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CRONACA

Allarme alveo a La Rita, monta la paura

Il crollo di un complesso termale ha ostruito parte del canale che da Casamicciola giunge fino alle porte di Lacco Ameno. E non manca la preoccupazione…

Il terribile crollo dello stabile del complesso termale “La Rita”, continua a preoccupare tanto visto che le macerie hanno ostruito parte dell’alveo che da Casamicciola, giunge sino alla spiaggia posizionata all’ingresso del Comune di Lacco Ameno.

Lo storico stabilimento termale crollato

Il tappo venutosi a creare sul letto dell’alveo, in caso di forti piogge potrebbe causare una catastrofe naturale proprio nella zona in cui, oltre ad un centro abitato popolatissimo, insistono l’Ospedale “Anna Rizzoli”, una centrale elettrica e la scuola media dell’istituto comprensivo “Mennella”. E mentre le varie istituzioni dello Stato deputate ad intervenire, nonostante l’allarme di un imminente e catastrofico pericolo lanciato da tecnici ed esperti, continuano a fare un vergognoso scarica barile su chi deve materialmente rimuovere le macerie, con le nostre telecamere abbiamo documentato che non è solo la “montagna” di calcinacci e  i detriti formati dal crollo dello storico stabilimento termale ad ostruire l’alveo de “La Rita”, ma a pochi passi da qui ad occludere in parte il letto su cui con grande violenza scorre l’acqua piovana, ci sono grossi massi e terreno franato dalle altissime pareti laterali che nel tempo non sono state messe in sicurezza.

Massi e terreno ostruiscono anche in altri punto l’alveo de La Rita

E a questo punto ci chiediamo com’è la situazione a scendere a valle. L’alveo è ostruito da altri crolli, o è completamente libero da terreno, massi e detriti? Nei giorni di maltempo che hanno visto il verificarsi di smottamenti un po’ ovunque sull’isola d’Ischia, questo e gli altri alvei isolani, ed in modo particolare quelli di Casamicciola, sono stati controllati metro dopo metro o no? Perché se solo nel breve tratto visibile del letto dell’alveo de “La rita” abbiamo notato al suo interno la presenza di grossi massi e terreno, lo stesso potrebbe essere in altri punti anche dei vari alvei disseminati sull’Isola. E allora i rappresentanti istituzionali preposti, anziché “giocare” a fare l’odioso scarica barile su chi e come deve intervenire a “La Rita”, oltre a fare presto ad eliminare le macerie dello stabilimento termale crollato, controllino che tutti gli alvei dell’isola d’Ischia siano completamente liberi da detriti, massi e terreno e questo per evitare e prevenire nuove tragedie. Basta disastri ambientali, basta tragedie, basta morti. Si intervenga e lo si faccia subito. 

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