CRONACA

Alvei, braccio di ferro infinito tra Comune e Regione

La Protezione civile regionale chiede conto degli interventi presso il torrente Cuccufriddo a Casamicciola, pena la decadenza dei finanziamenti già erogati

Gli interventi sugli alvei continuano ad essere oggetto di controversie tra la Regione e il Comune di Casamicciola. Stavolta è il torrente Cuccufriddo al centro di una nota che l’Unità operativa dirigenziale del Genio civile di Napoli a chiedere conto all’ente del Capricho dei lavori eseguiti: il rischio è che i fondi assegnati al comune cadano in perenzione, vale a dire vengano revocati. Come si legge nella nota, l’Unità operativa autorizzò nel 2018 un intervento di somma urgenza per 55mila euro, individuando il comune come soggetto attuatore, dopo il franamento del terrapieno a monte del ponte sul torrente Cuccufriddo in destra orografica, e poi successivamente per l’alluvionamento dello stesso torrente tra la via Arenale e il ponte. L’intervento prevedeva la pulizia dalla vegetazione e dagli arbusti infestanti, il ricavamento dei materiali per ripristinare la funzionalità idraulica e la ricostruzione di un tratto di muro spondale a monte del ponte, oltre al trasporto e alla discarica dei materiali ricavati. Il sindaco del Comune, a febbraio 2019, nel comunicare l’avvenuta pulizia del torrente, fece sapere che la stima iniziale di spesa aveva comportato l’esecuzione di un intervento parziale rispetto a quello previsto con la sola rimozione dei materiali alluvionali, chiedendo un ulteriore finanziamento di somma urgenza per 95mila euro, per completare l’intervento e realizzare il muro spondale.

Per tutta risposta l’Unità operativa regionale a marzo 2019 aveva argomentato che, siccome il torrente Cuccufriddu ricade nel bacino idrografico di Cava del Monaco e Cava La Rita, la cui sistemazione idraulica è oggetto di cospicui finanziamenti con il Comune individuato come soggetto attuatore e appalti in corso da parte della Città Metropolitana, l’intervento di ripristino del muro spondale vada inquadrato più correttamente nell’ambito di tali finanziamenti, tuttora disponibili. Eppure, dicono in regione, da tre anni il Comune non ha più risposto a tale nota.

Di conseguenza l’Unità operativa dirigenziale ha sollecitato la rendicontazione dei lavori eseguiti, per evitare appunto che i fondi assegnati decadano. Per la liquidazione dei lavori, fanno sapere dalla regione, fermo restando la documentazione tecnica e contabile secondo la vigente legislazione da conservare a cura del Comune, bisognerà far pervenire all’Unità operativa alcuni documenti, quali la relazione sul conto finale e il certificato di regolare esecuzione con gli estremi di approvazione, il rilievo fotografico prima e dopo l’intervento, e infine la dichiarazione del Rup e del direttore dei lavori sul raggiungimento degli obiettivi e l’eliminato pericolo, o la mitigazione del rischi. Adesso la palla passa al Comune.

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