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Alla scoperta del phubbing

È triste un mondo in cui le dita sfiorano più cellulari che volti, eppure oggi è quel accade. Sei in compagnia di una persona e controlli il cellulare ogni cinque minuti? Riponi lo smartphone in una posizione comoda, affinché tu possa guardarlo anche se ti stai dedicando ad altro? Fai finta di ascoltare il tuo interlocutore ma in realtà aspetti il momento giusto per tirar fuori il telefonino dalla tasca e guardare le ultime notifiche? Hai lo smartphone in mano anche quando sei in compagnia del tuo compagno? Questo atteggiamento si chiama “Phubbing”, un neologismo inglese che nasce dall’unione di due parole, “phone”, telefono e “snubbing”, ossia ignorare, snobbare, trascurare, e indica il comportamento comune di non prestare attenzione all’interlocutore preferendo lo smartphone.

Più che di un atteggiamento, sembra che, quello del phubbing sta diventando un fenomeno che si sta diffondendo sempre più su larga scala rovinando relazioni amorose ed amicizie. Preferendo, a volte anche inconsapevolmente e in modoautomatico,  lo schermo del nostro smartphone al nostro amico o partner,  ciò che rimandiamo  è un segnale di disinteressamento: “Non trovo interessante la tua compagnia e non me ne frega nulla di quello che stai dicendo o facendo”, “preferisco essere connesso con milioni di persone piuttosto che esser qui con te”.  Così facendo non solo perdiamo l’opportunità di viverci a pieno il momento presente, ma perdiamo l’occasione di viverci chi abbiamo difronte a noi, perdiamo di vista i valori reali della vita, quelli che non possono essere mediati dalla tecnologia e che hanno a che fare con il contatto umano, epidermico e sensoriale. “La mia vita è diventata una distrazione dal mio telefono cellulare”.

Il phubbing non è solo un atteggiamento poco cortese ma un fenomeno che lascia un senso di vuoto, inquietudine, trascuratezza che in alcuni soggetti può anche scatenare la sindrome dell’abbandono. Credo che sia molto opportuno utilizzare in questo caso il termine “senso di trascuratezza” e non gelosia, perché il sentimento predominante è proprio questo, la trascuratezza che si prova quando le mani proprio amato non stringono le proprie ma un cellulare. In Texas, alcuni ricercatori hanno pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior un lavoro che parla del ‘partner phubbing’ (Pphubbing), inteso come la tendenza a farsi distrarre dal cellulare mentre si è in compagnia del proprio partner. I ricercatori, James A. Roberts e Meredith E. David, hanno sviluppato una scala per misurare il livello di Pphubbing, che presenta item come “il mio partner mette il suo cellulare in un posto visibile quando siamo insieme”, oppure “il mio partner tiene il suo cellulare in mano quando è con me”, o ancora “se c’è una pausa nella conversazione, il mio partner controlla il suo cellulare” e così via. La scala , somministrata ad un campione di 145 adulti, valutava l’impatto del Pphubbing sulla soddisfazione rispetto alla propria relazione sentimentale. I risultati suggeriscono che l’effetto negativo del Pphubbing è legato principalmente alla presenza di conflitti dovuti all’eccessivo utilizzo del cellulare, che a loro volta sono influenzati dallo stile di attaccamento dei partner: i più insicuri, con stili di attaccamento ansioso, riportano infatti più alti livelli di conflitto.

Spiega Roberts (il ricercatore che ha condotto lo studio): “Quel che abbiamo scoperto è che quando qualcuno percepisce che il proprio partner lo sta ignorando dedicandosi al telefono, questo crea dei conflitti e conduce a più bassi livelli di soddisfazione nella relazione questi bassi livelli portano a loro volta a minore soddisfazione quotidiana e, magari, ad elevate soglie di depressione”. Questo studio, ci spinge a porre attenzione al possibile impatto che lo smatphone può avere non solo sulle nostre relazioni di coppia, ma anche sul nostro benessere psicologico in generale. È sorprendente pensare che qualcosa, apparentemente insignificante, come un cellulare possa arrivare a minare le relazioni e a ledere le fondamenta della nostra felicità. Ora che abbiamo un’infarinatura di questo fenomeno proviamo a fare insieme questo esercizio. Fermatevi, sedetevi un attimo, chiudete gli occhi e pensate a quanto lo smartphone stia influenzando la vostra vita di coppia.

Ripercorrete mentalmente una vostra giornata tipo, scansionatela e prendete nota del ruolo che il telefonino ha all’interno della vostra relazione. Se vi accorgete che lo smartphone è diventato una presenza ingombrante nella vostra relazione forse è il momento di chiedervi se vi sia celato altro dietro questo atteggiamento o se si tratta solo di una cattiva abitudine. In questo caso impariamo a mettere lo smartphone da parte quando siamo in compagnia. I vostri rapporti interpersonali trarranno sicuramente grande giovamento. Alzate le teste e lo sguardo, che lo smartphone è solo uno strumento vuoto e freddo, un contenitore di apparenze. Alzate lo sguardo e soffermatevi su chi vi è difronte così da viverle, e non solo apparentemente.

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“Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

Tel: 3456260689

Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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