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Allarme suini vietnamiti a Barano e Serrara

La presenza di questi suini allo stato brado sta creando preoccupazione nel Comune collinare ed in quello montano. Gli animali, di proprietà ancora ignota, sono stati segnalati in fondi agricoli e aree pubbliche. Secondo le prime ricostruzioni, il fenomeno sarebbe legato alla crescita incontrollata di un allevamento locale

Il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, prova a correre ai ripari, ma la situazione sembra estendersi oltre i confini del comune da lui amministrato. La tranquillità dei comuni di Barano d’Ischia e Serrara Fontana è stata recentemente turbata dalla presenza di suini vietnamiti allo stato brado, segnalati in diversi fondi agricoli e aree pubbliche. Questi animali, di ignota proprietà, stanno creando non pochi problemi ad agricoltori e cittadini, che si trovano a fronteggiare danni alle coltivazioni e possibili rischi per la sicurezza. Secondo le prime ricostruzioni, la diffusione dei suini sarebbe partita dalla crescita incontrollata di un allevamento locale, poi sfuggito al controllo dell’allevatore. Da qui il fenomeno avrebbe assunto proporzioni rilevanti, coinvolgendo non solo Barano ma anche il vicino comune di Serrara Fontana. I suini vietnamiti, normalmente allevati a fini alimentari o come animali da compagnia, sono ora liberi sul territorio, probabilmente acquistati in passato da privati cittadini o allevatori. La loro presenza rappresenta un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica e per i fondi agricoli, rendendo urgente l’identificazione dell’origine degli animali. Inizialmente introdotti come animali da compagnia, sono oggi diffusi anche in piccoli allevamenti. Questi suini si adattano facilmente a diversi ambienti e possiedono un sistema immunitario robusto, che consente loro di sopravvivere anche allo stato brado. Tuttavia, la loro presenza fuori controllo può causare gravi problemi.

I danni alle coltivazioni e i possibili rischi sanitari hanno spinto l’amministrazione comunale a intervenire. Il sindaco Dionigi Gaudioso ha pubblicato un avviso per rintracciare il proprietario

Stando agli esperti, i suini vietnamiti in questione, noti anche come maialini nani del Vietnam o “potbelly”, sono originari del Sud-Est asiatico e sono stati selezionati negli anni ’60 per la loro taglia ridotta e la docilità. Questa caratteristica avrebbe favorito il loro adattamento all’habitat dei due comuni isolani. Si tratta di animali intelligenti, socievoli e longevi, con un’aspettativa di vita media di 10-15 anni. Il peso può variare dai 30 ai 70 chilogrammi e, in alcuni casi, superare i 90. Con l’aumento della loro presenza sul territorio, stanno però emergendo diverse criticità. I suini scavano il terreno alla ricerca di cibo, distruggendo coltivazioni, orti e giardini. Inoltre, l’introduzione di una specie non autoctona può alterare gli equilibri ecologici locali, mettendo a rischio flora e fauna indigene. Gli stessi animali possono essere portatori di malattie trasmissibili ad altri animali e, in alcuni casi, anche all’uomo. L’allevamento e la presenza massiccia di suini contribuiscono inoltre all’emissione di gas serra come metano e protossido di azoto, con possibili ricadute sull’inquinamento del suolo e delle acque. Il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, ha quindi lanciato un appello affinché il proprietario dei suini si dichiari presso il Comune, al fine di risolvere la problematica e tutelare la comunità. L’avviso resterà affisso all’Albo Pretorio per dieci giorni a partire dal 12 febbraio 2026. La situazione resta sotto osservazione in attesa di ulteriori sviluppi.

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Un commento

  1. Grazie ASL! Noi per fare la macellazione di un maiale o coniglio nostrano dobbiamo chiamare un medico chirurgo di Roma e pagare balzelli di tasse per L’autopsia! Ed ecco qua che arriva un maiale dal Vietnam a nuoto su la nostra isola.

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