONISTE DEL SUO LIBRO: Storia di due donne napoletane. La prima emigrata in città non riuscirà mai ad adattarsi al perbenismo borghese; la seconda, dopo aver sperperato i beni di famiglia, continua a vivere un'esistenza ribelle, istintiva e provocatoria

Altro incontro culturale di alto livello, quello organizzato dalla Fidapa sezione di Ischia dove un eccellente relatore, Lello Montuori, con la sua lucida “coversazione” sull’argomento in cartello, ha incantato l’uditorio in sala perlopiù femminile.Infatti, nell’ambito del “Marzo in Biblioteca” patrocinato dal Comune di Ischia, nel pomeriggio di mercoledì 9 marzo, si è tenuta presso la sala della biblioteca Antoniana di Ischia una conferenza dal tema “Le Viceregine di Napoli”, conversazione sul libro di Luciana Viviani tenuta dal dott. Raffaele Montuori introdotto dall’avv. Mariangela Calise.

CATERINA MAZZELLA

La conferenza si è aperta con la lettura di una poesia dedicata alle sofferenze dei bambini ucraini coinvolti nel conflitto cui sono seguiti i saluti della direttrice della biblioteca Antoniana dott.ssa Lucia Annicelli e della Vice presidente della Fidapa di Ischia Caterina Mazzella già presidente nazionale-Fidapa che rappresentava la dott,ssa Cinzia Stoppiello assente…giustificata, L’avv. Mariangela Calise ha presentato l’autrice Luciana Viviani soffermandosi sul suo impegno politico soprattutto in favore dell’emancipazione femminile lasciando poi la parola al dott. Lello Montuori che ha sapientemente descritto la vita delle due protagoniste “Mariuccia e Fifina” definite le “viceregine” due donne guerriere ed anticonformiste. Le c.d. Viceregine sono al secolo Maria Pietroluongo, detta Mariuccia e Serafina Scalcione, detta Fifina. L’avv. Calise nella sua introduzione, riportando le parole dell’autrice, ha ribadito quanto queste due donne del popolo abbiano influito sulla vita dell’autrice la quale nella prefazione scrive: “grazie per esserci state negli anni decisivi della mia crescita di donna; grazie per i sentimenti forti che mi hanno fatto conoscere.”. Mariuccia e Fafina, le ”viceregine” protagoniste delle vicende raccontate in quest’opera, sono due donne comuni e al tempo stesso straordinarie: simili per l”’eccesso di gesti e parole” con cui esprimono la loro indomabile vitalità, sono tuttavia profondamente diverse per carattere e per destino. Una Napoli complessa e anticonformista, scettica e appassionata, divisa tra rinnovamento e conservazione, offre alle sue ”viceregine” il palcoscenico sul quale rappresentare le loro storie: storie vere, ma così fantastiche che sembrano nate dal realismo visionario di Elsa Morante. Terza di quattro figli del commediografo Raffaele Viviani e di Maria Di Majo, Luciana nasce a Napoli, cresce nella prima infanzia assieme ai suoi fratelli accudita da una zia materna poiché sua madre era impegnata a seguire Raffaele nella sua attività teatrale.

IL DOTT, RAFFAELE MONTUORI E LA PAST PRESIDENTE NAZIONALE FIDAPA CATERINA MAZZELLA

Il periodo con la “zia Mariuccia” rimase nei suoi ricordi come una esperienza originale, data l’estrema libertà e “anarchia” che regnava sovrana nei sistemi educativi di questa donna di cui fornirà un ritratto in “Le viceregine di Napoli”[1]. Forse questa esperienza contribuì in parte a rafforzare in Luciana quell’indole “ribelle” e anticonformista che caratterizzò fin dall’infanzia il suo carattere. Più tardi frequentò il collegio per fanciulle “Regina Coeli” di Napoli, esperienza che invece ricorderà con rabbia, a causa del netto contrasto tra il suo carattere e le ferree regole di quella istituzione, in un ambiente che percepiva come ipocrita e bigotto. Racconta Fabrizia Ramondino nell’introduzione a “Le Viceregine”[1]: Quando i coniugi Viviani, ormai benestanti, decidono di iscriverli nei migliori collegi di Napoli, Mariuccia, rimasta sola, il marito non contava, trasgredisce tutte le regole dei collegi e della loro educazione perbenista. Il suo è un mondo arcaico e antico della provincia che ci viene descritto senza che mai l’autrice ceda al bozzettismo, al pittoresco o alla nostalgia. Per l’autrice del, libreo “Le viceregione di Npoli”,vasta e articolata si è rivelata l’attenzione posta su diversi fronti della lotta delle donne negli anni Sessanta e Settanta: la tutela della lavoratrice madre, l’istituzione degli asili nido e dei consultori, la maternità come scelta libera e responsabile. Luciana Viviani è stata tra le promotrici della consultazione di massa promossa dall’UDI nel 1975 su “Maternità, sessualità e aborto. Sarà in prima linea anche nel referendum sul divorzio, nelle battaglie per l’abolizione del Codice Rocco in favore del nuovo diritto di famiglia e per la legge sull’aborto. Visse tutte le trasformazioni e le travagliate vicende dell’Associazione: dalla nascita nel 1944 fino alla sua trasformazione in Movimento sancita nella Carta degli intenti adottata nell’XI Congresso del 1982; data, questa, che segna una trasformazione organizzativa e una cesura politica molto forte con il proprio passato.

Speciale Reportage Di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO Fotoreporter

Collaborazione di Mary Angel

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