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Allievi del ‘C. Mennella’, ambasciatori per le Nazioni Unite

Gianluca Castagna | Casamicciola Terme Chi è un rifugiato? Quali sono i suoi diritti? Quali aspetti, procedure, problemi ruotano attorno alla sua accoglienza in un paese straniero?
Il diritto di asilo nelle leggi internazionali: è questo il tema, delicatissimo, dei tre incontri nei quali 300 allievi delle scuole campane simuleranno una seduta delle Nazioni Unite. Un progetto  IMUN, Italian Model United Nations, che vedrà coinvolti anche gli studenti isolani, in particolare cinque tra gli allievi più meritevoli dell’Istituto Turistico e Nautico “Cristofaro  Mennella”. Ad ogni studente sarà assegnato un paese delle Nazioni Unite e, in qualità di delegato, dovrà intervenire nel dibattito rigorosamente in lingua inglese. Trattandosi di un progetto che mira a far crescere e valorizzare le eccellenze, gli studenti scelti sono tra i più preparati dal punto di vista linguistico, didattico e comportamentale.

Foto 2«L’obiettivo è importante – spiega il dirigente scolastico dell’Istituto, la professoressa Giuseppina Di Guida – si tratta dell’internazionalizzazione dei percorsi di studio. Qualsiasi professione si voglia oggi intraprendere deve curare molto i rapporti con le realtà culturali altre. Significa parlare speditamente in lingua straniera, confrontarsi con mondi diversi e affrontare le problematiche secondo un’ottica di complessità. Noi teniamo moltissimo a tutto ciò che contribuisce a questa formazione».
Protagonisti e testimoni, dunque, di educazione interculturale.
La protezione internazionale dei rifugiati rappresenta il nucleo del mandato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati Tale mandato, come espresso negli statuti e nella Convenzione del 1951 sullo Status dei Rifugiati, si è costantemente evoluto nel corso degli ultimi 50 anni. Inizialmente, la protezione internazionale consisteva in una sorta di surrogato della protezione consolare e diplomatica, mentre oggi si è estesa notevolmente fino ad assicurare ai rifugiati il godimento dei loro diritti umani fondamentali e la sicurezza.

Foto1«Un tema di forte pregnanza – aggiunge la preside – che vedrà i nostri allievi confrontarsi con un tema come quello dei richiedenti asilo, l’emigrazione forzata dai territori, le problematiche dovute all’ingresso in un nuovo paese. Tutto in lingua straniera. Una sfida avvincente che, come ogni sfida, lascia tracce profonde nella formazione dei ragazzi. Noi saremo vicino ai cinque studenti che affronteranno un percorso di eccellenza».
Nato nel 2011 come edizione italiana del National High School Model United Nations di NewYork, IMUN è diventato un progetto complesso che coinvolge centinaia di scuole di tutto il paese, articolandosi in diverse edizioni regionali. Da quest’anno, infatti, allo storico appuntamento romano si aggiungono cinque edizioni regionali che si svolgeranno a Napoli, Torino, Catania, Trento e Bari.

L’Imun è indirizzato sia agli studenti del biennio che del triennio delle scuole superiori e ha l’obiettivo di avvicinare i giovani italiani alle istituzioni internazionali. Il percorso didattico si articolerà in due fasi: quella preparatoria, che prevede un incontro seminariale di una giornata (pre conference); quella operativa, ovvero la simulazione effettiva di una seduta Onu, nella quale gli studenti lavoreranno singolarmente rappresentando ciascuno uno dei 193 stati membri delle Nazioni Unite.

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