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E alla chiesetta di sant’Anna chi ci pensa?

Ieri mattina, presso il ristorante-bar “Cocò”, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’85^ edizione della festa a mare agli scogli di Sant’Anna, uno degli eventi più attesi dell’estate ischitana. Al di là della presentazione del cartellone degli eventi – di cui potete prendere visione in altra parte di questo quotidiano – ci preme sottolineare in questa sede una problematica che riguarda uno dei luoghi-simbolo della festa di sant’Anna, ovvero la piccola chiesa dedicata alla madre della Vergine Maria, che la sera del 25 luglio sarà raggiunta dalla processione delle partorienti, che assisteranno alla messa officiata dal vescovo Pietro Lagnese.

LA DENUNCIA DI GIOVANNI CRICCO. Come di certo ricorderete, il vergognoso degrado in cui da lungo tempo versa la chiesetta è stato oggetto, negli scorsi mesi, delle attenzioni del giovane studente Giovanni Cricco. Il blogger e attivista isolano, curatore del portale “Ischia cosa non funziona”, nell’occasione ci inviò delle istantanee che lasciano ben poco spazio all’immaginazione. «Nei giorni scorsi – esordì Giovanni nell’edizione del 22 maggio de “Il Golfo” – un nostro concittadino mi ha segnalato lo stato di abbandono in cui versa la chiesetta di sant’Anna. La situazione è davvero drammatica: la chiesa cade a pezzi ed è circondata da erbacce. La Curia dovrebbe prendersene cura, ma non lo fa e sicuramente mancano i fondi per ristrutturarla. Questo luogo sacro si trova in un posto magnifico con una veduta eccezionale e potrebbe attirare centinaia di visitatori, ma purtroppo giace nell’abbandono. La chiesetta è il simbolo della famosa festa di sant’Anna, caratterizzata dalla tradizionale sfilata delle barche. La chiesa – proseguì il giovane studente universitario – è un luogo ricco di storia e di grossa importanza per il Comune di Ischia, perciò chiedo interventi anche attraverso una raccolta fondi fatta dai cittadini. Ci vuole davvero poco, la chiesa è piccolina e ha bisogno di qualche lavoretto di ristrutturazione, per le erbacce basta una giornata di lavoro e tutto torna come prima. Spero che questo mio monito smuova qualcosa».

DON AGOSTINO IOVENE E IL MISTERO DELLE CHIAVI. Nel pomeriggio di ieri, a distanza di quasi due mesi dall’ultimo servizio giornalistico, abbiamo nuovamente interpellato Giovanni sull’affaire chiesetta. Quello che ci è stato rivelato dall’attivista ha davvero del paradossale. «Chi dovrebbe custodire le chiavi – ha affermato Giovanni Cricco – è don Agostino Iovene, sacerdote della parrocchia di San Pietro. Ho incontrato il curato pochi giorni fa per chiedere spiegazioni, e quest’ultimo mi ha spiegato che la situazione è davvero particolare: le chiavi dovrebbe averle lui ma non le ha, e probabilmente sono nelle mani di don Carlo Candido, sacerdote della chiesa dello Spirito Santo a Ischia Ponte. Purtroppo non sono riuscito a mettermi in contatto con don Carlo, però don Agostino mi ha spiegato che mancano i fondi per ristrutturare la chiesetta, e che non si può fare nulla. Ho cercato di insistere affinché venga messo almeno il portone, ma il sacerdote mi ha ribadito che non ci sono i soldi. La chiesetta di Sant’Anna sembra pertanto destinata all’abbandono e al degrado. Nessuno vuole e può fare nulla perché mancano i fondi. Tra sette giorni ci sarà la festa, e la chiesa si presenta ancora oggi in pessimo stato. Verrà fatto solo qualche ritocco – come ogni anno – per la messa che si celebrerà il 25 luglio, ma non basta! Ci vogliono seri interventi per recuperare un pezzo di storia di Ischia – ha chiosato Giovanni – ma soprattutto per riqualificare quel luogo e la chiesa, che risale al XVI secolo».

LA PROMESSA DI ENZO FERRANDINO. A margine della conferenza stampa tenutasi a Ischia ponte abbiamo raccolto le impressioni del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, che ha dichiarato al “Il Golfo”: «Il Comune di Ischia ha un patrimonio – in termini di infrastrutture e di immobili come la chiesetta che è di proprietà comunale – molto ampio. Purtroppo una problematica che riguarda non solo il Comune di Ischia ma un po’ tutti gli enti locali è rappresentata dalla penuria e da una riduzione drastica dei trasferimenti, e quindi da una mancanza di quelle che sono le risorse per far fronte a quelle che sono le esigenze manutentive di questi cespiti. Noi speriamo di intercettare dei finanziamenti per poter recuperare anche la storica stradina di sant’Anna, che collega la Torre di Michelangelo alla chiesetta, così come speriamo di intercettare anche delle risorse per poter recuperare al meglio questo importante luogo di culto, che sicuramente appartiene alla nostra tradizione, e verso cui gli ischitani nutrono un grande attaccamento».

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