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CRONACA

Alvei e fondi, nuovi “incroci” tra Comune e Regione

Nuovo scambio di corrispondenza tra l’ente del Capricho e Palazzo Santa Lucia relativamente all’intervento di sistemazione idrogeologica sul territorio di ben 3 milioni e 100 mila euro

I soldi ci sono, tanti e da tempo, ma la documentazione non ancora. La Regione, tramite la Direzione regionale per la difesa del suolo e l’ecosistema, ha inviato l’ennesima nota al Comune di Casamicciola per chiedere lumi sullo stato dell’arte relativamente all’intervento di sistemazione idrogeologica sul territorio comunale, intervento da ben 3 milioni e 100mila euro. Lo scorso gennaio l’amministrazione aveva inviato una missiva alla struttura di coordinamento regionale, con cui il responsabile del procedimento aveva comunicato il nuovo cronoprogramma, da cui emergeva che l’affidamento per la progettazione era previsto per il 16 marzo scorso. Tuttavia, la relativa documentazione non è mai arrivata alla regione.

La Direzione generale per la difesa del suolo chiede al Comune di Casamicciola una dettagliata relazione sullo stato di attuazione della procedura di affidamento relativa all’intervento di sistemazione idrogeologica del territorio

Di qui la nota della Direzione generale che chiede di trasmettere, “con cortese sollecitudine” (parole evidenziate in grassetto), una dettagliata relazione sullo stato di attuazione della procedura di affidamento relativa all’intervento in questione. Dunque, tocca adesso al Comune dimostrare di aver eseguito le operazioni necessarie per un’opera che era già prevista nell’Accordo di programma di oltre dieci anni fa. Il serrato confronto tra i due enti va avanti da tempo immemore, e se da una parte l’ente del Capricho fa pressione per ottenere l’intervento volto alla pulizia dei canali tombati di raccolta delle acque, la Regione per tutta risposta aveva più volte richiesto al Comune a che punto era arrivato l’ “intervento di sistemazione idrogeologica” citato.

A dicembre era giunto a protocollo un invito che era quasi un’intimazione, chiedendo di trasmettere “con cortese sollecitudine e comunque non oltre dieci giorni dal ricevimento della presente, una dettagliata relazione in merito allo stato di attuazione dell’intervento in parola, corredata di crono programma, con scadenze precise e sequenziali, dei tempi occorrenti fino all’ultimazione dei lavori dello stesso”. Un mese dopo, stante il silenzio del Capricho, l’ordine era diventato perentorio, sollecitando la trasmissione della relazione “ad horas”. La pretesa della Regione si poggia sul fatto che le zone interessate dagli alvei, non solo nel comune termale, sono oggetto sin dal 2016 di cospicui finanziamenti, per un totale di oltre quattro milioni e mezzo di euro, per la sistemazione e manutenzione ordinaria e straordinaria, i cui soggetti attuatori sono proprio i Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e la Città metropolitana. Inoltre, secondo la Regione l’adozione dei provvedimenti in materia di salvaguardia e tutela della pubblica e privata incolumità, a norma dell’art. 54 del Tuel e del Dlgs 1/2018 resta nella “competenza del sindaco, nella qualità di Autorità locale di Protezione civile”, il quale deve anche porre in essere ogni azione e provvedimento, per ottemperare alle prescrizioni dettate dai piani stralcio per l’assetto idrogeologico, per la tutela della incolumità pubblica e privata e per la salvaguardia dell’ambiente. Una specie di duello rusticano, quello tra Comune e Regione, con quest’ultima che nei mesi scorsi aveva scritto che dalla continua corrispondenza “si evince che l’Amministrazione comunale non appare agire compiutamente, nonostante i numerosi finanziamenti concessi [..] né ha mai dato riscontro agli inviti e solleciti rivolti dalla scrivente in ordine allo stato di attuazione degli interventi finanziati”. In sostanza, secondo la regione, il Comune ha avuto i soldi, e neanche pochi, e anzi deve dare conto di come li ha impiegati, sempre se lo abbia fatto.

L’affidamento per la progettazione era previsto entro metà marzo dal nuovo cronoprogramma comunicato dal Comune

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L’impressione è quella di un interminabile rimpallo di responsabilità e di competenze, col Comune che continua a invocare l’aiuto dell’ente sovraordinato, adducendo la mancanza di personale e di fondi per poter far fronte all’emergenza-alvei, e la Regione che rimprovera al Comune, quale “soggetto attuatore”, di non dare notizie su una serie di interventi già dotati di relativi stanziamenti.

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Come si ricorderà, a inizi aprile venne già chiesto a quale punto sia l’intervento di riduzione dell’erosione e di stabilizzazione dei versanti del Comune, per il quale è stato stanziato un finanziamento di oltre tre milioni di euro, mentre altri 180mila euro sono stati destinati alla mitigazione del rischio di ostruzioni per gli alvei tombati, non solo Negroponte e Fasaniello, ma anche per Senigallia, Cava del Monaco e la stessa La Rita. Per la messa in sicurezza di Cava Pozzillo e la protezione dell’abitato ci sono 94mila euro, mentre oltre 460mila euro sono diretti alla bonifica e al consolidamento dei versanti a monte del centro abitato del comune. Tra una nota e l’altra, questa fitta corrispondenza dura ormai da tre anni, e forse con l’attuazione ormai prossima delle assunzioni di personale straordinario il Comune potrà rispondere in maniera adeguata alle richieste documentali da parte della Regione, Oltre a poter mettere concretamente in atto gli interventi in questione.

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